sabato 31 maggio 2014

La nostra prima volta in biblioteca

Martedì scorso le scuole erano chiuse per le elezioni.
Complice il brutto tempo, con un'amica abbiamo deciso di portare i bimbi in biblioteca.

A Sesto Fiorentino c'è una bellissima biblioteca, la "Biblioteca Pubblica Ernesto Ragionieri" che una sala per ragazzi davvero splendida.

Siccome sia Peppa Pig, sia i Looney Tunes vanno in biblioteca, Sofia era preparatissima: non si parla ad alta voce, non si corre, e non si fa confusione altrimenti "la bibliotecaria si  arrabbia"!

Appena arrivati, ovviamente, siamo andati a conoscere i bagni della biblioteca. Ma è mai possibile che mia figlia debba fare sempre la pipì???

Rientrati nella sala per ragazzi ci siamo dirette verso i libri per la sua età. Ci sono due carrellini pieni di libri. Sono ad "altezza bimbo", così ognuno è libro di scegliere il libro che più cattura l'attenzione.

"Mamma, voglio un libro sulla luna!" Ma la nostra prima scelta è stata un libro illustrato dei Barbapapà che suonano gli strumenti musicali!!!

Dopo aver "letto" 3-4 libri l'attenzione è scemata.... e quindi si sono
dedicata ai disegni. In un angolo della sala ci sono dei cassettini con pastelli, pennarelli e fogli bianchi o con disegni da colorare, a disposizione dei bimbi.

Prima di andar via, abbiamo fatto la tesserina: "Mamma dobbiamo prendere in prestito il libro sulla luna!"

Ovviamente non mi sono fatta scappare l'occasione e ho scelto un bel po' di libri da leggerle il pomeriggio dopo la scuola e la sera prima della nanna.
Oltre al libro sulla luna:
- E' caduta la luna di John A. Rowe - Nord-Sud Edizioni
Sofia ha scelto altri libri:
- Buongiorno postino di M. Escoffier e M. Maudet - Babalibri
- Orso di neve di P. Harper - Emme Edizioni
- Questo sono io, questa sei tu della collana "quante domande quante risposte"
- Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni - Babalibri 
- Lindo Porcello di E. Battut  - I Bohemini
- Chi me l'ha fatta in testa? di W. Holzwarth e W. Erlbruch - Salani

In realtà questi ultimi due li ho scelti io. "Lindo Porcello" parla di un maialino che impara a fare il bagno e l'ho preso sperando possa servire a farle passare la paura dell'acqua.
"Chi me l'ha fatta in testa?" me l'hanno consigliato tempo fa per insegnare a Sofia come si fa la cacca. Noi abbiamo ancora grandi problemi su quel versante, purtroppo.

Adesso dobbiamo solo metterci a leggere. E ricordarci tra un mese di restituire tutti i libri.




giovedì 15 maggio 2014

Il giorno dei morti. L'autunno del commissario Ricciardi. Maurizio de Giovanni


La domenica sotto la pioggia è tutta un’altra cosa.
Ti mette di fronte a quello che non pensavi, a quello che non avresti mai voluto…..La domenica sotto la pioggia chiude le porte…


Il commissario Ricciardi è protagonista indiscusso della scena criminale della Napoli degli anni Trenta, capace di risolvere ogni caso con tali abilità e precisione da sconcertare colleghi e istituzioni. Ma questa sua capacità si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. E piace a pochi. Perché Ricciardi vede i morti e ne coglie l'ultimo pensiero, interrotto a metà da una morte violenta. Un'abilità divinatoria, quasi magica. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte al mistero di certi crimini. È iniziato un autunno piovoso, Napoli è sotto una coltre di nuvole e nebbia. Nella settimana dei Morti viene trovato il cadavere di un bambino. Si chiama Matteo, Tettè per tutti. Uno dei tanti scugnizzi che vivono di espedienti nei vicoli della città. A prima vista, sembra morto di stenti, ma presto si scoprirà che forse la morte è stata causata da altro. Ricciardi indaga, ma le condizioni non sono facili. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Al commissario toccherà indagare in modo clandestino, e soprattutto senza poter contare su alcuno dei suoi indizi perché sul luogo del delitto stavolta non vede né sente niente. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono, la sua condanna, oppure il bambino non è stato ucciso lì?

L'ultimo della serie. Un vero e proprio pugno allo stomaco.
Ho tentennato molto prima di cominciarlo. Non volevo lasciare il commissario Ricciardi. Finire il libro significava abbandonare "un amico".
Ma appena iniziato non sono riuscita a trattenermi e mi sono catapultata di nuovo nella mia città, questa volta bagnata dalla pioggia autunnale.
Dopo la ricchezza e l'opulenza descritte nel romanzo precedente, qui l'autore ci mostra la povertà assoluta della Napoli fascista, raccontandoci la vita dei piccoli scugnizzi costretti a vivere di espedienti e spesso a rubare per sfamarsi. Tettè è uno di loro, un ragazzo di strada, orfano che vive presso in uno spazio angusto insieme ad altri ragazzini messo a disposizione da un parroco più incline all'avidità che alla carità cristiana!
Tettè ha un solo amico, un cane randagio.

Una piovosa mattina, il piccino viene trovato senza vita e a tutti la sua morte appare subito un incidente. Dall'autopsia risulta che il bambino è morto avvelenato da un boccone per animali.
Tutti sono convinti che la fame gli abbia giocato un brutto scherzo.
Ma non il commissario Ricciardi. Per la prima volta in vista sua, il Fatto non lo aiuta nelle indagini. Per la prima volta non vede il fantasma del bambino durante i suoi ultimi attimi di vita. Questa cosa lo insospettisce molto e per seguire indisturbato le indagini, per la prima volta in vita sua prende dei giorni di ferie.

Fino alle ultime pagine De Giovanni ci tiene davvero in sospeso con un pathos che non abbandona mai la trama. Ci fa brancolare nel buio estremo, poi ci indica una luce, ma al bivio scappa via abbandonandoci senza bussola.

Per me è stato il romanzo delle lacrime. Forse perchè la morte di un bambino suscita emozioni molto forti. E in questi periodo io sono molto suscettibile all'argomento.
O forse perchè è l’episodio in cui più il commissario si trova a fare i conti con se stesso. E con lui anche il lettore.

Il finale è sconvolgente. Ma lascia uno spiraglio al lettore che sa che non può finire così.
Ora non mi resta che aspettare la pubblicazione del prossimo romanzo. Dovrebbe essere davvero a giorni. E già il titolo è intrigante: "In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi."
Potete trovare la mia recensione anche su ZeBuk.


martedì 6 maggio 2014

Cuore Edelweiss, i progressi.

Lenti, ma ci sono. Durante queste lunghe feste, Pasqua, il ponte del 25 aprile, il ponte del I maggio, speravo di aver il tempo di ricamare. Ma a Pasqua e per il primo ponte siamo stati a Napoli dai nonni e il tempo per ricamare non c'è proprio stato.
Quest'ultimo lungo week di vacanza l'abbiamo trascorso per lo più a casa, causa cattivo tempo, e così ne ho approfittato per portare avanti il mio Parolin.
Avrei voluto alternarlo con le calle, ma mi ha talmente preso, che proprio non riesco a lasciarlo.
Ecco i progressi ad oggi. Sono praticamente ad un quarto del ricamo.
I fiori in tutto sono 12. Questi sono i primi tre. Secondo me, sono meravigliosi.