sabato 17 agosto 2019

I libri di luglio

Periodo di insonnia. Vuoi per il caldo, vuoi per un po' di preoccupazioni in questo mese di luglio ho dormito davvero poco. In compenso ho letto tanto, complice anche qualche viaggio in treno Firenze-Napoli-Firenze. Questi i libri letti nel mese di luglio:

1. L'amore finchè resta di Giulio Perrone
2. Il crogiuolo di Arthur Miller
3. Il morso della reclusa di Fred Vargas
4. Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone
5. Il sigillo del cielo di Glenn Cooper
6. Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno
7. L’annusatrice di libri di Desy Icardi

Il primo libro di questo mese è L'amore finchè resta di Giulio Perrone. Non è un libro da GDL, così l'ho letto da sola. Ne avevo sentito parlare bene, per questo ho deciso di leggerlo. Carina la storia, scorre veloce, ma nulla di più.

Quartiere Parioli. Tommaso è in mezzo alla strada, una valigia fatta alla bell'e meglio, l'immancabile abbonamento per la Roma in tasca e nient'altro. Ha quarant'anni e non avrebbe mai pensato di trovarsi improvvisamente senza moglie, casa e lavoro. La vita che Tommaso ha attentamente costruito negli anni, in equilibrio su un lavoro poco impegnativo e poco redditizio (psicoterapeuta per un ristretto numero di scombinati pazienti) e sulla rendita elargita dai facoltosi suoceri, crolla nei pochi minuti in cui sua moglie Lucrezia liquida il loro matrimonio come un completo fallimento. Adesso si ritrova solo, schiacciato da quello che ha fatto, ma soprattutto da quello che non ha fatto. Costretto a tornare ad abitare a casa della madre, in un quartiere popolare, inseguito dai creditori, Tommaso prova a reinventarsi in un saliscendi di equivoci, opportunità mancate e idee geniali non coltivate fino all'ultima, incredibile idea.


Con le amiche del GDL abbiamo letto Il crogiuolo di Arthur Miller.
Dramma in 4 atti, è un testo più politico che letterario; sfrutta il processo alle streghe di Salem per criticare la politica del sospetto e della paura sorta con la Guerra Fredda, e il maccartismo da spionaggio per pivelli in cui in ogni individuo, all’infuori di sé, vedeva nell’altro un nemico, una spia russa, una strega.
Il Crogiuolo ci insegna ad aprire gli occhi per vedere dove si nasconde il male. Abigail Williams è una giovane crudele e vendicativa. La sua perversione scatena il processo e la serie di morti che ne conseguiranno, ma la sua persona rimarrà agli occhi di tutti, quella di una fanciulla pia vittima della magia nera di vecchie streghe. A redimere Salem è John Proctor: la consapevolezza di essere la causa di quel massacro, portano il suo personaggio a sacrificarsi per espiare il peccato dell’intera Salem. Con la sua morte, si smaschera Abigail e il suo piano, riabilitando il nome delle vittime, e salvando la vita di sua moglie, Elizabeth, che Abigail aveva accusato di stregoneria.



Contemporaneamente ho letto l'ultimo libro di Fred Vargas con il commissario Adamsberg: Il morso della reclusa.

Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d'accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

Mi mancherà. Mi mancherà il mio spalatore di nuvole, il mio adorato Jean-Baptiste, sognatore e disordinato.
Se non l'avete ancora letto, ve lo consiglio. Di tutto cuore.


Dopo Vargas volevo un libro veloce e fresco. Mi sono buttata su Lorenzo Marone, "carta conosciuta" come si dice dalle mie parti. Ho letto "Tutto sarà perfetto".

La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c'è di mezzo la famiglia. Fotografo quarantenne, single e ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero, comandante di navi a riposo, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due bambine e un evidente problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire e a lasciare il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l'inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di mangiare dolci e fritti imposto da Marina è solo uno dei molti che vengono infranti. Tallonato da Cane pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre che si rifiuta di farsi trattare da infermo e che continua a sorprenderlo con richieste imprevedibili, Andrea sbarca a Procida e ritorna dopo anni tra le persone e i luoghi dell'infanzia, sulla spiaggia nera che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d'amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine. E proprio in mezzo a quei contrasti, in quell'imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre e dal brontolio familiare della vecchia Dyane della madre, Andrea trova finalmente il suo equilibrio.

Tutto ha un perchè nella vita. E questo libro è capitato proprio in un momento in cui avevo bisogno di "recuperare" delle idee, E' difficile spiegare il sentimento che mi ha provocato. La malattia del papà del protagonista, così vicina alla malattia di mio papà mi ha smosso il cuore e il cervello. Era proprio il momento giusto per leggerlo. Nulla succede per caso...


Grazie a mio marito Enrico ho scoperto un bellissimo personaggio: Cal Donovan, insegnante di
Storia della religione e di Archeologia presso la Harvard Divinity School, con un debole per l’alcol, viene spesso chiamato dal Papa per occuparsi di indagini tanto delicate quanto non ufficiali.
Ho letto Il Sigillo del cielo di Glenn Cooper. Questo libro fa parte del cosiddetto genere "Vatican thriller" ed è l'ultimo di una quadrilogia:
1. Il segno della croce
2. Il debito
3. I figli di Dio
4. Il sigillo del cielo

Mosul, 1095. Daniel Basidi è un uomo di fede. Eppure teme che stavolta il Signore abbia caricato un fardello troppo grande sulle sue spalle. Per anni ha cercato di mettere il suo dono al servizio degli altri. Ma quest’ultima rivelazione, terribile e sublime, non può essere condivisa con nessuno, perché è troppo pericolosa. Daniel deve portarla con sé nella tomba. Iraq, 1989. Hiram Donovan è un uomo di scienza. Eppure, quando tocca quella pietra sepolta nella sabbia, si sente come pervadere da una corrente elettrica. E ha paura. Infrangendo la legge e i suoi stessi principi morali, Hiram sottrae l’oggetto dallo scavo e lo spedisce alla moglie, in America. Sarà l’ultima cosa che farà prima di morire. New York, oggi. Cal Donovan è un uomo d’azione. Eppure, non appena riceve la notizia che sua madre è stata uccisa, si sente crollare la terra sotto i piedi. All’apparenza sembrerebbe un furto andato male, se non fosse che in casa non manca nulla. I presunti ladri hanno messo a soqquadro ogni stanza, senza prendere né gioielli, né quadri, né contanti. Che cosa cercassero, Cal lo scopre dopo qualche giorno, in una scatola da scarpe nascosta in fondo a un armadio. Un pacco ancora sigillato che suo padre aveva mandato dall’Iraq trent’anni prima. All’interno, c’è l’ossessione che ha tormentato avventurieri e imperatori, il segreto per cui hanno dato la vita santi e ciarlatani, la minaccia che deve restare sepolta, per il bene del mondo. E ora tocca a Cal proteggerla. A ogni costo.

Secondo l'autore esiste quindi la possibilità di evocare gli angeli grazie all'uso di un oggetto capace di riflettere la luce, un medium particolarmente dotato e la conoscenza delle giuste formule. Ma è molto bravo a non oltrepassare mai il confine dell’inverosimile e a riportarci alla realtà di un mondo che conosciamo bene, dopo averci condotto in quello che non conosciamo.


La mia passione per il cucito è ben nota. Quindi quando ho visto questo libro mi sono innamorata del titolo e della copertina: Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno.

C’è stato un tempo in cui non esistevano le boutique di prêt-à-porter e tantomeno le grandi catene di moda a basso prezzo, e ogni famiglia che ne avesse la possibilità faceva cucire abiti e biancheria da una sarta: a lei era spesso dedicata una stanza della casa, nella quale si prendevano misure, si imbastivano orli, si disegnavano modelli ma soprattutto – nel silenzio del cucito – si sussurravano segreti e speranze.
A narrarci la storia di questo romanzo è proprio una sartina a giornata nata a fine Ottocento, una ragazza di umilissime origini che apprende da sola a leggere e ama le opere di Puccini ma più di tutto sogna di avere una macchina da cucire: prodigiosa invenzione capace di garantire l’autonomia economica a chi la possiede, lucente simbolo di progresso e libertà. Cucendo, la sartina ascolta le storie di chi la circonda e impara a conoscere donne molto diverse: la marchesina Ester, che va a cavallo e studia la meccanica e il greco antico; miss Lily Rose, giornalista americana che nel corsetto nasconde segreti; le sorelle Provera con i loro scandalosi tessuti parigini; donna Licinia Delsorbo, centenaria decisa a tutto per difendere la purezza del suo sangue; Assuntina, la bimba selvatica... Pur in questa società rigidamente divisa per classe e censo, anche per la sartina giungerà il momento di uscire dall’ombra e farsi strada nel mondo, con la sola forza dell’intelligenza e delle sue sapienti mani.
Narrare della sartina di allora significa parlare delle donne di oggi e dei grandi sogni che per tutte dovrebbero diventare invece diritti: alla libertà, al lavoro, alla felicità.

Bianca Pitzorno è conosciuta soprattutto come autrice di romanzi per ragazzi, ma in questo libro con delicatezza  vengono trattati moltissimi temi e tutte le storie che compongono la trama hanno il respiro della vita vera, niente sembra inventato.

Il mese di luglio si chiude con un libro che ha un titolo meraviglioso: L’annusatrice di libri di Desy Icardi.
Chi non ha mai preso un libro nuovo in mano e ne ha annusato il profumo dei fogli appena stampati? O un libro vecchio che profuma di "letto"? Desy, la protagonista addirittura legge con l'olfatto!

Torino, 1957. Adelina ha quattordici anni e vive con la zia Amalia, una ricca vedova, parsimoniosa fino all’eccesso, che le dedica distratte attenzioni. Tra i banchi di scuola, la ragazza viene trattata come lo zimbello della classe: alla sua età, infatti, non è in grado di ricordare le lezioni e ha difficoltà a leggere. Il reverendo Kelley, suo severo professore, decide allora di affiancarle nello studio la brillante compagna Luisella. Se Adelina comincerà ad andare meglio a scuola, però, non sarà merito dell’aiuto dell’amica ma di un dono straordinario di cui sembra essere dotata: la capacità di leggere con l’olfatto. Questo talento, che la ragazza sperimenta tra le pagine di polverosi volumi di biblioteca, rappresenta tuttavia anche una minaccia: il padre di Luisella, un affascinante notaio implicato in traffici non sempre chiari, tenterà di servirsi di lei per decifrare il celebre manoscritto Voynich, “il codice più misterioso al mondo”, scritto in una lingua incomprensibile e mai decifrato. Se l’avidità del notaio rischierà di mettere a repentaglio la vita di Adelina, l’esperienza vissuta le lascerà il piacere insaziabile per i libri e la lettura.
In un appassionante gioco di rimandi letterari, il romanzo di Desy Icardi racconta dell’amore per i libri attraverso la storia di una lettrice speciale. Intrecciando le vicende della zia Amalia, tra modisterie e palchi del varietà negli anni Trenta, a quelle di Adelina, che arriveranno a sfiorare il mondo dei segreti alchemici, L’annusatrice di libri ci consegna una commedia avvincente e paradigmatica sul valore dei libri sviluppata con briosa ironia e grande garbo. 

La trama è originale e ben strutturata; è una avvincente che si snoda tra il passato ed il presente. Sono i capitoli finali che mi hanno lasciato l'amaro in bocca. Ma non vi dico nulla!






 

sabato 10 agosto 2019

I libri di giugno

Il mese di giugno è stato negativo dal punto di vista della lettura. Solo un libro e mezzo.

Mezzo perchè il libro del GDL di questo mese l'ho abbandonato. Pesante, brutto, lento e a tratti incomprensibile. Ho resistito fino al 30% del kindle poi ho preferito lasciar andare e non perdere tempo. Come dice la mia amica Lele c'è troppo in giro di bello da leggere e non possiamo perdere tempo con i libri che non ci piacciono!!! E poi.. questo mese è uscito l'ultimo libro di Maurizio De Giovanni. L'epilogo della storia del commissario Ricciardi!

1. L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers
2. Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni

L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers è il libro che ho abbandonato.

Questo è un libro molto particolare che narra una storia vera, nella quale si intrufola una buona dose di fiction. All'età di 22 anni Eggers rimane orfano. Dave si ritrova non solo orfano ma anche 'madre single' del fratello Cristopher di 8 anni, affidatogli dai fratelli. Dave e il fratello si trasferiscono a Berkeley dove vivono insieme in un caos fatto di cibi in scatola scaduti e attrezzi sportivi sparsi per la casa. Nei primi anni '90 Dave fonda la divertentissima (e molto hip) rivista 'Might', che diventa subito una specie di Bibbia di tendenza per i giovani di S. Francisco.

Avrei dovuto farlo sin dalla premessa ma mi sono lasciata tentare perchè volevo capire fin dove poteva arrivare l'autore. Avevo letto ottime recensioni, ma forse non è proprio il mio genere!!!


E quindi sono passata a leggere Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni.

Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

«La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore.»

Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato.

Credo che De Giovanni abbia fatto bene a concludere la serie e abbandonare un personaggio così particolare, prima di fargli perdere tutto il suo fascino e il suo mistero. Durante la lettura ho cercato di assaporare in ogni pagina, senza chiedermi “come” sarebbe stato l’addio. Non racconterò nulla della trama, però posso dire che trovare finalmente Ricciardi sposato con Enrica in dolce attesa è stato un momento che mi ha regalato gioia vera.
Però ... quanto ci mancherà Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malomonte?


 

sabato 3 agosto 2019

I libri di maggio

Ci sono stati un po' di cambiamenti in questo mese e il tempo per leggere è drasticamente diminuito. Non ho più la mia mezz'ora dopo pranzo e nel pomeriggio ho sempre un bel po' di cose da recuperare. Perciò questo mese ho letto solo 4 libri, di cui due per il nostro GDL.

1. Chiamate la levatrice di Jennifer Worth
2. Terre rare di Sandro Veronesi
3. L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup
4. Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng

Con le amiche del gruppo di lettura ho letto Chiamate la levatrice di Jennifer Worth.

La cronaca, quasi un diario, delle giornate di una levatrice nell'East Side di Londra inizi anni Cinquanta. Con lei si entra nella realtà delle Docklands, vite proletarie che sembrano immagini della plebe ottocentesca più che cittadini lavoratori del democratico Novecento. Si entra in questa desolazione impensabile con una voglia di verità quotidiana raramente riscontrabile in un libro, ma anche con una rispettosa allegria, con la sicura fiducia che quel mondo stia per finire, senza rimpianti, grazie ai radicali cambiamenti apportati dal Sistema sanitario nazionale appena nato. Come poi fu, almeno fino ad oggi. La fresca verve di Jennifer Worth, nel trattare una materia così cruda, crea una formula ingegnosa (e di grande successo sia letterario che come fiction televisiva). L'eroismo quotidiano di interventi clinici spesso drammatici, si mescola alla denuncia sociale, alla fiamma inestinguibile dei sentimenti umani, e alla ricchissima quantità di storie e ritratti. Accanto a questi, la galleria, tenera, nobile e a tratti comica, delle giovani levatrici e delle suore del convento di Nonnatus House, da cui le ragazze dipendevano professionalmente e dove abitavano. Su questa testimonianza aleggia un lieve "effetto Dickens" con un tocco di innocente gaiezza, che però non nasconde un monito evidente a favore delle politiche sociali solidaristiche, a non smantellare, per la scarsa memoria del passato, gli strumenti che hanno permesso di diffondere dignità umana.

E' un libro molto bello: sia per quello che racconta sia per il modo in cui viene raccontato. Mi è piaciuto molto. Per scrivere questo libro l'autrice si è ispirata alle proprie esperienze come infermiera e levatrice negli anni '50. È Jennifer protagonista e voce narrante. Ho scoperto che da questo libro è stata tratta una serie TV e ci sono altri due libri successivi. Prima o poi li leggerò!!


Dopo aver letto tanti anni fa Caos Calmo, convinta da un amico lettore ho scelto di leggere il seguito: Terre rare di Sandro Veronesi.

Nel giro di ventiquattr’ore un uomo perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa. Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità. Alla fine di Caos calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in Terre rare. 

Confesso che Caos Calmo mi è piaciuto molto di più. Una storia poco credibile, molto incasinata e che non mi ha preso più di tanto! Ecco.. diciamo che non è un libro che consiglierei!!!

Per riprendermi ho scelto un bel giallo, di quelli che ti tengono incollata alle pagine: L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup.

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi - infantili, incompleti, deformi - lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.

Questo libro è tutto fuorché un romanzo banale: si ha sempre la sensazione che ci sfugga qualcosa, che stiamo imboccando la strada che il killer ha sempre voluto che prendessimo; ha una forza narrativa magnetica, il tipo di romanzo che porta a dire “ancora un capitolo” anche se sono le due di notte e la mattina dopo ti devi alzare presto!!!

Ho finito il mese di maggio leggendo con le amiche del GDL Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng.

1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole - dall'ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All'inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio... e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l'intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.

Shaker Heights in Ohio è abitata da una comunità che ha regolamentato ogni aspetto della vita. In questo mondo perfetto arrivano una mamma e sua figlia a sconvolgere gli equilibri. Protagoniste assolute sono due madri, totalmente diverse ma che a modo loro amano i propri figli.
Una frase mi ha colpito: “A volte bisogna bruciare tutto e ricominciare da capo. Dopo un incendio il terreno diventa più ricco e possono crescere cose nuove. Anche le persone sono fatte così. Ricominciano da capo”.
E' un romanzo denso di tematiche e composto da una storia intricata quanto tremendamente interessante, che non può essere letto in due ore. Il romanzo di Celeste Ng ha bisogno di tempo per comprendere appieno la sua potenza e riflettere su quanto si è appena letto, per questo consiglio di non affrettarsi nella lettura e godersi appieno la storia creata con così tanta cura dall'autrice.


nuovo ricamo

Benvenuta piccola Emma!!! Ora che sei nata posso pubblicare questo piccolo pensiero per la tua nonna.