martedì 10 luglio 2012

Neve di primavera - Yukio Mishima


Come ho già detto altre volte… le mie amiche Satoko e Lelena mi hanno trascinato nel vortice della letteratura giapponese.
Sono stata catturata dai loro discorsi e da un mondo totalmente differente dal nostro.
Dopo aver letto “La Chiave” e “L’amore di uno sciocco” di Jun'ichirō Tanizaki mi hanno consigliato di leggere Yukio Mishima. Così ho cominciato “Neve di primavera

Prima di avvicinarmi al libro ho letto velocemente su Wikipedia un po’ di notizie sull’autore e ho scoperto che è  uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha spesso stroncato). 
Era un uomo ossessionato dalla morte. Basti pensare al suo suicidio in diretta televisiva nel 1970: si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi al ventre e facendosi poi decapitare. Insieme a lui si toglie la vita il suo più fidato amico e discepolo (o suo amante come sosteneva Marguerite Yourcenar), Masakatsu Morita.

Neve di primavera è il primo romanzo della tetralogia "Il mare della fertilità", di cui fanno parte anche "Cavalli in fuga", "Il tempio dell'alba" e "La decomposizione dell'angelo".  

Ufficialmente il protagonista del romanzo è Honda, ma in realtà risulta essere semplicemente lo spettatore narrante delle vicende di un altro personaggio primario: Kiyoaki Matsugae, giovane bellissimo e tremendamente complesso, combattuto nella scelta fra l'adorazione per se stesso e i sentimenti verso le altre persone. L'unica persona in grado di andare oltre la sua superficie e causargli un grande sconvolgimento interiore è Satoko, sua amica di infanzia.
All’inizio Kiyoaki nega a se stesso di provare qualcosa nei confronti della ragazza ed addirittura si sente sopraffatto dai suoi atteggiamenti, ma col passare del tempo non gli resta che ammettere di esserne perdutamente innamorato.
Però quando prende piena conoscenza dei propri sentimenti è troppo tardi. Satoko è stata promessa in sposa al figlio del Principe Tōin. Da lì comincia tra i due una travagliata storia di incontri furtivi e passionali che, tuttavia, sfocerà poi in tragedia.

Ho impiegato tantissimo tempo a leggere questo libro. Quasi due mesi. Anche se in mezzo sono capitati due libri della catene di Anobii.

Innanzitutto la difficoltà è stata la traduzione. Se la casa editrice Bompiani dovesse mai leggere questo mio post voglio dire che mi offro volontaria per rifare la traduzione! Non conosco il giapponese per cui non posso fare una vera e propria traduzione ma almeno un ringiovanimento dell’italiano è necessario!!!
Prometto che lo faccio senza stravolgere il romanzo!

Superato poi lo shock della traduzione sono stata catapultata nel complesso mondo giapponese. Pagine e pagine di pura estetica, mi si perdoni il termine di cosiddette “pippe mentali”, di descrizioni di ciliegi in fiore, di giardini coreografici. E poi ancora pagine di descrizione sui riti dell'aristocrazia, sull'educazione dei giovani giapponesi …
Confesso che più volte sono stata sul punto di abbandonarlo. Ma poi UNO: non ho mai abbandonato un libro; DUE: la mia amica Satoko (ora ho scoperto chi è!!!) mi aveva consigliato di andare oltre.

E siccome io vado sempre OLTRE (ma questi la capiranno in pochi!!) non mi sono lasciata prendere dallo sconforto ed ho insistito. E meno male!!!!

La seconda parte del libro mi ha letteralmente stregata. La storia si sviluppa, ha una trama coinvolgente. C’è passione, amore e sofferenza. C’è una storia d’amicizia che ce ne fossero di amici così…
Quando finalmente Kiyoaki si accorge di amare Satoko è troppo tardi. Ma il suo amore gli fa compiere quell’ultimo  viaggio verso la donna amata che però comprometterà la sua già cagionevole salute.
E io come una scemina alla fine mi sono commossa.  Non mi piace il personaggio di Kiyoaki. L’ho trovato infantile, arrogante ed egocentrico per buona parte del libro. Però alla fine ho avuto l’impressione che cambiasse per amore. E questa cosa mi ha commosso.
E’ vero che un libro quando lo leggi entra a far parte della tua vita. Sarà che l’ho finito in un periodo in cui sto facendo molte riflessioni personali sull’amicizia il personaggio che forse ho amato di più è stato Honda. Forte ed equilibrato. Amico devoto e  fedele. Forse più all’idea stessa di amicizia che all’amico. Ma per Kiyoaki è andato contro ai suoi stessi interessi e a proprio rischio e pericolo, senza mai rimpiangerlo un solo attimo. Mi ripeto… cene fossero di “amici” così…

Ora però ho bisogno di un libro leggero leggero. Ho bisogno di risate. Per questo ho appena iniziato "Ho il tuo numero" di Sophie Kinsella.

5 commenti:

Satoko ha detto...

Ma che stupenda recensione!!! Innanzutto si, quello che si è ucciso insieme a Mishima era il suo amante, lui era bisessuale.
Si, Kiyoaki cambia per amore, e a quel punto è Satoko che rifugge il suo destino già scritto, abortendo e prendendo i voti..ti scriverò tutto di loro, anche dei volumi successivi se vuoi ;)

Imma ha detto...

mi farebbe molto piacere!!!
Spero di riuscire a trovare anche gli altri volumi.
E soprattutto di avere la forza di leggerli ;)

Satoko ha detto...

Devo confessarti che io li altri non li ho ancora letti, ma ti consiglio, se li vuoi prendere, di scegliere l'edizione Feltrinelli.
Cmq il terzo dovrebbe essere più lirico, come Neve di primavera, mentre 2 e 4 sono quelli "maschili".

nannina65 ha detto...

Ciao, piacere di conoscerti, grazie a te ho letto un libro giapponese, con poco sforzo, perché lo hai descritto benissimo, ti ho trovato nel contest di "LèKUè", e quella marmellata mi ha molto attratto, brava a presto, spero che passerai da me.

Imma ha detto...

Grazie Nannina. Passo volentieri!! ;)

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