venerdì 31 gennaio 2014

Splendore di Margaret Mazzantini

"Non smettere di cercare il tuo sogno"

Il libro è stata una sorpresa di mio marito. Avevo appena letto di questo ultimo romanzo della Mazzantini e lui un sabato è tornato con il libro fra le mani. Sapeva che l'avrei comprato. "A scatola chiusa", come tutti i libri  della Mazzantini. Li ho tutti. Li ho letti tutti. Mi sono innamorata di Timoteo di "Non ti muovere". E ho sofferto con Gemma di "Venuto al mondo".

"Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?" si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due destini. Uno eclettico e inquieto, l'altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s'impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d'acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell'altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l'amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L'iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita l'infanzia, l'adolescenza, il ratto dell'età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per l'età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l'amore, un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l'archeologia e la contemporaneità. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità".

Guido e Costantino sono i protagonisti di questa storia ambientata a Roma negli anni Settanta.
Abitano nello stesso condominio: il primo è figlio di una buona famiglia borghese, vive al quarto piano, adora la madre, ma è costretto a vivere con balie di ogni paese, che si alternano in casa sua; il secondo è il figlio del portiere dello stabile, vive nel seminterrato, avvolto nel suo tanfo di cavolo e fumo. Crescono insieme, "diventano uomini insieme". Poi la vita li divide e crescono in città e ambienti diversi. Ma il loro legame è troppo forte e c'è un continuo cercarsi, prendersi e lasciarsi.
Il romanzo è scritto in prima persona: è Guido che parla e racconta la sua storia, il suo punto di vista.
Il tema è molto delicato. La scrittrice come in ogni suo romanzo ha saputo cogliere le sfumature di un sentimento forte come l'amore, in questo caso fra due uomini. O almeno questo è quello che credevo.
Fino a metà del romanzo ho pensato a quanto fosse stata brava la Mazzantini a trattare un tema così forte e importante. A far passare il messaggio che anche l'amore tra due uomini può essere puro e vero. Però poi... il finale mi ha deluso. Perchè? Perchè quel finale?
Non capisco... il punto principale del romanzo, il messaggio non era un altro? Costantino è un uomo che non si accetta, che non vuole accettare ed ammettere le proprie emozioni. Non mi è sembrato un uomo traumatizzato da un abuso, che è in cerca di una "cura". Forse mi sbaglio e non ho capito nulla.
Nel finale, la rivelazione di Costantino nella comune mi sembra proprio una forzatura, forse scritta in virtù di una futura rappresentazione cinematografica.
Fosse stato per me avrei tagliato tutta la parte finale, il ritorno in Italia di Guido, il viaggio in moto, la comune, la fine.
Mi ha lasciato davvero l'amaro in bocca.
E poi la scrittura complessa, quasi "barocca" della Mazzantini, ricca di iperboli e grandi volute, questa volta mi è risultata davvero fastidiosa. L'ho trovato un romanzo ridondante e pieno di parole.
Però la Mazzantini è così, questo è il suo stile inconfondibile.
E le sue storie sono forti, ti entrano dentro e non puoi smettere di leggere, fino alla fine.

mercoledì 29 gennaio 2014

Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi - Maurizio De Giovanni

"Sentiva l'emozione, più di tutto: coglieva di volta in volta il dolore, la sorpresa, la rabbia, la malinconia, Perfino l'amore."

Ho scoperto questo libro di Maurizio de Giovanni per caso. Un'amica ne parlava in un forum e mi ha incuriosito.Maurizio de Giovanni è uno scrittore napoletano e "Il senso del dolore, l'inverno del Commissario Ricciardi" è un romanzo giallo ambientato nella Napoli degli anni 30 in pieno periodo fascista.

Già questo bastava ad incuriosirmi.Il consiglio che la mia amica mi ha dato è stato di leggerlo "con calma". Ed è stato proprio quello che ho fatto.

La storia: Napoli, marzo 1931, mentre un inverno particolarmente rigido tiene la città stretta in una morsa di gelo, un assassinio scuote l'opinione pubblica per la ferocia con cui il crimine è perpetrato e per la notorietà del morto. Il grande tenore Arnaldo Vezzi viene trovato cadavere nel suo camerino al Teatro San Carlo prima della rappresentazione de "I Pagliacci", la gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. Artista di fama mondiale, amico del Duce, uomo egoista e meschino: a ricostruire la personalità della vittima e a risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini e temuto dai sottoposti per il suo carattere chiuso ed enigmatico, Ricciardi coltiva nel suo animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino "vede i morti" - ma solo chi muore di morte violenta - , coglie la loro immagine nell'ultimo momento di vita e ascolta le ultime parole; "il Fatto", come lo chiama lui, lo aiuta nelle indagini.

Leggendo questo romanzo ho avuto la sensazione di "essere a casa".
La descrizione della città, "allegra, rumorosa, disordinata", dei suoi vicoli e delle sue strade eleganti; così come le descrizioni dei napoletani, che affollano queste strade e questi vicoli mi ha permesso di "tornare a Napoli".
Ogni volta che riprendevo la lettura lasciavo scorrere il tempo senza fretta e mi sentivo trasportata a "casa".
Grazie alla bravura dello scrittore mi sono lasciata trasportare nelle indagini del commissario, personaggio davvero straordinario che inevitabilmente conquista il lettore anche se non fa nulla per ingraziarsi chi gli sta intorno.
Quello che più colpisce di questo libro è la narrazione lenta, spesso cupa e densa proprio come il "senso del dolore" che è palpabile e avvolge tutto e tutti.

Una lettura consigliatissima.
Il ciclo dei romanzi gialli che hanno per protagonista il commissario Ricciardi e le sue indagini si compone finora di 5 libri.
Oltre "Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi" ci sono:
- "La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi"
- "Il posto di ognuno. L'estate del commissario Ricciardi"
- "Il giorno dei morti. L'autunno del commissario Ricciardi"
- "Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi"

Non vedo l'ora di procurarmi anche questi altri!!!

Potete trovare la mia recensione anche su ZeBuk

mercoledì 22 gennaio 2014

Joyland di Stephen King

Confesso che non amo molto Stephen King anche se ho letto molti dei suoi romanzi. Ho letto Joyland durante le scorse vacanze di Natale convinta da mio marito che l’ha adorato.
Pensavo di leggere la solita storia paurosa, piena di eventi soprannaturali e scene raccapriccianti, tipiche dei romanzi di King. Invece no. Questa è una storia toccante, che emoziona e va dritta al cuore. Partendo da un “giallo” si evidenzia con lo scorrere della storia, un tema fondamentale, quello del passaggio da un’età all’altra.

Da ventunenne la vita è come una cartina stradale. Solo quando arrivi ai venticinque o giù di lì, cominci a sospettare di averla guardata capovolta, per poi esserne certo intorno ai quaranta. Arrivato ai sessanta, fidatevi, capisci di esserti perso nella giungla

La storia è ambientata nel 1973 e il protagonista è Devin Jones, studente universitario che sta vivendo la prima cocente delusione d’amore. Per dimenticare la ragazza che lo ha tradito e soprattutto per guadagnare qualche dollaro in più accetta un lavoro in un luna park Joyland.
E’ accolto da uno strambo gruppo di personaggi: la signora Shoplaw che gli affitta una stanza ad Heavens Bay, i coetani Tom ed Erin che squattrinati come lui hanno accettato di lavorare al parco, e che diventeranno i suoi migliori amici.
Lavorando a Joyland, Dev e i suoi amici scopriranno che il parco dei divertimenti nasconde un terribile segreto: nel “Castello del brivido” c’è il fantasma di una giovane ragazza uccisa barbaramente quattro anni prima. Il violento assassino non è stato mai identificato e Devin si troverà ad indagare. Nelle “indagini” sarà aiutato da Mike, giovane ragazzino che vive su una sedia a rotelle a causa di una malattia e dalla sua affascinante madre, Annie. Non vi racconto come e perché sono importanti questi due personaggi per non spoilerare. Ma, nella seconda metà del libro, diventeranno “personaggi-chiave” per la storia.

La storia scorre molto velocemente, anche se soprattutto verso la fine almeno una cinquantina di pagine, King ce le poteva risparmiare. Mi sono ripromessa prima o poi di leggere almeno qualche pagina in lingua originale. A Joyland si utilizza un “gergo” particolare, un linguaggio che l’autore si è inventato di sana pianta (credo!) Temo che la traduzione pecchi un po’, perché certi termini proprio non si possono sentire!!!! Tra l’altro, cercando un po’ in giro notizie sul libro ho letto che l’edizione italiana risulta gonfiata, ha un carattere molto grande e interlinee esagerate!!!

Comunque la storia è molto coinvolgente, grazie soprattutto alla capacità dell’autore di definire in maniera esemplare i protagonisti: per esempio le angosce – soprattutto sentimentali – di Devin sono descritte in modo tale da esserne davvero partecipi. Inoltre l’alone di mistero che aleggia sin dalle prime pagine spinge chi legge a proseguire nella lettura, senza fermarsi, fino alla risoluzione del mistero.
Una lettura consigliata sicuramente, ma non aspettatevi un capolavoro!

Potete trovare la mia recensione anche su ZeBuk

giovedì 9 gennaio 2014

Ricamo terminato!

Un po' in ritardo, ma l'ho finito.
Avrei voluto terminare questo ricamo per Natale, ma siccome abbiamo passato le vacanze a Napoli dai nonni, non ho avuto il tempo di finirlo.
Mancava davvero pochissimo... perciò ieri pomeriggio ho messo "in croce" gli ultimi punti.
In realtà ho messo le mie prime crocette dell'anno. In ritardissimo anche queste.
Ecco il Bethlehem, schema disegnato da Diane Arthurs, completato.
Non mi resta che incorniciarlo e ... aspettare il prossimo Natale per esporlo!!!


mercoledì 8 gennaio 2014

Regala un libro per Natale: la conclusione.

Ho partecipato all'iniziativa proposta da Federica del blog MammaMoglieDonna e Floriana del blog  MammaCreativa: "Regala un libro per Natale".



Come ho già scritto l'idea era di convincere Sofia a leggere libri che non siano solo quelli Peppa Pig.
Io e il maritino adoriamo leggere e ci piacerebbe avvicinarla alla lettura, facendole leggere qualcosa di diverso, che sia adatto alla sua età e che soprattutto catturi la sua attenzione.

Ho atteso gli abbinamenti con emozione e un po' di paura. Sarei stata in grado di trovare il libro adatto per il figlio di qualcuno che non conosco affatto?  Sarebbe piaciuto???

Il 3 dicembre ho scoperto che la mia abbinata era Erica, del blog Semplicemente oggi.
Subito sono andata a guardarlo, per farmi un'idea e per cercare di capire un po' di lei e della sua famiglia!
Innanzitutto ho scoperto che il suo blog è davvero fantastico. Ci sono un sacco di spunti da prendere. Se non lo conoscete ancora... fatevi un giro, ve lo consiglio!

Ho scoperto che ha due bimbi, la bimba più grande ha 5 anni e mezzo e il piccono solo 15 mesi.
L'ho contattata al suo indirizzo di posta elettronica e abbiamo cominciato subito a scambiarci un po' di info sui rispettivi bimbi.
Le ho detto subito che mi avrebbe fatto piacere comprare due libri, uno per la grande e uno per il piccino. Sarebbe stato poco carino che lo ricevesse solo uno dei due, no??
Lei è stata molto carina dicendomi che avrebbe comprato due libri alla mia monella.

Sfidando lo sciopero degli mezzi pubblici il 5 dicembre sono andata a fare un giro alla Mondadori per cominciare a farmi un'idea. Che meraviglia le librerie. E quanti libri per bimbi ho scoperto.
Confesso che ero un po' a digiuno sull'argomento. Come ho scritto, Sofia legge solo Peppa Pig in questo periodo e io finora, le ho comprato solo le favole Disney. Non avevo idea di quanti libri ci sono per bimbi.
Da quando mi sono iscritta al gruppo su Facebook "La Biblioteca di Filippo" confesso che la wish list di libri per la monella si è riempita enormemente.

Erica mi aveva detto che alla sua bimba, come a tutte le bimbe della sua età ama le storie delle principesse.
Girando tra gli scaffali della Mondadori ho visto "Storie ricamate per Piccole Principesse" di  Anne-Claire Lévêque e Julie Camel. Sono rimasta affascinata dalla copertina rosa con fiorellini in vellutino.
La storia: Eva è solo apparentemente una bambina come le altre; lei, in realtà, è una vera principessa. E con l’aiuto di Garance Doidefée, sua vicina di casa, ma soprattutto stilista di gran gusto e sapiente narratrice, scoprirà le storie di Aiko, di Zeina, di Apon, tutte principesse come lei, che abitano in luoghi del mondo meravigliosi e indossano abiti incantevoli. Una leggiadra sfilata di moda pop-up per fare il giro del mondo insieme alle principesse meglio vestite che lo abbiano mai abitato.
 Il libro è pieno di figure pop up e si chiude con un fiocchetto rosa laterale. Mi sembrava proprio adatto ad una piccola principessa.

Per il piccolo invece ho preferito scegliere un libro sonoro. Sofia, quando era più piccola adorava i suoni emessi dai libri e ho pensato che avrebbe fatto piacere anche a lui.
Ho scelto "Lo zoo. I miei piccoli libri sonori di Marion Billet. Ho pensato che di solito i bimbi sono affascinati dagli animali.
Ci sono sei aperture con una parola ciascuna e un chip sonoro che permette al bambino di riconoscere i versi.


Con Sofia abbiamo preparato due bei pacchetti per i bimbi e il 10 dicembre, giorno della scadenza, ho
spedito il mio pacchetto. Ovviamente le Poste Italiane mi hanno fatto penare, perchè i libri hanno impiegato un sacco di tempo a raggiungere la destinataria, ma alla fine sono arrivati. Speriamo siano piaciuti. Sono curiosa di leggere il post di Erica.

Sofia è stata molto contenta di ricevere dei libri nuovi. Il 12 il postino mi ha consegnato un bel pacchetto e non ho resistito alla tentazione. Appena tornate da scuola gliel'ho fatto vedere e lei tutta eccitata l'ha aperto.



Nel pacchetto c'erano i due libri promessi da Erica: il primo è "Il Principe Ranocchio va in città" di Andrea Rauch (adattissimo al mio blog!) e il secondo è "Basta pannolino!" di Manuela Nava e Desideria Guicciardini.
Il Principe Ranocchio aspetta, sulla riva dello stagno, la principessa che con un bacio lo liberi dal sortilegio. Ma i giorni passano, la principessa non arriva e il ranocchio decide di andarla a cercare. In città però non troverà la principessa ma il caos e la vita convulsa della metropoli. Quando tornerà in riva allo stagno il Principe Ranocchio non sarà più tanto triste.

Un libro per imparare a non avere paura del buio, per scacciare gli orchi e le streghe, per inventare ogni giorno la magia della realtà.




Un bimbo decide di dire addio al suo pannolino. Lo aspetta un mondo pieno di ... vasini di tutte le forme e i colori! Ma non tutto andrà come gli adulti si aspettano.

Questo libro fa parte dello collana "senza parole" che offre ai più piccoli la possibilità di leggere ancora prima di saperlo fare. Le immagini, ricche di dettagli permettono ai bambini di seguire facilmente lo svolgersi della storia

Avevo raccontato ad Erica che con Sofia abbiamo ancora un po' di problemi a fare la cacca. Per mia figlia la cacca si fa solo nel pannolino e basta. Infatti devo dire che seppur abbia gradito il libro, dopo la prima lettura insieme a deciso che "Il Principe Ranocchio" è il suo preferito!!!!

La sera ha deciso che doveva leggere da sola. Così si è messa nel lettino e ha preso il librone da leggere.



Ringrazio molto Erica per i libri che ha scelto per noi. E ringrazio Federica e Floriana per la bellissima esperienza. Spero di ripeterla presto.