mercoledì 29 luglio 2015

P8 Huawei, una bella scoperta

Ancora una volta devo dire grazie al sito TRND che questo volta mi ha dato la possibilità di provare, per pochissimo tempo purtroppo, lo smartphone Huawei P8.
Da "posseditrice" di Iphone 5, sono stata molto titubante, ma devo dire che la prova per questo smartphone è ampiamente superata.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di provare la macchina fotografica.  Il P8 ha una fotocamera spettacolare e fa foto davvero molto molto belle, e lo ammetto a malincuore, molto meglio dell'Iphone.
Ho cercato di fare foto in varie condizioni di luce e, se proprio devo trovare un difetto, forse in condizione di scarsa luminosità mi sarei aspettata foto più nitide.

Vogliamo poi parlare dei selfie, tanto amati oggi? Con la modalità "bellezza" della fotocamera si possono registrare le caratteristiche del viso per ottenere selfie praticamente perfetti. Altro che Photoshop!

Innovativa è la funzione Light panting: consente di creare foto spettacolari con effetto «Graffiti luminosi», «Scie luminose urbane», «Scie stellari» e «Acqua effetto seta». Il tempo di scatto molto lungo permette di “catturare” i fasci luminosi. In questo caso però è consigliato l'uso di un cavalletto.

Lo schermo è un ampio display Full HD da 5,2 pollici con bordo estremamente ridotto sulla parte frontale. Sicuramente molto più grande del mio attuale smartphone e la differenza si vede tutta. Inoltre il telefono è davvero sottilissimo. Ha uno spessore di solo 6,4 mm.

Ovviamente ho scaricato le app che utilizzo più di frequente: Facebook, Messenger, Candy Crash Saga tanto per citarne alcune.
Devo dire che nonostante io passi molto tempo il pomeriggio, ora che sono sola, senza figlia, a giocare e a cazz.. ehm perdere tempo su FB la batteria ha una buona durata. Sicuramente molto più lunga del mio attuale smartphone, che sono costretta a ricaricare tutte le sere, se non anche due volte al giorno!

C'è una funzione che non ho potuto provare e mi spiace molto: la possibilità di creare video e filmati di alta qualità e da più angolature grazie alla «Modalità Regista».
Grazie a questa app si possono registrare video con
diverse fotocamere da diverse angolature e da più punti di vista, unendo fino a 4 telefoni. Purtroppo nessuno dei miei amici ha questo smartphone, per cui mi resterà la curiosità!
Peccato doverlo restituire. E' stata una bella esperienza e per me convinta utilizzatrice di iPhone è stata una bella scoperta.

domenica 12 luglio 2015

1985 - 2015: 30 anni di passione!

Avevo 10 anni quando, per caso, ascoltando la radio, sentii per la prima volta la sua voce: "Avrai" cantava, dedicandola al figlio nato da pochissimo.
Bastò poco per "innamorarmi" di lui.  Da quel giorno cominciai a registrare ripetutamente canzoni su canzoni. Confesso che mi feci comprare sulle bancarelle le cassette di "Alè-oò" per ascoltarlo e ascoltarlo ancora.
Le musicassette.... fino al giugno del 1985 le ho praticamente consumate.

Poi il 9 giugno del 1985 uscì il nuovo disco. Non stavo più nella pelle:"La vita è adesso".
Ancora non sapevo che sarebbe diventato il disco più venduto di sempre.
E soprattutto ancora non sapevo a giugno del 1985 che quell'estate sarebbe rimasta per sempre impressa nei miei ricordi di ragazzina quasi tredicenne.
Subito dopo l'uscita del disco, cominciò una lunga tournée che avrebbe toccato anche Napoli.
Per scherzo una coppia di amici "già grandi" mi propose di andare a vedere il concerto alla Mostra d'Oltremare. Quasi non potevo crederci. Ricevuto il permesso dai miei genitori, feci una corsa all'unico negozio che vendeva biglietti che c'era nella vicinanze.
Erano altri tempi, non c'erano prevendite, non c'erano nottate in attesa dell'apertura dei negozi, non c'era internet.... Credo di averlo acquistato due o tre giorni prima dell'evento. Cosa impensabile ora.
E poi arrivò quella sera:


Difficile riportare a parole l'emozione di una ragazzina di tredici anni che assiste per la prima volta al concerto del suo idolo. Un'emozione forte pari quasi alla prima volta che l'ho incontrato di persona.
Ricordo che ero agitatissima. Ho urlato e cantato a squarciagola anche se vedevo pochissimo. Eravamo lontanissimi dal palco e io vedevo un puntino in lontananza, ma ero felice lo stesso. (niente a che vedere con le prime file di oggi!!)

Quello è stato il primo. Credo di aver saltato poche tournée dal 1985 in poi. In Campania le ho viste tutte. E poi dal 2000, quando le mie "api" hanno avuto un volto, sono iniziate anche le trasferte!
Dal 1985 ad oggi ho acquistato tutti i 33 giri, vecchi e nuovi. E dall'avvento del cd ho acquistato cd e LP. Sono iscritta al Clab, ho tutte le raccolte, ho tutti i dvd.
E oggi come allora, dopo 30 anni sono ancora qui ad aspettare un nuova tornèe per poter cantare a squarciagola le sue canzoni.

Sono "folle" lo so ma come dice Erasmo da Rotterdam "senza il condimento della follia non può esistere piacere alcuno".

Ah... non l'ho mai nominato. Ma non credo serva... no??

giovedì 9 luglio 2015

Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini. L'incontro

Il 12 maggio è uscito in libreria l'ultimo libro di Luca Bianchini: "Dimmi che credi al destino". Pre-ordinato su Amazon, appena Luca ha pubblicato la notizia su Facebook, l'ho letto appena mi è arrivato.
Il 18 giugno alla IBS di via de' Cerretani Luca ha incontrato i fans per presentare il libro, con l'intervento di Fabio Genovesi, vincitore del Premio Strega giovani 2015 il romanzo “Chi manda le onde”. Sarà sicuramente la mia prossima lettura. Peccato averlo preso in e-book proprio qualche giorno fa, altrimenti mi sarei fatta autografare anche da lui la mia copia!

Mi sono organizzata con la mia monella per passare un pomeriggio "tra donne" e, con la promessa di un panino da Burger King, siamo andate in libreria con molto anticipo rispetto all'orario previsto.
Ancora non mi spiego perchè per una presentazione la libreria si ostini a mettere 18 (e dico di-ciot-to!!) sedie! Ovviamente nonostante l'anticipo i posti erano tutti occupati. Ci siamo quindi messe comodamente a terra e abbiamo aspettato l'arrivo di Luca e di Fabio Genovesi, ovviamente in ritardo entrambi!

La trama: "Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, (mi raccomando la pronuncia!!!) il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead - dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe - rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande - che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti".

Con tutta la sua simpatia, Luca ha raccontato, come chi ha già letto il libro sa bene, che tutto il romanzo si basa su una storia vera. Ornella è nella vita reale Ornella Tarantola, sua grande amica, che davvero gestisce un Italian Bookshop a Londra. Come nel romanzo, anche la sua libreria è a rischio chiusura. Luca non ha fatto altro che "romanzare" una storia vera.

Dopo Venezia di "Siamo solo amici", il Salento (dove Luca ora è "un gradino sotto Dio"!!!) di "Io che amo solo te" ora il romanzo è ambientato a Londra.

"Il cielo di Londra sembra fatto per raccontare l’amore.  Cambia continuamente, e anche quando ti illude con una giornata piena di azzurro, ecco che qualche nuvola compare all’orizzonte, si mette a correre veloce, e di colpo la luce è buio, e la pioggia si mischia alle tue lacrime".

E io, che a Londra non ci sono mai stata, mi sono lasciata trasportare in questa città scoprendola "fascinosa",  con i suoi quartieri alla moda e il suo multiculturalismo diffuso.

Ho letto in giro molti commenti negativi. Chi si aspettava un'altra storia tipo "Io che amo solo te" è rimasto davvero deluso. Seppur anch’io abbia trovato meno bello questo romanzo rispetto a “Io che amo solo te”, credo che il libro sia comunque riuscito. E' sicuramente un libro un po' diverso da quelli ai quali Luca ci ha abituato. “Dimmi che credi al destino” è una storia di speranza e di rinascita. Ognuno dei personaggi presenti nel libro, dai principali ai "secondari", che poi secondari non sono, ha un tormento, un segreto, qualcosa da superare. Insieme, lentamente, senza non pochi scossoni e litigi riusciranno a fare chiarezza nelle loro vite.
Ho trovato in questo libro una storia più matura, meno brillante rispetto agli altri, ma sicuramente con più momenti di riflessione.
E' un libro consigliatissimo per chi vuole trascorre qualche piacevole ora di lettura. Bisogna trovare l’angolo giusto da cui leggere questa storia, assimilare con attenzione i caratteri e gli umori dei protagonisti e dopo un attimo si troverà la giusta sintonia.

Alla fine della presentazione dopo il solito selfie da pubblicare su twitter e facebook Luca si è trattenuto a fare foto e a firmare le copie.
Peccato che erano le 20 passate, la monella aveva fame e sete (per non parlare di altre esigenze, diciamo fisiologiche) ho avuto giusto il tempo di fare una foto con lui e di farmi fare una bella dedica sulla mia copia, che conservo gelosamente insieme a tutti gli altri libri di Luca.
A proposito. Gli ho regalato il mio segnalibro con le foto di Baglioni! Mi raccomando Luca, fanne buon uso!!!



Potete trovare la mia recensione anche su ZeBuk