mercoledì 18 gennaio 2006

caffè....

Oggi fa un caldo primaverile
E il nervosismo è come un assassino
Milano è immobile sotto i miei occhi
E tu nervosa stai viaggiando in treno
Questa mattina così tranquilla
Così lunga e sconfortante
Mi specchio nella secca del naviglio in bianco e nero
Come un perduto amante


Ti voglio bene come a una risata
Come ai bambini come all’allegria
che è scivolata avanti per tornare indietro
Per poi andare un’altra volta via
.
 
Non eravamo ancora nati e qualcuno lo diceva
Che la vita è come vivere un mestiere
E le parole dei poeti oltre a farci innamorare
Sono quasi sempre belle
Sono quasi sempre vere
Piacere di conoscerti e anche di toccarti
Nel buio avvolgente delle scale
Dove mi parlavi di cose di campagna


E c’era tutto tutto di speciale
Come un ciclone nel cielo sereno
Sei stata il sole e la furia del vento
Sei stata il lago il mare in burrasca
Un clown disperato e contento


Ho nostalgia dei mille caffè
iniziati in cucina e finiti più in là

Nella stanza dei sogni sotto il quadro di Chaplin
Fra i sorrisi della tua libertà.
 
Ti voglio bene come a quelle occasioni
Che se ti distrai sono perdute
Come alle stelle

Come alla faccia di Keaton nelle comiche mute
Mistero profondo il cuore l’amore
La felicità che ho toccato davvero
In bicicletta bagnato
Più nemmeno un problema più nemmeno un pensiero
 
Non eravamo ancora nati e qualcuno lo diceva
Che la vita è come vivere un mestiere
E le parole dei poeti oltre a farci innamorare
Sono quasi sempre belle
Sono quasi sempre vere


Piacere di conoscerti e anche di toccarti
Nel buio avvolgente delle scale
Dove mi parlavi di cose di campagna
E c’era tutto tutto di speciale
Come un ciclone nel cielo sereno
Sei stata il sole e la furia del vento
Sei stata il lago il mare in burrasca
Un clown disperato e contento


Ho nostalgia dei mille caffè
iniziati in cucina e finiti più in là
Nella stanza dei sogni
sotto il quadro di Chaplin
Fra i sorrisi della tua libertà

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