martedì 25 ottobre 2011

Loacker che bontà...

Vi ricordate i nanetti che cantavano??? 
A casa mia è arrivato un pacco carico carico di.....Loacker Gran Pasticceria


Vi ho già raccontato della bella esperienza che sto facendo con il sito tnrd.
Iscrivendosi potete partecipare ai loro progetti: i prodotti da testare vi vengono spediti a casa e con calma si possono assaggiare e/o provare.
Nella sidebar di sinistra trovate il link per iscrivervi. 
La prima volta ho partecipato al progetto del cioccolato Ritter. 
Gran bella cosa... un po' meno per la mia dieta!!!!
Poi il Cuore di Brodo Knorr.

Il progetto di questa volta è ancora meglio: 
Loacker Gran Pasticceria

Ieri, dopo un piccolo disguido con il corriere, finalmente è arrivato il mio Kit.
Sono stata bravissima e ho aspettato che tornasse il maritino per aprirlo insieme.
Ecco il contenuto:
  2 confezioni da 100 g di Patisserie Coconut
  2 confezioni da 100 g di Patisserie Cappuccino
  2 confezioni da 100 g di Patisserie Fondente Nocciolato
  2 confezioni da 125 g di Tortina Original
  2 confezioni da 125 g di Tortina Dark-Noir

  25 pezzi singoli di Patisserie Coconut
  25 pezzi singoli di Patisserie Crème Noisette
  25 pezzi singoli di Patisserie Cappuccino
 25 pezzi singoli di Patisserie Fondente Nocciolato
  25 pezzi singoli di Tortina Mini Original

Da dove cominciare???? C’è l’imbarazzo della scelta!
La prima cosa che abbiamo fatto è stato dividere i pezzi singoli preparando i sacchetti da fare provare a parenti e amici. I primi beneficiari saranno i colleghi del maritino, che a quest’ora sono sicura avranno spazzolato tutto. Aspetto i loro commenti!
Un altro sacchetto stamattina Sofia l’ha consegnato alla nonna Susy. Da golosa quale è, sono sicura gradirà la sorpresa.

La parte riservata a noi è gelosamente conservata nel mobile. Il primo assaggio che abbiamo fatto è stato un pezzo di Patisserie Coconut. Io adoro il cocco e unito al cioccolato è davvero delizioso.
Adesso non ci resta che provare tutti gli altri. Da stasera si comincia!!! 


giovedì 20 ottobre 2011

Quanto costa un bimbo

L'ho letto sul  mio forum preferito, ma ho visto che circola in rete da un po'.
Mi sono commossa leggendolo.

E' stato recentemente calcolato che il costo di crescere un bambino dalla nascita ai 18 anni è di circa 160.140 Euro.

Ma questi 160.140 euro non sono poi così tanti se si traducono in:
- 8.897 euro l'anno
- 741 euro al mese
- 171 euro alla settimana
- 24 euro al giorno
- 1 euro l'ora.

Se pensi ancora che il miglior consiglio sia quello di non avere figli, se vuoi diventare "ricco".... ti sbagli di grosso!!!
Vuoi sapere cosa ricevi in cambio dei tuoi 160.140 Euro?

- Risatine sotto le coperte ogni sera 
- Bacini umidicci 
- Abbracci teneri teneri 
- Una manina da tenere 
- Qualcuno con cui fare le bolle di sapone 
- Qualcuno con cui ridere a più non posso (qualunque sia stata la tua giornata di lavoro) 
- Più amore che il tuo cuore possa sopportare 

Per 160.140 euro non devi mai crescere:

- Puoi dipingere con i colori 
- Giocare a nascondino 
- Rincorrere farfalle e lucciole 
- Giocare con le macchinine o le bambole 
- Continuare a credere a Babbo Natale 
- Hai una scusa per leggere ancora le favole alla tua età, guardare i cartoni animati, ritagliare fiori di carta, tirare i sassolini tra le onde del mare, esprimere un desiderio quando vedi una stella cadente 

Non c'è miglior rendimento per i tuoi 160.140 euro.

- Diventi un eroe solo perchè recuperi il pallone da un albero, sai insegnare ad andare sui pattini, riempi d'acqua una piscina di plastica, o cucini una torta al cioccolato!!! 

Per 160.140 euro hai un posto in prima fila per
- Il primo passo
- La prima parola 
- Il primo giorno di scuola 
- Il primo giro in bicicletta senza le rotelle 
- Il primo appuntamento d'amore 
- La prima volta al volante. 


Agli occhi del tuo bambino sei appena appena sotto Dio.


- Hai il potere di far passare la bua con un bacio, di mandare via i mostri cattivi da sotto il letto, di consolare un cuore spezzato, di amarlo senza limiti.

E' un bell'affare per quel prezzo no?

mercoledì 19 ottobre 2011

Catene di libri

Non è la solita catena di Sant'Antonio, per fortuna.
Ho scoperto questa iniziativa di Anobii grazie ad un'amica di forum.
L'ho trovato un modo di diffondere la cultura diverso, soprattutto visto i prezzi dei libri.
In pratica funziona così:
una persona mette a disposizione un libro.
Si crea un gruppo di circa 12 partecipanti o più, a discrezione di chi crea la catena.
Il proprietario del libro spedisce il libro al primo iscritto della catena il quale lo legge e lo spedisce al secondo e così via. L'ultimo della catena lo rispedisce al proprietario.
Il tempo di lettura per ogni partecipante è massimo un mese.
Un tempo giusto anche per chi come me riesce a leggere solo la sera.
Regalo non scritta, che detta il buon senso, è quella di avere cura del libro.

Ho trovato 5 catene interessanti. Libri che mi avrebbe fatto piacere leggere che però non avrei comprato in libreria. E mi sono iscritta.
Ieri ho ricevuto il primo libro: "Non c'è silenzio che non abbia fine" di Ingrid Betancourt.
E' il racconto dei suoi sei anni di prigionia nella giungla colombiana.
All'interno del libro ho trovato dei post it.
Il segno del passaggio di altri lettori, di altre persone che hanno condiviso l'emozione di leggere quest'avventura. Io l'ho già iniziato e ieri sera non riuscivo a staccarmi.

Inoltre grazie a questa iniziativa ho scoperto una magnifica tariffa di Poste Italiane che non conoscevo: il piego di libri. Al costo di € 1,28 è possibile spedire libri fino a due kg. Incredibile, ma vero!




lunedì 17 ottobre 2011

La Chiave - Jun'ichirō Tanizaki

Qualche tempo fa nel mio forum preferito si parlava di letteratura giapponese.
Io che di giapponese ho sempre e solo letto la Yoshimoto mi sono lasciata tentare da chi mi ha detto che questa scrittrice di “giapponese” ha ben poco.

E’ così mi sono immersa in un nuovo mondo.
Ho iniziato da Jun'ichirō Tanizaki  e dal suo romanzo forse più famoso “La Chiave”.
Generalmente è associato al terribile film di Tinto Brass che rese celebre Stefania Sandrelli.
 Ma vi assicuro che il libro è tutt’altro. E’ un libro “erotico” non nel senso che intendiamo noi.  Racconta le pieghe più segrete di un rapporto coniugale nel diario di un marito e di una moglie, senza mai scadere nella volgarità e nell’oscenità.

Marito e moglie scrivono entrambi un diario nel quale raccontano i loro rapporti, la passione e i desideri nascosti. Una chiave di un cassetto, lasciata cadere dal marito, forse per caso forse no, permette alla donna di leggere il suo diario. Lui nei suoi racconti si mostra ansioso di esplorare nuovi orizzonti sessuali insieme alla moglie dalla quale è irresistibilmente attratto.
Lei così scopre l’ingegnoso gioco messo in atto dal marito, il quale utilizza la gelosia verso un altro uomo come stimolante nei suoi rapporti sessuali con la moglie. Però qualcosa gli sfugge di mano e questo lo porterà all’autodistruzione e alla morte.

E’ un libro diverso da quelli che ho letto finora. Ero impreparata a questo diverso “modo di vedere le cose”.
Ma mi è piaciuto molto. Mi è piaciuto l'idea della chiave lasciata lì per caso.  Mi è piaciuto l'idea dei due diari si alternano. Mi piace questo "erotismo" non come ce l'aspettiamo e non come è ripreso nel film. E' un libro "psicologico" credo impossibile da proporre al cinema.
E' un libro che dice senza dire...
Lo scrittore riesce a far emergere l’interiorità dei suoi personaggi, mettendone a nudo tutte le proprie contraddizioni e anche una certa vena masochistica.

Vena che ho ritrovato anche nell’altro libro che ovviamente ho letto di Tanizaki: L’amore di uno sciocco.
Ma del quale vi parlerò più avanti….

venerdì 14 ottobre 2011

Cecità - José Saramago

Terminato oggi mentre ero in attesa al centro di radiologia per fare un’ortopantomografia.
Mi mancavano poche pagine e sapendo di dover aspettare un po’ mi sono portata dietro il libro.
Quando termino un libro in genere mi domando: che cosa mi ha lasciato?
Uhm… prima reazione: rabbia. Ma non per la storia, per la trama o per le tematiche trattate. Ma per l’uso della punteggiatura!!!
Avrà pure vinto il premio Nobel… ma io la lettera maiuscola dopo una virgola proprio non la sopporto!  
In questo romanzo i dialoghi non sono introdotti dai classici due punti e dalle virgolette aperte e poi chiuse. Tutti i dialoghi sono separati dalla virgola seguita da una maiuscola.

La storia è terribile: in una città mai nominata, in un tempo indefinito tutti diventano ciechi. I primi a diventare ciechi vengono chiusi in un ex manicomio perché il Governo teme il contagio. E lì che i protagonisti vengono fuori e si presentano con le loro caratteristiche principali.
Non c’è mai nel romanzo un nome proprio, i personaggi sono identificati con espressioni impersonali (la moglie del medico, la ragazza dagli occhiali scuri).
In quarantena, prigionieri, terrorizzati, abbandonati a loro stessi, i ciechi regrediscono allo stato brado e anarchico.
Parallelamente con la perdita della vista procede la perdita della loro umanità, la cecità degli occhi affianca  quella dell’anima. Ed è questo il tema principale del romanzo.

Un libro duro, violento crudo “angoscioso”. E’ questa la sensazione più viva che resta.
Angoscia che possa capitare la stessa cosa anche a chi legge e angoscia per l’umanità che va allo sbaraglio. E dato il particolare momento storico è ancora più forte.
Una cosa mi ha molto colpito: fra i personaggi del romanzo non si sviluppa mai una vera solidarietà.
Solidarietà che invece si sviluppa tra le protagoniste femminili, che in seguito al trauma dello stupro collettivo da parte dei ciechi malvagi, formano quasi una nuova comunità capitanata dalla moglie del medico che è l’unica in un mondo di ciechi a non aver perso la vista. E’ lei il personaggio positivo del romanzo  che si fa carico del gruppo e li aiuta e li guida.

Dal romanzo:
Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono
                        

giovedì 6 ottobre 2011

week end culinario

Dunque dunque… ho già scritto più volte che il maritino è un ottimo cuoco.
Lo scorso week end mi ha deliziato con la sua cucina.

Sabato sera si è superato preparando un piatto davvero fantastico. Ecco qui la ricetta e la preparazione:


Paccheri ripieni carciofi e ricotta 
Ingredienti per 4 persone:
• 4 cuori di carciofi(*);
• 300gr di ricotta fresca;
• 250gr di mozzarella di bufala;
• 400gr di paccheri;
• Prezzemolo;
• Aglio;
• Sale e pepe bianco q.b.;
• Burro q.b.;
• Olio extra vergine di oliva;
• Un bicchiere di vino bianco;
• Parmigiano e Pecorino Romano grattugiati;
* Oppure: spicchi di cuore di carciofo surgelati,  circa 200gr.





Preparazione
Tagliare a listelli i cuori di carciofo, saltarli in padella con aglio, olio, prezzemolo e sale. Lasciar cuocere per qualche minuto e sfumare con un bicchiere di vino bianco. Dopo la cottura, sminuzzare i cuori di carciofo in un contenitore e schiacciarli con una forchetta. Lasciare raffreddare.














Aggiungere la ricotta e la mozzarella tagliata a dadini fino a formare un composto omogeneo.




Aggiungere pepe bianco secondo il proprio gusto personale. Conservare qualche cubetto di mozzarella e qualche pezzetto di carciofo.



Lessare i paccheri fino a metà cottura, scolare e raffreddare con acqua fredda.Farcire i paccheri con il composto ed adagiarli in una pirofila imburrata, coprendo con una spolverata abbondante di formaggio grattugiato, i cubetti di mozzarella ed i pezzetti di carciofo precedentemente serbati con un paio di cucchiai del loro liquido di cottura.


Aggiungere qualche ricciolo di burro ed infornare per 20/25 minuti a 200 gradi, fino alla doratura.
Servire caldo, guarnendo con qualche foglia di carciofo.


ecco qui il risultato:




Da bravo sommelier il maritino ha scelto anche un bel vino….In abbinamento
Un bianco di corpo, con una decisa freschezza e sapidità. Le Serole 2010, Pallagrello bianco, di Terre del Principe, IGT Terre del Volturno.










Ma io ho detto week end culinario....
Perchè il maritino...non contento domenica si è messo di nuovo ai fornelli:
involtini di prosciutto cotto con ripieno di riso, piselli e asiago guarniti di besciamella.




A noi la dieta ci fa un baffo!!!!