sabato 4 aprile 2020

I Libri di marzo

E' stati un mese particolare. Questo maledetto virus impazza. Le scuole sono chiuse dal 4. Dal 12 sono in malattia e dal 16 in CIG. Non si può uscire. Siamo tutti chiusi in casa.Il tempo a casa non passa mai. I pomeriggi sono lunghi lunghi.. 
Aumenta il tempo per leggere. 

Questi sono i libri che ho letto in questo mese surreale:

1) Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone
2) Parlarne tra amici di Sally Rooney
3) ...che Dio perdona a tutti di Pif
4) La Signora del martedì di Massimo Carlotto
5) L'ultima mano di burraco di Serena Venditto
6) L'amore ai tempi del Covid-19 di Antonio Manzini
7) Diario di Rondine di Amélie Nothomb
8) L'arte sconosciuta del volo di Enrico Fovanna
9) Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin

Dopo aver abbandonato con tanto dispiacere l'ultimo di Patricia Cornwell ho iniziato Inventario di un cuore in allarme, l'ultimo libro di Lorenzo Marone

Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all'ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l'inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all'affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all'astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all'astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l'angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po' di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici. Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un «cuore in allarme». Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il più irresistibile dei personaggi tragici
.

Non mi è piaciuto granchè. Ho preferito altri suoi scritti. A mano a mano che procedevo con la lettura l'ho trovato un po' scontato. Tra l'altro leggere di un ipocondriaco in questo periodo... va beh non è stata la scelta migliore!!!!


A fine febbraio con una "collega di pilates" avevo deciso di partecipare ad un gruppo di lettura dal vivo, organizzato dalla Libreria Florida, vicino casa. Il libro da leggere era Parlarne tra amici di Sally Rooney. Avevo addirittura comprato il cartaceo in libreria, ma il covid ha bloccato qualsiasi incontro così ho deciso di leggerlo da sola. 

Frances è troppo intelligente per innamorarsi di un uomo sposato. O almeno cosí pensava prima di incontrare Nick. Bobbi, la sua ex amante, e Melissa, la moglie di Nick, sono troppo moderne e consapevoli per essere gelose. O almeno così pensavano. "Parlarne tra amici" si può leggere come una commedia romantica o un manifesto femminista. Si può leggere come un libro sul tradimento ai tempi di WhatsApp o su ciò che nei rapporti di coppia non cambia mai. Ma in qualsiasi modo si decida di leggerlo, "Parlarne tra amici" è un romanzo universale sui complicati capricci dell'amore.

E' un libro carino, ma pensavo meglio. Consigliato se si cerca una lettura leggera, che forse in questo periodo male non fa.


Il terzo libro del terzo mese dell'anno è ...che Dio perdona a tutti di Pif, letto con le amiche del GDL

Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso
successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s'innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un'opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità
.

Premetto che non amo il "personaggio" Pif. Il libro è scorrevole ma non mi ha per niente colpita. La scrittura è simpatica e ironica, ma alcuni passaggi sono secondo me un po' troppo finti.
Probabilmente se non fosse stato "Pif" nessuna casa editrice l'avrebbe pubblicato e, se non fosse per la sua notorietà, quasi nessuno avrebbe comprato.


Nei vari gruppi di Facebook sui libri avevo letto belle recensioni di La Signora del martedì di Massimo Carlotto. Ho deciso quindi di leggerlo. 

Tre personaggi che la vita ha maltrattato. Bonamente Fanzago, attore pomo dal nome improbabile che un ictus ha messo in panchina e che assiste angosciato all'ascesa dei giovani concorrenti. Tiene duro
aspettando che ogni martedì una donna affascinante dal passato misterioso paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto poco frequentato dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Tre esseri umani sui quali la società si accanisce proprio perché più fragili, ma che troveranno il coraggio di difendersi. Non sono eroi senza macchia né paura, hanno debolezze, hanno commesso errori e a volte azioni riprovevoli. Ma soprattutto aspirano ad amore e rispetto. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i nostri tre personaggi diventerà questione di vita o di morte scavare, dentro di sé e nel proprio passato, per trovare le risorse necessarie a tirarsi fuori dai guai
.

Un libro particolare. Dopo un inizio un po' lento la storia decolla e il fiato del lettore si accorcia. E' davvero un bel romanzo. Una storia fatta di coincidenze e fatti passati che si intrecciano in una trama che rompe con qualsiasi schema. Consigliato davvero.


Ho chiesto consiglio su un bel giallo. Tra i tanti mi hanno consigliato L'ultima mano di burraco di Serena Venditto. Sottotitolo "Quattro coinquilini e un'indagine (per non parlar del gatto)". Confesso che l'ho scelto solo perchè la storia è ambientata a Napoli.

Chiaia, centro di Napoli. Dopo una tranquilla cena in famiglia con la moglie e i figli, che si è conclusa con una partita a burraco, Temistocle Serra, distinto professore universitario di Teoria dei giochi e delle decisioni, muore. Omicidio, suicidio o morte naturale? Stabilirlo spetta alla polizia, ma
c'è una cosa che le forze dell'ordine proprio non riescono a fare: interpretare una sequenza di carte da gioco che l'uomo ha lasciato sul tavolo prima di morire, in un ordine che non può essere certo casuale. Un messaggio in codice, forse, come nei romanzi di Agatha Christie e di Ellery Queen. E chi meglio di Malù, archeologa col vizio della letteratura gialla, può aiutare a risolvere l'enigma? E così il commissario De Iuliis la coinvolge nel caso in qualità di consulente investigativo («Proprio come Sherlock Holmes!» esulta lei). E Malù a sua volta trascina nell'indagine la sua famiglia d'elezione, gli amici con cui condivide il caotico appartamento di via Atri 36, a due passi da Spaccanapoli: Ariel, traduttrice di atroci romanzetti rosa nonché esperta giocatrice di burraco; Samuel, rappresentante di articoli per gelaterie di origini sardo-nigeriane; Kobe, talentuoso quanto sgrammaticato pianista giapponese; e ovviamente il gatto nero Mycroft con il suo fiuto infallibile. Cosa voleva indicare Temistocle Serra con quel codice: il nome del suo assassino? La localizzazione di un tesoro? Una misteriosa formula? E soprattutto: chi era davvero il professore, e quali segreti nascondeva? I quattro coinquilini proveranno a scoprirlo, e anche Mycroft avrà modo di miagolare la sua
.

In generale è stata una lettura molto scorrevole e piacevole, anche per il fatto che non sono stata costretta a leggere il libro precedente per capire questo. Ci sono tanti personaggi, tutti bel delineati, compreso il gatto Mycroft che porta il nome del fratello di Sherlock Holmes
Tra i tanti protagonisti c'è lei: Napoli, la mia città.
Merita davvero una nota a parte, anche se io sono di "parte". 
Leggere la descrizione delle strade, dei luoghi e delle persone mi ha fatto un po' "sentire a casa".


C'era da scommetterci che qualcuno avrebbe scritto qualcosa "a tema virus". Il primo è stato Antonio Manzini che ha pubblicato L'amore ai tempi del Covid-19 un omaggio, un racconto inedito, una nuova indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po' e sostenere, chi lo volesse, l'ospedale Spallanzani di Roma con una donazione all'indirizzo: https://donazioni.inmi.it/.

Protagonista è Rocco Schiavone, che nel bel mezzo dell’emergenza Coronavirus si trova costretto ad indagare sulla morte di Manlio Sperduti, il cui cadavere viene trovato nella vasca da bagno del suo appartamento, nel quale viveva con la moglie, i figli, il fratello della moglie e i genitori di lei.
Tra quarantena, mascherine, divieti ed interrogatori ai protagonisti, Rocco Schiavone riuscirà in poco tempo a risolvere il caso, non senza aver prima fatto presente alla famiglia come si possa uccidere anche senza brandire un’arma.

Romanzo brevissimo, di poche pagine in cui Manzini ben descrive i sentimenti degli italiani in questo periodo di quarantena.
Bellissime le ultime pagine, che valgono l’intero racconto. Una finestra aperta sul futuro, su cosa resterà dopo questa epidemia, su cosa faremo e come diventeremo dopo questo periodo senza precedenti.


Con le amiche del gruppo di lettura ho letto Diario di Rondine di Amélie Nothomb

Dopo una delusione d'amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino... Un'insolita storia d'amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark
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Ho già letto altri libri della Nothomb, scrittrice scoperta grazie alla mia amica Lele, mia "personal guru libresca"e anche questo come gli altri che ho letto mi ha sorpreso piacevolmente. Una lettura scorrevole, un libro che si legge in un giorno. Molto interessante è lo stile noir  e ho trovato strepitoso il protagonista che è una sorta di anti-eroe che, sebbene sia un killer, suscita alla fine un sentimento di compassione.


Un amico giornalista su Facebook ha pubblicizzato un libro e incuriosita l'ho iniziato anche io: L'arte sconosciuta del volo di Enrico Fovanna

Premosello, Piemonte settentrionale, 1969. È il primo novembre, vigilia del giorno dei morti, e una
scoperta agghiacciante sta per risvegliare l'orrore in paese, sconvolgendo l'infanzia di Tobia. Su una strada di campagna, vicino al ruscello, è stato rinvenuto il corpo di un suo compagno di scuola. A pochi mesi di distanza dal ritrovamento del cadavere di un'altra ragazzina. In paese si diffonde il terrore: ormai è evidente che per le campagne si aggira un mostro, un mostro che uccide i bambini. Tobia è afflitto dal senso di colpa e dalla vergogna, perché con quel ragazzo aveva fatto a botte proprio il giorno della sua scomparsa, desiderando davvero di liberarsi di lui. Adesso è difficile tornare alla vita di prima, all'amore innocente ed esaltante per Carolina, ai giochi spensierati con padre Camillo e con Lupo, il matto del paese. Soprattutto quando i sospetti dei paesani si concentrano su una persona molto vicina a Tobia, sulla cui innocenza lui non ha alcun dubbio. Quarant'anni dopo, Tobia vive a Milano e fa il medico legale. Demotivato dal lavoro e lasciato dalla moglie per l'impossibilità di avere un figlio, sta vivendo uno dei momenti più bui della sua vita. Sarà una telefonata di Ettore, il suo vecchio compagno di scuola, a convincerlo a tornare dopo tanti anni nei luoghi dell'infanzia, per il funerale di Lupo. E questo inatteso ritorno cambierà la rilettura del suo passato...

Un romanzo "giallo" che all'inizio parte un po' in sordina, lento e noioso. Con il racconto del primo delitto, però la storia diventa subito coinvolgente ed interessante. Intrigante fino alla soluzione del giallo quando si scopre un colpevole inaspettato. Da leggere.


Ho finito questo strano mese di letture con un libro che o si ama o si odia. Non ho trovato mezze misure nelle recensioni. Si tratta di Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin.

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.
Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.


Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “Un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

Malgrado l'ambientazione da cimitero e la tragedia che fa da filo conduttore è un romanzo delicato e dal finale piacevolmente ottimista. Mi sono affezionata a Violette sin dalle prime pagine, ti viene voglia di leggere il libro tutto d'un fiato.
E' un esempio di forza e resilienza, una donna che nonostante abbia vissuto tante tragedie, non ultima, la più drammatica, la perdita di un figlio, si rialza sempre, con la semplicità e l'amore per le piccole cose. Nella quotidianità delle sue piccole passioni ritrova equilibrio e serenità. 

"anche le anime nere diventano luminose"