sabato 5 ottobre 2019

I libri di settembre

La ripresa della scuola e delle varie attività extrascolastiche ha ridotto drasticamente i miei ritmi di lettura. Dopo lunghi mesi di tranquillità scanditi solo dai centri estivi e dalle vacanze, riprendere il ritmo è stato difficile. Per cui il mese di settembre vede solo due libri… di cui uno abbandonato a poco meno della metà!!!

1. Ninfa dormiente di Ilaria Tuti
2. Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh 


Colpita dal personaggio di Teresa Battaglia ho voluto subito leggere l'altro libro di Ilaria Tuti Ninfa dormiente

Li chiamano "cold case", e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. 
Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno.
Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.

Purtroppo deludente. Bellissima la descrizione dei personaggi, Teresa Battaglia in primis. Bello l'approfondimento delle loro storie e delle dinamiche che li legano, ma la storia fa acqua!!
Sarei tentata di leggere anche l'altro della stessa autrice per conoscere meglio Teresa, ma decisamente leggerò altro!


Ecco … forse avrei fatto meglio a rimanere sulla Tuti! Con le amiche del GDL ho iniziato e diciamo la verità MAI terminato Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh

Esilarante e stranamente tenero, l’esperimento di “ibernazione” narcotica di una giovane donna

aiutata e incoraggiata da una delle peggiori psichiatre della storia. New York, all’alba del nuovo millennio. La protagonista gode di molti privilegi, almeno in apparenza. È giovane, magra, carina, da 
poco laureata alla Columbia e vive, grazie a un’eredità, in un appartamento nell’Upper East Side di Manhattan. Ma c’è qualcosa che le manca, c’è un vuoto nella sua vita che non è semplicemente legato alla prematura perdita dei genitori o al modo in cui la tratta il fidanzato che lavora a Wall Street. Afflitta, decide di lasciare il lavoro in una galleria d’arte e di imbottirsi di farmaci per riposare il più possibile. Si convince che la soluzione sia dormire un anno di fila per non provare alcun sentimento e forse guarire. Tra flashback di film anni ’80 – Mickey Rourke in 9 settimane e ½ e Whoopi Goldberg –, dialoghi surreali e spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero si può sfuggire al dolore, mettendo a nudo il lato più oscuro e incomprensibile dell’umanità.

Cosa ci sia esilarante e tenero io non l'ho mica capito!! Per quanto l'autrice si sforzi di risultare sarcastica e surreale nei temi trattati (farmacodipendenza, estraniamento dal sé, apatia, rifiuto della socialità), il risultato è davvero scarso. Non è un testo comico né un testo drammatico. Lasciato a metà! Meglio iniziare subito qualcosa di diverso. 

Ve ne parlerò ad ottobre!