giovedì 28 maggio 2015

Un ricamo al volo per il maritino


Nato così per scherzo, il maritino mi ha chiesto se gli ricamavo un portachiavi per le chiavi che usa in ufficio.
Abbiamo preso il logo dell'azienda dove lavora e l'abbiamo trasformato con un apposito programma in uno schema per il punto croce.
Ho preso un po' di tela aida (quella non manca mai!!!) e lo scorso week end l'ho ricamato.
Ho realizzato poi il cuscinetto e l' ho imbottitto. Ieri sera dopo un po' di prove abbiamo realizzato il cappio per attaccarlo all'anello del portachiavi e voilà... ecco il portachiavi bell'e fatto!!!

martedì 26 maggio 2015

20 problemi che solo chi somatizza l’ansia può capire...

Non è un gran bel periodo per la mia salute. Girovagando in rete ho trovato questo post che mi ha fatto sorridere tanto. 


1. Le tue caramelle preferite sono le pastiglie di Maalox.
 
2. Sei campione del mondo in reflusso gastroesofageo.
 
3. Non sei mai solo perché con te c’è sempre la diarrea.
 
4. Non sai cosa significa vivere senza mal di testa.
 
5. A volte non riesci a capire chi sta scassando l’anima suonando il tamburo di mattina finché non realizzi che è la tua tachicardia.
 
6. Sei convinto che la felicità si trovi nelle piccole cose: le benzodiazepine.

7. Adori quei periodi in cui non riesci a deglutire.
 
8. Quando ti dicono “dai ripigliati che è solo stress” ti sale il ratto delle sabine.
 
9. Sei convinto che la felicità si trovi nelle piccole cose: le benzodiazepine.
 
10. Prima di un esame o di un appuntamento importante non puoi fare a meno dell’immancabile attacco di colite.

11. A volte riesci a mangiare un panino di McDonald fritto, immerso in peperoncino e avvolto da cipolla, senza alcun problema; altre volte se mangi un grissino al kamut ti esplode lo stomaco.
 
12. Ogni volta che vai dal medico dagli altoparlanti esce una voce registrata che ti dice di andare a casa che è solo stress.
 
13. Gli ultranovantenni stanno meglio di te.
 
14. L’ansia si somatizza in disturbi che ti generano altra ansia che si somatizza in altri disturbi che generano altra ansia che si somatizza in altri disturbi e così ad libitum.
 
15. Hai una chat su WhatsApp dal titolo “Gli amici della gastrite”.
 
16. Prima di un avvenimento importante sei capace di decine di evacuazioni liquide anche se non hai mangiato e bevuto per una settimana.
 
17. Sei uno dei più grandi collezionisti di esami diagnostici negativi.
 
18. Sperimenti tutti i sintomi della menopausa anche se hai 25 anni, e sei uomo.
 
19. Momenti esaltanti quando la somatizzazione si traduce in difficoltà respiratoria.
 
20. Sei convinto che il giorno in cui penserai che il male al petto è solo ansia non solo sarai guarito ma sarà anche vero infarto.


Non sono tutte vere per me, ma alcune mi rispecchiano in pieno.

La quadrilogia de "L'amica geniale" di Elena Ferrante

Mi sono lasciata tentare dal fatto che la storia è ambientata a Napoli.

Mi sono lasciata tentare dal fatto che tutti ne parlavano più che bene.

Mi sono lasciata tentare dal fatto che non si sa ancora oggi, dopo tanto successo, chi è veramente Elena Ferrante.
Fatto sta che anche io ho letto tutta la famosa quadrilogia dell'"Amica Geniale":

- L'amica geniale 
- Storia del nuovo cognome
- Storia di chi fugge e di chi resta
- Storia della bambina perduta.

I primi tre li ho letto la scorsa estate. Uno di seguito all'altro, presa completamente dalla storia. Poi mi sono fermata perchè il terzo mi ha delusa non poco, per cui il quarto l'ho letto solo ora.

Chi è Elena Ferrante? Nessuno sa chi sia e se quello è il suo vero nome. Tra le ipotesi fatte sulla sua vera identità ci sono quelle di Anita Raja, traduttrice e saggista partenopea, moglie di Domenico Starnone, di Starnone stesso, di Goffredo Fofi, e dei suoi editori Sandro e Sandra Ferri.
Nemmeno la candidatura al premio Strega ha dato luce alla sua vera identità.

I quattro romanzi hanno come protagoniste Elena detta anche Lenù, e Lina, anche detta Lila. Sono compagne di scuola, amiche e spesso in competizione tra loro.

Elena è la voce narrante. Racconta la loro amicizia e la loro vita durante gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, dalla prospettiva del "rione" quartiere popolare di Napoli, da cui una è fuggita e in cui l’altra è rimasta.

Nel primo romanzo è raccontata la loro infanzia: due bimbe totalmente diverse tra loro.
Una, Lina, è prepotente e dominante; l'altra, Elena, dolce, delicata.
Una, Elena, è tenace, affidabile intelligente e studiosa. L'altra, Lina, ha un'intelligente viva che però non sfrutta studiando sui libri, ma combinando guai.

Nel secondo romanzo le due amiche sono cresciute. Sono due adolescenti. E' la stagione dei primi amori, del matrimonio di Lina e di un'indimenticabile vacanza ad Ischia. E' in questo periodo che il divario fra le due ragazze si fa sempre più grande.

Nel terzo Elena e Lila sono donne. Hanno una famiglia, dei figli. Ci sono separazioni, dolori e morte.

E infine nel quarto romanzo Elena racconta la loro maturità. Sono donne anziane con un vissuto che ha modificato per sempre la loro amicizia.

Il primo romanzo mi è piaciuto molto. Gli avvenimenti ti "costringono" ad andare avanti. Non puoi fermarti. Ed è per questo motivo che ho cominciato il secondo. Non potevo non sapere come proseguiva il racconto di Elena. Ma non mi ha entusiasmata come il primo. Delusa dal terzo, che ho trovato cupo e triste, ho aspettato a leggere l'ultimo.

Peccato. Perchè mi è piaciuto forse più di tutti. La Storia degli anni '70 e '80 dell'Italia irrompe prepotentemente nel romanzo: la contestazione studentesca, il movimento femminista, gli scontri politici, ma anche il terribile terremoto del novembre 1980 (che ricordo anche io benissimo!!!) influenzano e condizionano la vita di Elena e Lila.
Sarà sicuramente una questione di gusto. Io preferisco romanzi così "storici".

Anche se moooolto lunga, quasi 1650 pagine, è una quadrilogia che va letta. La consiglio davvero.
Magari non di seguito, ma scegliendo qualcosa di leggere fra l'uno e l'altro.

sabato 23 maggio 2015

In India insegnano..



In India insegnano "le quattro leggi della spiritualità".

La prima dice: "La persona che arriva è la persona giusta", cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione."

La seconda legge dice: "Quello che succede è l'unica cosa che sarebbe potuta accadere."
Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c'è un "se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell'altro...". No. Quello che è successo era l'unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l'ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.

La terza dice: "Il momento in cui avviene è il momento giusto." Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, e allora che avverrà.

La quarta ed ultima: "Quando qualcosa finisce, finisce." Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall'esperienza.

giovedì 21 maggio 2015

La Madonnina è terminata

Questa Madonnina è stato più impegnativa del previsto. Pensavo di metterci meno tempo, ma un po' per impegni imprevisti, un po' per piccoli dolorini alle mani il lavoro è andato molto a rilento. L'ho cominciata prima di Pasqua!!!

La settimana scorsa, visto che ero quasi alla fine, per portarmi avanti, ho anche comprato la cornice.
E così oggi l'ho terminata, l'ho stirata e incorniciata.

L'ho appesa nella cameretta di Sofia e quando siamo tornata a casa dopo la scuola l'hai vista.
E' stata davvero molto contenta!

Adesso posso riprendere il mio Parolin che aspetta da troppo tempo.