mercoledì 25 luglio 2012

Come ricominciare a vivere - Diario di una madre che non ha mollato di Jusy Iuliano


Quando pensi di essere solo al buio e non sai dove andare, allarga le braccia! Urterai chi ti è vicino e insieme con lui potrai riprendere il passo verso la luce

Non conosco ancora Jusy di persona, ma spero di conoscerla presto. Lei e la sua splendida Camilla, di cui vedo spesso le foto.
Ho letto il suo libro in pochissimo tempo. E quello che traspare è che Jusy è una donna forte, coraggiosa, innamorata e “disperatamente” mamma.

Nel suo libro racconta un brutto periodo della sua vita: una gravidanza difficile, due lutti familiari che l’hanno molto segnata, un parto doloroso, la perdita del lavoro… e i primi tempi post gravidanza difficili. Molto difficili.

Camilla ha pochi mesi più di Sofia e io ricordo benissimo i primi tempi a casa. L’invasione di parenti e amici quando invece avevi bisogno di stare da sola, consigli da parte di tutti, invadenze. I pianti inconsolabili e la mia inesperienza. E’ stata difficile per me. Immagino quanto possa esserlo stato per lei che soffriva per la scomparsa improvvisa del padre. E per una depressione post partum. Che è molto più frequente di quanto non si immagini.

Ma lei non ha mollato, ha reagito ed è andata avanti lottando con forza. Ha elaborato il suo lutto, ha cercato di dare un senso al suo dolore e grazie alla sua forza di volontà e all’amore per la figlia ha superato il periodo negativo, riprendendo le redini della sua vita.

Mi sono ritrovata molto in lei, soprattutto quando racconta dei primi mesi di vita con Camilla, delle sue preoccupazioni e di come ha cambiato il suo approccio alla crescita della bimba.
Jusy non ha la pretesa di essere una guida per le neo-mamme ma credo che molte dovrebbero leggere il capitolo sui “suggerimenti”.

Mi sono commossa leggendo alcuni capitoli. Pagine in cui lei mette a nudo sé stessa e racconta del suo dolore. Mi sono commossa maggiormente quando ho letto di un bavaglino ricevuto in regalo. Pur conoscendo già la storia mi sono commossa e ho pianto come una sciocca. Lei sa a cosa mi riferisco.

Credo che quando Camilla sarà grande e avrà la possibilità di leggere questo libro sarà sicuramente orgogliosa di avere una mamma forte come la sua.

venerdì 13 luglio 2012

Cupcakes!!


Martedì ho seguito un’altra lezione del corso di Pasticceria americana.
Dopo le torte  decorate: i cupcake!
I cupcake sono dei morbidi dolcetti gustati al naturale o molto più frequentemente decorati con creme al burro, creme al formaggio o congolose glasse.
Sono di origine americana, ma si stanno diffondendo anche qui in Italia. Devono il nome alla loro dimensione, infatti sono grandi proprio come una tazzina e sono l'ideale per accompagnare un buon thè durante una golosa merenda.
Oppure un’altra teoria è che devono il loro nome ai vari quantitativi necessari per l’impasto (ossia 1 cup di farina, 1 cup di burro, 1cup di zucchero).
Questi sono quelli che ho realizzato io durante la lezione, due per me, due per il maritino. Che da santo quale è, è venuto a prendermi alla fine del corso.



Per il maritino: 
1) cupcake alla vaniglia con farcitura dicrema al cioccolato e decorazione in pasta di zucchero. Dovrebbe essereSpiderman, ma non mi è venuto molto bene. Lui ha appena visto il film The Amazing Spider-Man ed è tornato a casa entusiasta!!
2) cupcake alla vaniglia con frosting di crema al cioccolatoe piccoli cuori di zucchero.

Per me: 
1) cupcake alla vaniglia con frosting di crema al limone, farfalla in zucchero e piccole perline.
2) potevo non dedicarmi una mucca? Giammai! Per cui cupcake al cioccolato con farcitura di crema al cioccolato e mucca in pasta di zucchero.

E’ stata come sempre una serata divertente. Non posso che ringraziare la fantastica Dalila di Cake Appeal.
E per vantarmi un po’: 


martedì 10 luglio 2012

Neve di primavera - Yukio Mishima


Come ho già detto altre volte… le mie amiche Satoko e Lelena mi hanno trascinato nel vortice della letteratura giapponese.
Sono stata catturata dai loro discorsi e da un mondo totalmente differente dal nostro.
Dopo aver letto “La Chiave” e “L’amore di uno sciocco” di Jun'ichirō Tanizaki mi hanno consigliato di leggere Yukio Mishima. Così ho cominciato “Neve di primavera

Prima di avvicinarmi al libro ho letto velocemente su Wikipedia un po’ di notizie sull’autore e ho scoperto che è  uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha spesso stroncato). 
Era un uomo ossessionato dalla morte. Basti pensare al suo suicidio in diretta televisiva nel 1970: si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi al ventre e facendosi poi decapitare. Insieme a lui si toglie la vita il suo più fidato amico e discepolo (o suo amante come sosteneva Marguerite Yourcenar), Masakatsu Morita.

Neve di primavera è il primo romanzo della tetralogia "Il mare della fertilità", di cui fanno parte anche "Cavalli in fuga", "Il tempio dell'alba" e "La decomposizione dell'angelo".  

Ufficialmente il protagonista del romanzo è Honda, ma in realtà risulta essere semplicemente lo spettatore narrante delle vicende di un altro personaggio primario: Kiyoaki Matsugae, giovane bellissimo e tremendamente complesso, combattuto nella scelta fra l'adorazione per se stesso e i sentimenti verso le altre persone. L'unica persona in grado di andare oltre la sua superficie e causargli un grande sconvolgimento interiore è Satoko, sua amica di infanzia.
All’inizio Kiyoaki nega a se stesso di provare qualcosa nei confronti della ragazza ed addirittura si sente sopraffatto dai suoi atteggiamenti, ma col passare del tempo non gli resta che ammettere di esserne perdutamente innamorato.
Però quando prende piena conoscenza dei propri sentimenti è troppo tardi. Satoko è stata promessa in sposa al figlio del Principe Tōin. Da lì comincia tra i due una travagliata storia di incontri furtivi e passionali che, tuttavia, sfocerà poi in tragedia.

Ho impiegato tantissimo tempo a leggere questo libro. Quasi due mesi. Anche se in mezzo sono capitati due libri della catene di Anobii.

Innanzitutto la difficoltà è stata la traduzione. Se la casa editrice Bompiani dovesse mai leggere questo mio post voglio dire che mi offro volontaria per rifare la traduzione! Non conosco il giapponese per cui non posso fare una vera e propria traduzione ma almeno un ringiovanimento dell’italiano è necessario!!!
Prometto che lo faccio senza stravolgere il romanzo!

Superato poi lo shock della traduzione sono stata catapultata nel complesso mondo giapponese. Pagine e pagine di pura estetica, mi si perdoni il termine di cosiddette “pippe mentali”, di descrizioni di ciliegi in fiore, di giardini coreografici. E poi ancora pagine di descrizione sui riti dell'aristocrazia, sull'educazione dei giovani giapponesi …
Confesso che più volte sono stata sul punto di abbandonarlo. Ma poi UNO: non ho mai abbandonato un libro; DUE: la mia amica Satoko (ora ho scoperto chi è!!!) mi aveva consigliato di andare oltre.

E siccome io vado sempre OLTRE (ma questi la capiranno in pochi!!) non mi sono lasciata prendere dallo sconforto ed ho insistito. E meno male!!!!

La seconda parte del libro mi ha letteralmente stregata. La storia si sviluppa, ha una trama coinvolgente. C’è passione, amore e sofferenza. C’è una storia d’amicizia che ce ne fossero di amici così…
Quando finalmente Kiyoaki si accorge di amare Satoko è troppo tardi. Ma il suo amore gli fa compiere quell’ultimo  viaggio verso la donna amata che però comprometterà la sua già cagionevole salute.
E io come una scemina alla fine mi sono commossa.  Non mi piace il personaggio di Kiyoaki. L’ho trovato infantile, arrogante ed egocentrico per buona parte del libro. Però alla fine ho avuto l’impressione che cambiasse per amore. E questa cosa mi ha commosso.
E’ vero che un libro quando lo leggi entra a far parte della tua vita. Sarà che l’ho finito in un periodo in cui sto facendo molte riflessioni personali sull’amicizia il personaggio che forse ho amato di più è stato Honda. Forte ed equilibrato. Amico devoto e  fedele. Forse più all’idea stessa di amicizia che all’amico. Ma per Kiyoaki è andato contro ai suoi stessi interessi e a proprio rischio e pericolo, senza mai rimpiangerlo un solo attimo. Mi ripeto… cene fossero di “amici” così…

Ora però ho bisogno di un libro leggero leggero. Ho bisogno di risate. Per questo ho appena iniziato "Ho il tuo numero" di Sophie Kinsella.