mercoledì 27 novembre 2013

Le letture della buonanotte

Da un po', prima di andare a nanna, la monella mi chiede di leggerle una favola.
Abbiamo acquistato le favole Disney e fino a qualche tempo fa ogni sera sceglievamo una storia diversa: Il Re Leone, La Bella e la Bestia, Pinocchio...
Si mette nel lettino, io mi siedo accanto a lei e leggo la favola scelta.
Ma... c'è un ma! Da quando ci sono i librini di Peppa Pig.... non c'è verso di leggerle altro.
I libri in questione sono due: La gita nel bosco e La festa in maschera.
Sempre e solo questi due. Oramai li conosciamo a memoria. Se leggendo per caso sbaglio una parola... Lei mi corregge!!!!
Ho provato a farle cambiare idea, a scegliere un altro librino, a farlo scegliere a lei, ma nulla.

Per questo ho deciso di partecipare al bellissimo gioco organizzato da Federica di MammaMoglieDonna e da Floriana di Mamma Creativa: Regala un libro per Natale



Purtroppo mi sono persa la "versione estiva". Ma a questa di Natale voglio proprio partecipare.
Il gioco è molto semplice:  è uno scambio di libri per bambini all'interno del gruppo facebook La Biblioteca di Filippo: ogni partecipante sceglie un libro e lo spedisce al figlio/a di un altro partecipante.
Le adesioni si accettano fino al 2 dicembre e la spedizione dovrà essere effettuata entro e non oltre il 10 dicembre per garantirne la ricezione entro Natale.

Mi auguro che ricevendo un libro in regalo Sofia cominci ad avvicinarsi anche ad altre letture che non siano solo Peppa Pig. Mi piacerebbe farle leggere qualcosa di diverso, che sia adatto alla sua età e che soprattutto catturi la sua attenzione. Abbiamo qualche libro illustrato di Lucia Salemi: "Fratelli per forza" che abbiamo vinto partecipando al suo giveaway e poi  "Fred Lingualunga" che la gentilissima Lucia ha regalato a Sofia. Ma poi oltre alle favola Disney non abbiamo altri libri adatti alla sua età.

Prometto che appena posso vado in libreria per rifornire la sua biblioteca. Il primo libro che comprerò sarà sicuramente uno dedicato alla cacca. Siamo completamente spannolinate, ma da quel punto di vista... abbiamo ancora qualche problemino!!!


giovedì 14 novembre 2013

Ricamo natalizio

Non mi piace molto ricamare "a tema".
Nel senso che non ho mai fatto un ricamo natalizio solo perchè era Natale o cose del genere.
Quest'anno però ... mi sono innamorata di un ricamo natalizio.

L'ho visto completo ricamato dalla mia amica Meg e sono completamente impazzita.
Lo trovo bellissimo.

Mi sono procurata subito schema, tela e colori, ho chiesto al maritino di stamparmi lo schema il più grande possibile (sò cecata... lo so!!)  e l'ho iniziato subito, appena finito terminato il miniricamino per il concorso.

Complici le serate in solitudine mi sono davvero applicata e questo è il risultato di circa una settimana di lavoro.




domenica 10 novembre 2013

Piccolo ricamo per un concorso di Natale

Il gruppo di punto croce che frequento su Facebook ha organizzato un bellissimo concorso per Natale.
E' più che altro un gioco fra noi, nulla di impegnativo e il primo e secondo posto saranno assegnati a caso con random.com.

Ho aderito all'iniziativa con piacere. Ho scelto un ricamo piccolo piccolo, perchè pensavo di non riuscire a finirlo. Avevo un kit ricevuto il regalo qualche anno fa e che non avevo mai ricamato: un alberello simpaticissimo. Alla monella è piaciuto molto e così abbiamo scelto insieme i colori (quelli del kit non mi piacevano molto!)

Dopo un cambio di tela causa tazzina di caffè caduta sulla tela bianca, ho utilizzato uno scampolo di tela rossa.
Mi domando... chi me l'ha fatto fare di usare il metallizzato color oro per fare la stellina????
Io odio i metalizzati!!!!!!

Questo è il work in progress del lavoro:




Termine ultimo per la "consegna virtuale" del lavoro è il 10 dicembre. Io ho finito con largo anticipo.
Ecco il ricamo finito. Devo trovare una cornicetta adatta perchè Sofia ha detto che a Natale lo vuole appendere in camera sua! Appena posso andrò al'Ikea.


Adesso non resta che aspettare il 10 dicembre per vedere se sono fortunata!!! 

sabato 9 novembre 2013

Salam, maman di Hamid Ziarati

Ora potrei facilmente incontrare la morte, ma finché posso vivere non le andrò incontro; anche se un giorno, costretto, affronterò la morte, non ha importanza, l’importante è se la mia vita o la mia morte abbiano avuto qualche influenza sull’esistenza degli altri.


Dopo aver letto "Il meccanico delle rose" e "Quasi due" ho letto anche il terzo libro di Hamid Ziarati: "Salam, maman". (Anche se poi credo sia il primo che ha scritto!)
Leggendo la sua biografia ho letto che è stato scritto dopo la nascita del primo figlio, perchè sentiva il bisogno di scrivere un libro che parlasse del ricordo e dell’appartenenza alla sua terra.

Il romanzo racconta la storia di una famiglia iraniana con 4 figli piccoli. Vivono a Teheran, la Teheran degli anni '70 che vive il regime dispostico dell'ultimo Scia, Reza Pahlavi e poi dopo la Rivoluzione passa alla democrazia teocratica di Khomeini, ayatollah e pasdaran. Il romanzo è articolato in cinque capitoli di diversa lunghezza e tutti caratterizzati da un incipit-sogno: il sogno di Alì (voce narrante), il sogno della madre (maman Parvez), il sogno della sorella (Parì, gemella di Puyan), il sogno del padre (babà Parvaneh) e una sura del corano, il versetto 81: un monito alle turpi azioni umane sulla terra e relative infernali conseguenze.
Protagonista del romanzo è Ali, il terzo dei 4 figli. E' un bimbo curioso e attento a quello che gli succede intorno. Fa mille domande a tutti, ricevendo spesso risposte che non lo soddisfano, per cui viaggia molto con la fantasia. La Rivoluzione del 1979 tocca molto da vicino la famiglia di Alì, perchè Puyan, il fratello maggiore, studente appassionato di fotografia, viene arrestato. Puyan legge libri proibiti, ha una mente libera e fa parte di un movimento di attivisti contrari alla monarchia. Manifesta contro l’ingiustizia sociale, contro la disoccupazione, contro la mancanza di libertà di espressione, contro il ritardo che il Paese dimostra nonostante l’immensa ricchezza rappresentata dai giacimenti petroliferi. Quando viene liberato, Puyan è molto cambiato. E’ scosso e rinchiuso in se stesso. Riesce a riprendersi solo grazie alla fotografia e, proprio questa sua passione, gli permette di andare in Inghilterra. Poco dopo anche la gemella Parì si trasferisce negli Stati Uniti per motivi di studio. Dopo un po' anche la minore Parvin, la raggiunge. La famiglia è smembrata mentre le vicende politiche dell’Iran sembrano precipitare di violenza in violenza, passando dalle manifestazioni di piazza agli scontri a fuoco, dalle repressioni ai massacri culminando nella cacciata dello Scià e nell’avvento dell’ayatollah Khomeini. Alì è rimasto solo a casa con i genitori e vede e racconta cose che un ragazzino non dovrebbe mai vedere. Gli eventi sono molto più grandi di lui e lui ne prende parte quasi senza volerlo.

Nonostante i temi duri e non allegri, ho trovato questo libro scorrevole e molto piacevole. Alì e i fratelli mi sono entrati nel cuore quasi come Khodadad de "il Meccanico delle rose". All’inizio la narrazione è un po’ lenta, quasi si fa fatica ad entrare nella storia, ma in un’intervista all’autore ho letto che è una cosa voluta, per permettere al lettore di “entrare in Iran” e prenderne confidenza. E’ un paese totalmente diverso dal nostro, più calmo e meno frenetico. Poi la storia diventa più incalzante e al contrario si fa fatica a lasciarla.
Mi è capitato spesso, leggendo, di pensare a quanto fosse autobiografico questo romanzo; a quanto l’autore abbia davvero vissuto tutto quello che ha descritto. Per la maggior parte di noi occidentali è sempre faticoso comprendere un mondo così diverso dal nostro. Sono rimasta affascinata dalle descrizioni di alcune consuetudini e tradizioni islamiche e persiane, ad esempio la descrizione del Noruz, il Capodanno persiano. Così come sono rimasta fortemente colpita dalle descrizioni del massacro di piazza Djaleh. Cose forse lontano anni luce da noi.

domenica 3 novembre 2013

Se avessi aperto quella porta...

Giovedì pomeriggio, in pieno Halloween, per le strade intorno casa mia ho visto molti gruppetti di ragazzini, accompagnati da uno o più adulti, girare per case e negozi chiedendo "dolcetto o scherzetto?" 
Verso le 19.00 anche a casa mia suona il citofono. Una voce giovane mi dice: "dolcetto o scherzetto?" 
Pensando fosse uno dei gruppi visti in precedenza apro il portone. 
Comincio a preparare qualche caramella da donare quando suonano alla porta. 
Ho la buona abitudine di guardare sempre nello spioncino della porta prima di aprire. Anche quando sento la bussata del maritino e sento la sua voce dire "sono io!!!"
Bene... per fortuna ho guardato: mi sono trovata due ragazzi, non proprio bambini, con il viso mascherato. Avevano una maschera da fantasma. 


Ovviamente non ho aperto, ma ho continuato a guardare immobile e silenziosa. Questi due hanno aspettato un po' e poi sono andati via. 
Forse erano solo due ragazzi un po' cresciuti, forse due malintenzionati... non lo so. 
Però mi sono spaventata parecchio. 
E se avessi aperto tranquillamente la porta senza vedere dallo spioncino????