mercoledì 17 ottobre 2012

Scaloppine di pollo

Non ho mai avuto grandi problemi con l'alimentazione di Sofia, mangia quasi tutto e anche con gusto.
Ogni tanto le faccio provare ricette nuove sperando non me le tiri dietro!

Avevo dei petti di pollo e per non farli sempre con il pomodorino, che tra l'altro lei adora, ho pensato di farle le scaloppine.
Ma non al limone. No signori!! Il limone a mia figlia fa proprio schifo!!!! 
Non si avvicina proprio!!!

E così girando un po' sul web ho letto qua e là e ho unito qualche ricetta preparando una bellissima e buonissima scaloppina con il brodo vegetale.

Ho preso la fettina di petto di pollo e l'ho infarinata con un po' di farina.
In una padellina antiaderente ho messo a scaldare un po' d'olio e appena caldo ho appoggiato il pollo girandolo velocemente.

Poi messo in un biccherino di carta un po' d'acqua, un pizzico di sale e un mezzo misurino di brodo granulare. L'ho versato sul pollo in cottura e ho abbassato il fuoco. 

Sempre in cottura ho aggiunto un po' di farina per creare quella bella salsina tipica delle scaloppine. 

Un piatto semplice, veloce ed economico. Sofia ha molto apprezzato! 
E anche il maritino!!!! 

mercoledì 10 ottobre 2012

regali...

Non sono molto assidua nel tenere questo blog. E' nato per caso...e quando posso l'aggiorno. Non ho molto tempo per farlo. Ma magari tra qualche tempo..chissà...

Comunque nonostante non sia una presenza attiva ogni tanto fa piacere ricevere regali inaspettati. Come quello appena ricevuto da Lorenza di Bazzicando in cucina.



Regole del premio sono:
Descrivere la semplicità. In questo momento mi viene in mente una frase letta qualche giorno fa:  La semplicità è una delle più grandi doti che rende una persona comune una persona eccezionale!

- Dedicare una foto alla persona che c'ha donato il premio.
A Lorenza non posso che dire Grazie così:



- Nominare 12 blog a cui girare il premio.No! Questo proprio non potete chiedermelo. Prendetelo tutti. Ma davvero tutti quelli che passano di qui!




I muffin salati con piselli e prosciutto cotto


Domenica scorsa Sofia ed io avevamo deciso di cucinare per il papino.
Volevo preparare un bel primo piatto, ma è un periodo un po' così e io sono un po' rinco... tant'è: ero convinta di avere i cuori di carciofo in freezer e invece... li avevamo fatti qualche sera prima e io nemmeno me lo ricordavo!
Quindi abbiamo dovuto cambiare idea. E abbiamo pensato di preparare i muffin salati con piselli e prosciutto
Sono facilissimi da preparare e Sofia si è divertita tanto.




Questa la ricetta:
Ingredienti per 10/12 muffin:
200 gr di farina
100 ml di latte
10 gr di lievito per preparazioni salate
2 cucchiaii di olio evo
100 ml di olio di semi
40 gr di  Parmigiano Reggiano grattugiato
60 gr di pecorino grattugiato,
3 uova
200 gr di piselli
100 gr di Prosciutto cotto a dadini
un po' di prezzemolo
Pepe q.b.
Sale q.b.

[NdA: questa è la ricetta che mi hanno passato, ma io per le quantità sono andata molto ad occhio]

Procedimento:
Cuocere i piselli con un po' di olio di oliva.
In una padellina antiaderente far rosolare i cubetti di prosciutto cotto.
[NdA: io ho fatto cuocere tutto insieme]

In una terrina sbattere le 3 uova e aggiungere il latte e l’olio di semi. Unire il prezzemolo tritato.
[NdA: io non l'ho messo! Non mi piace!]

Setacciare la farina con il lievito, aggiungere le uova, l'olio e il latte e mescolare bene per amalgamare il tutto.
[NdA: io la farina non l'ho setacciata]

Aggiungere i formaggi grattugiati, i piselli e i cubetti di prosciutto cotto. Salate leggermente e pepate a piacere.
[NdA: io non ho aggiunto il pepe!]

Mescolare bene il tutto. Riempire gli stampi non proprio fino all'orlo e cuocere a 180°C (forno ventilato), per circa 20-25 minuti. Toglierli dallo stampo, senza farli rompere e servirli.


Io non ho il forno ventilato. In un'altra vita sarà la prima cosa che comprerò!!! Però sono venuti buoni lo stesso!
Talmente buoni che per mangiarli in fretta...mi sono dimenticata di fotografarli!
L'ho detto che so' rinco in questo periodo, no???

lunedì 17 settembre 2012

Risotto di fine estate

Per "festeggiare" la fine dell'estate e il ritorno a casa dalle ferie, con il maritino ci siamo concessi un bel pranzetto! Si è messo in cucina di buon mattino ed ha preparato uno dei suoi saporitissimi primi piatti battezzato per l'occasione Risotto di fine estate.


Questa è la ricetta:
Ingredienti (per 4 persone):


- 400 gr di riso arborio
- 1/2 cipolla
- 4 cucchiai di olio d'oliva
- 150 gr di burro
- 2 peperoni grandi. Uno rosso e uno giallo
- 2 melanzane
- 4 zucchine
- sale q.b.
- Brodo vegetale
- Parmigiano Reggiano 




Preparazione:

Pulire e tagliare le verdure in cubetti molto piccoli. Salare le melanzane e disporle in un colapasta, sotto un peso, per circa 20 minuti, per eliminare la componente amara. Risciacquare le melanzane e strizzarle con le mani per eliminare l’acqua in eccesso.
Tagliare la cipolla molto finemente.
Versare l'olio nella pentola e quando è ben caldo aggiungere la cipolla e lasciarla soffriggere per qualche minuto fino alla doratura.
Aggiungere le verdure, coprire e lasciar stufare per almeno 20 minuti, girando di tanto in tanto. Quando le verdure saranno morbide, quasi cotte, aggiungere il riso e mescolare fino a che questo non sia ben caldo.
Aggiungere (uno o due mestoli alla volta) il brodo e continuare a mescolare fino a cottura completa del riso. Spegnere il fuoco ed  aggiungere il burro, mescolando fino a scioglierlo per bene mantecando il risotto.
Condire a piacere con parmigiano grattugiato.
Il risultato è stato stupefacente. 



Per secondo abbiamo optato per il pesce.
Abbiamo preso una palamita. 
L'ho preparata io. I secondi piatti sono la mia specialità.
L' ho cotta con olio e pomodorini. Saporitissima. 








In abbinamento il maritino sommelier consigliava un vino spumante metodo charmat. 
Ci siamo concessi un ottimo Muller Thurgau Cavit.
Il Muller Thurgau è un vino fresco, acidulo con un leggero retrogusto amarognolo. E' un buon vino da pasto, da abbinare a piatti delicati a base di pesce e alle verdure. 
Praticamente perfetto per il nostro pranzo.







Lo so, avrei dovuto scrivere questo post un po' di tempo fa, ma il maritino non si decideva a darmi la ricetta!!!!

mercoledì 12 settembre 2012

W-W-W-Wednesdays! 5

Ho trascurato un po' questa rubrica perchè sono stata presa da altro. Ma non ho mai smesso di leggere, cosi voglio condividere le mie letture.

Le domande sono sempre le stesse:

• What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
• What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
• What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)


1) che cosa sto leggendo: "Il gusto proibito delle zenzero" di Jamie Ford.
E' appena arrivato da una catena anobiiana. Questa la trama:
Seattle. Nella cantina dell’hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant’anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l’ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L’America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l’odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l’aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All’inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l’ordine del governo è chiaro: tutti i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, a tutti gli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto. E, adesso, quarant’anni dopo, quell’ombrellino custodisce ancora una promessa. La promessa che la Storia restituisca loro la felicità che si meritano. 
Un romanzo d’esordio che ha sorpreso e incantato, rivelandosi un fenomeno editoriale unico. Uscito in sordina negli Stati Uniti, ben presto ha scalato le classifiche di tutto il paese e ha venduto migliaia di copie solo grazie al passaparola dei lettori. Ambientato durante uno delle epoche più buie e dolorose degli Stati Uniti, Il gusto proibito dello zenzero è una storia indimenticabile e commovente di speranza e determinazione, di abbandono e di rimpianti, di lealtà e coraggio che esplora la forza eterna e immutabile dell’amore.


2Cosa ho appena finito di leggere? Durante l''estate appena passata ho avuto la possibilità di leggere molto, approfittando dei riposini della monella.
In ordine questi i libri che ho letto:
- Olive Kitterdge di Elisabeth Strout
Tua di Claudia Piñeiro
E ti ho sposato di Lily Tuck
Trilogia della città di K. di Agota Kristof
- Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson




3Quale sarà il prossimo libro che leggerò: Shantaram di Gregory David Roberts


Tutti mi dicono che è un romanzo meraviglioso. Ma è un "piccolo mattone" di circa 1200 pagine. Per cui per trovare la forza di leggerlo partecipo ad un GDL (gruppo di lettura) organizzato dal mio forum preferito! Ce la farò...ne sono sicura! 
Questa la trama: 
Il bus della scalcagnata Veterans' Bus Service, una compagnia di veterani dell'esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d'ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa. Nel tragitto dall'aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell'odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l'aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l'allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all'università di Melbourne, è diventato "un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell'eroina", un "filosofo che ha smarrito l'integrità nel crimine", uno dei "most wanted men" australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge. Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore... A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram...

12 settembre 2012


Un vero matrimonio non è il fatto che due persone attraversino un ponte tra riso e nastri, ma lo scoprire dopo una vita che hanno costruito il ponte insieme, con le loro stesse mani. (Un ponte sull'eternità - R. Bach)

BUON ANNIVERSARIO, AMORE MIO

sabato 8 settembre 2012

Mamma

Fare la mamma è una roba difficile, per stomaci forti.
Quando sei incinta, non sei più padrona del tuo corpo: dentro di te tuo figlio pretende attenzioni, riposo, cibi sani, risate, serenità e tu non sei tu, tu sei il tuo pancione, tu sei una pancia che cammina e che attrae gli sguardi di tutti, e le mani di tutti, e le considerazioni (stupide) di tutti: 

lo sai che se la pancia è bassa è un maschio?
lo sai che se mangi le cipolle il bambino piange?
lo sai che non dovresti guidare la macchina?
Poi il bambino nasce e tu non sei nemmeno più la pancia che lo conteneva: adesso sei l'attrice non protagonista, quella che nemmeno appare sulle locandine, quella di cui nessuno ricorda il nome. E così, anche se hai ancora il sedere grande come una portaerei, entri in una stanza e diventi improvvisamente invisibile: nemmeno tua madre si ricorda di te, e finisci a far da tappezzeria in casa tua, mentre amici e parenti ti strappano il neonato dalle braccia e se lo rimpallano come un pallone da rugby.
Per fortuna c'è sempre qualcuno che sa fare la mamma meglio di te: 
ma lo sai che lo vesti troppo o troppo poco? 
ma lo sai che il tuo latte non è buono? 
ma lo sai che quando il bambino è stitico devi usare il gambo del prezzemolo?
Ma una mamma lo sa. Una mamma sa tutto.
Una mamma sa che il legame tra lei e il suo bambino è intenso e profondo e atavico. E' un legame che nasce da un odore, dal contatto di pelle, da un suono. Un legame che nasce dai tessuti, dai pori, dalle cellule, un legame desossiribonucleico.
Perchè una mamma è mamma tante volte: quando appaiono le due lineette rosa sul test di gravidanza, quando partorisce, quando allatta, quando cambia un pannolino, quando prepara il primo brodino, quando insegna a suo figlio a ridere, a camminare, a parlare, a correre, ad essere una persona.
Una mamma rinasce durante ogni tappa di crescita del proprio bambino.
E quando il neonato è diventato un bimbo grande, una mamma rinasce di nuovo, perchè sa che suo figlio non le appartiene, e che adesso appartiene al mondo a cui lei lo ha consegnato.
Per questo accompagni tuo figlio all'asilo trattenendo le lacrime. Felice di riprenderti la tua vita, impaziente di riavere il tuo tempo e il tuo lavoro, ma terrorizzata al pensiero che, da oggi in poi, tuo figlio farà qualcosa senza di te, avrà una sua vita che tu non sempre conoscerai, imparerà cose che forse non condividerete.
Tu sei lì e gli stringi la mano, davanti al cancello della scuola, non per fargli forza, ma per fare coraggio a te stessa. E certe volte, poi, senza dirlo a nessuno, tornerai a casa piangendo perchè sai che stai facendo la scelta giusta, ma senti ancora nelle orecchie il suono ostile di tante parole vuote: 
lo sai che un bimbo dovrebbe stare con la mamma fino a 3 anni? 
lo sai che all'asilo i bambini si ammalano sempre? 
perchè non lasci il bambino con tua suocera invece di portarlo al nido? 
lo vedi che tuo figlio si ammala perchè tu ti ostini a mandarlo a scuola? 
lo vedi, piccolo, che la mamma è cattiva perchè ti manda a scuola? 
ti importa più la tua carriera di tuo figlio?
Ma tu sei una mamma, e sai che la vita è questo dare la vita senza chiederla in cambio.
Sai che come mamma rinascerai ancora e ancora ogni giorno, ad ogni tappa, in ogni nuova conquista.
Sai che tuo figlio certi giorni piangerà in braccio alla maestra, ma sai anche che l'amore non viene annacquato dalla distanza. Imparerai ad essere una nuova mamma, rinascerai ancora una volta in questo gioco di distacchi e incontri.
Perchè pensavi che l'asilo avrebbe cambiato la vita di tuo figlio. E invece, poi, scopri che ha cambiato la tua.
E tu così rinasci una volta ancora, rinasci nuovamente mamma.

giovedì 6 settembre 2012

L'occorrente per il nido

I primi giorni di nido proseguono, tra alti e bassi. Per il momento siamo nella fase bassa. Ma sono sicura che presto tornerà alta. Anzi altissima!!!
Nel frattempo ho preparato tutto l'occorrente per quando farà il tempo pieno, che per lei sarà comunque fino alle 13:15.
Il papino ha comprato lo zainetto di Minnie, personaggio Disney preferito della monella.



Abbiamo preparato il set pappa di Tweety. 


E mammina le ha ricamato le asciugamani! 
In tutto ho pensato di preparare 3 coppie: una rosa, una gialla e una verde. Le asciugamani rosa sono già pronte. In lavorazione abbiamo le verdi!! Spero di finirle presto presto. 


martedì 4 settembre 2012

Il primo giorno al nido


E abbiamo iniziato anche il nido.
Ieri, 3 settembre abbiamo affrontato il primo giorno di nido!
Che emozione. Un’emozione forte perché sebbene io non stia 24 ore su 24 con mia figlia a causa del lavoro, so bene che da oggi comincerà un percorso di crescita e lo farà senza di me.
Senza il mio aiuto.
Imparerà a fare tante cose da sola e non ci sarà nessuno a dirmelo.
Ce ne accorgeremo da soli io e il papino.
Almeno i nonni raccontano ogni singolo successo perché ne sono orgogliosi almeno quanto noi.
 Ma è così che deve andare.
Sarà un’esperienza importante per lei e lo sarà anche per noi genitori.


Siamo arrivati lì alle 9 e lei si è attaccata a me come una cozza. C'erano già tanti bimbi. Alcuni "vecchi" altri nuovi come lei. C'erano due maschietti piangenti e urlanti. Quello che temevo di più. I bimbi urlanti.
Ma lei non ha fatto una piega. E’ rimasta attaccata a me guardandosi però intorno con attenzione.

L'educatrice l'ha presa e l'ha portata nella sala dei giochi. Lei ha continuato a guardarsi intorno, visto che era tutto nuovo. Cercava di rendersi conto di cosa e chi c’era nella stanza. Ha cominciato a prendere i giochi, ma non sapeva se poteva toccarli oppure no. Ogni tanto si girava verso di me che ero seduta lì nella stanza. Quando l’ho vista più o meno a suo agio mi sono allontanata e la spiavo da dietro alla porta.

Alle 9.30 la direttrice ha chiuso la porta perchè hanno cominciato le attività. Hanno messo la musica e hanno cominciato a ballare.
 Sono rimasta lì ancora un po'...poi sono tornata in ufficio. Tanto è a due passi.
Alle 11 sono andata a prenderla.

 La cosa più bella: quando è uscita fuori con l'educatrice e appena mi ha visto ha fatto una corsa tremenda verso di me e mi è saltata al collo!!!!

L'educatrice mi ha detto che è stata un po' sulle sue, ha giocato con loro e con i bimbi, ha partecipato alle attività  ma non ha detto una parola. Eppure lei è una che chiacchiera tanto!!!

Quando siamo andate via le ha dato un bacino sulla guancia e ha detto “Ciao a domani!”

Tornando a casa la nonna le ha chiesto se si era divertita e lei ha detto si.
Ci vuoi tornare? Si domani.
E come è la scuola? Bellissima!!!

 Speriamo bene.....

mercoledì 29 agosto 2012

Il secondo compleanno di Sofia


Rientrata dalle ferie. Alle prese con lavoro, casa, lavatrici, monte stiro ecc…
Per fortuna questa settimana Sofia è ancora al mare con i nonni e quindi dopo il lavoro posso fare tutto più velocemente.
Le vacanze sono passate troppo in fretta. Troppo. 
E l’ultimo giorno di ferie abbiamo festeggiato il secondo compleanno della monella!
Due anni. O “duanni” come dice lei. Non mi sembra possibile che siano già passati due anni da quando quel 26 agosto mi svegliai con i primi piccoli dolori.
Mai avrei immaginato che la mia vita potesse cambiare in questo modo. 
Questa monella riempie ogni giorno della mia vita. Dal risveglio con il suo “bungionno” al momento in cui si addormenta dicendo “bunotte mamma”.
Quest’anno festa sottotono, visto che capitava di domenica e poi il lunedì era giornata di rientro.
Pochi invitati, i nonni e gli zii. All’inizio come sempre si è intimorita, ma poi ha cominciato a distribuire a tutti i suoi splendidi sorrisi. 
Soprattutto quando ha capito che i regalini erano tutti per lei!!!!!!
E quest’anno siamo anche riusciti a soffiare sulla candelina! 




Buon compleanno Amore mio!

venerdì 3 agosto 2012

Nuovo ricamo 4 - Finalmente è finito.

Pensavo di finirlo prima. Ma ho avuto qualche imprevisto.
Anche se dall'ultimo aggiornamento si trattava solo di "colorare" è stato più difficile del previsto.
E poi anche il tempo per farlo non è proprio tantissimo.
La sera è sempre più difficile e ho dovuto approfittare della pausa pranzo, visto che Sofia è al mare con i nonni e io sono sola solissima....
Per sono soddisfatta del risultato.
E poi l'ho finito giusto in tempo, prima di partire per le vacanze!! Devo solo sciacquarlo un po' per togliere un po' di polvere e dargli un colpo di ferro da stiro!
Speriamo piaccia anche alla Monella!!!!


mercoledì 25 luglio 2012

Come ricominciare a vivere - Diario di una madre che non ha mollato di Jusy Iuliano


Quando pensi di essere solo al buio e non sai dove andare, allarga le braccia! Urterai chi ti è vicino e insieme con lui potrai riprendere il passo verso la luce

Non conosco ancora Jusy di persona, ma spero di conoscerla presto. Lei e la sua splendida Camilla, di cui vedo spesso le foto.
Ho letto il suo libro in pochissimo tempo. E quello che traspare è che Jusy è una donna forte, coraggiosa, innamorata e “disperatamente” mamma.

Nel suo libro racconta un brutto periodo della sua vita: una gravidanza difficile, due lutti familiari che l’hanno molto segnata, un parto doloroso, la perdita del lavoro… e i primi tempi post gravidanza difficili. Molto difficili.

Camilla ha pochi mesi più di Sofia e io ricordo benissimo i primi tempi a casa. L’invasione di parenti e amici quando invece avevi bisogno di stare da sola, consigli da parte di tutti, invadenze. I pianti inconsolabili e la mia inesperienza. E’ stata difficile per me. Immagino quanto possa esserlo stato per lei che soffriva per la scomparsa improvvisa del padre. E per una depressione post partum. Che è molto più frequente di quanto non si immagini.

Ma lei non ha mollato, ha reagito ed è andata avanti lottando con forza. Ha elaborato il suo lutto, ha cercato di dare un senso al suo dolore e grazie alla sua forza di volontà e all’amore per la figlia ha superato il periodo negativo, riprendendo le redini della sua vita.

Mi sono ritrovata molto in lei, soprattutto quando racconta dei primi mesi di vita con Camilla, delle sue preoccupazioni e di come ha cambiato il suo approccio alla crescita della bimba.
Jusy non ha la pretesa di essere una guida per le neo-mamme ma credo che molte dovrebbero leggere il capitolo sui “suggerimenti”.

Mi sono commossa leggendo alcuni capitoli. Pagine in cui lei mette a nudo sé stessa e racconta del suo dolore. Mi sono commossa maggiormente quando ho letto di un bavaglino ricevuto in regalo. Pur conoscendo già la storia mi sono commossa e ho pianto come una sciocca. Lei sa a cosa mi riferisco.

Credo che quando Camilla sarà grande e avrà la possibilità di leggere questo libro sarà sicuramente orgogliosa di avere una mamma forte come la sua.

venerdì 13 luglio 2012

Cupcakes!!


Martedì ho seguito un’altra lezione del corso di Pasticceria americana.
Dopo le torte  decorate: i cupcake!
I cupcake sono dei morbidi dolcetti gustati al naturale o molto più frequentemente decorati con creme al burro, creme al formaggio o congolose glasse.
Sono di origine americana, ma si stanno diffondendo anche qui in Italia. Devono il nome alla loro dimensione, infatti sono grandi proprio come una tazzina e sono l'ideale per accompagnare un buon thè durante una golosa merenda.
Oppure un’altra teoria è che devono il loro nome ai vari quantitativi necessari per l’impasto (ossia 1 cup di farina, 1 cup di burro, 1cup di zucchero).
Questi sono quelli che ho realizzato io durante la lezione, due per me, due per il maritino. Che da santo quale è, è venuto a prendermi alla fine del corso.



Per il maritino: 
1) cupcake alla vaniglia con farcitura dicrema al cioccolato e decorazione in pasta di zucchero. Dovrebbe essereSpiderman, ma non mi è venuto molto bene. Lui ha appena visto il film The Amazing Spider-Man ed è tornato a casa entusiasta!!
2) cupcake alla vaniglia con frosting di crema al cioccolatoe piccoli cuori di zucchero.

Per me: 
1) cupcake alla vaniglia con frosting di crema al limone, farfalla in zucchero e piccole perline.
2) potevo non dedicarmi una mucca? Giammai! Per cui cupcake al cioccolato con farcitura di crema al cioccolato e mucca in pasta di zucchero.

E’ stata come sempre una serata divertente. Non posso che ringraziare la fantastica Dalila di Cake Appeal.
E per vantarmi un po’: 


martedì 10 luglio 2012

Neve di primavera - Yukio Mishima


Come ho già detto altre volte… le mie amiche Satoko e Lelena mi hanno trascinato nel vortice della letteratura giapponese.
Sono stata catturata dai loro discorsi e da un mondo totalmente differente dal nostro.
Dopo aver letto “La Chiave” e “L’amore di uno sciocco” di Jun'ichirō Tanizaki mi hanno consigliato di leggere Yukio Mishima. Così ho cominciato “Neve di primavera

Prima di avvicinarmi al libro ho letto velocemente su Wikipedia un po’ di notizie sull’autore e ho scoperto che è  uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha spesso stroncato). 
Era un uomo ossessionato dalla morte. Basti pensare al suo suicidio in diretta televisiva nel 1970: si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi al ventre e facendosi poi decapitare. Insieme a lui si toglie la vita il suo più fidato amico e discepolo (o suo amante come sosteneva Marguerite Yourcenar), Masakatsu Morita.

Neve di primavera è il primo romanzo della tetralogia "Il mare della fertilità", di cui fanno parte anche "Cavalli in fuga", "Il tempio dell'alba" e "La decomposizione dell'angelo".  

Ufficialmente il protagonista del romanzo è Honda, ma in realtà risulta essere semplicemente lo spettatore narrante delle vicende di un altro personaggio primario: Kiyoaki Matsugae, giovane bellissimo e tremendamente complesso, combattuto nella scelta fra l'adorazione per se stesso e i sentimenti verso le altre persone. L'unica persona in grado di andare oltre la sua superficie e causargli un grande sconvolgimento interiore è Satoko, sua amica di infanzia.
All’inizio Kiyoaki nega a se stesso di provare qualcosa nei confronti della ragazza ed addirittura si sente sopraffatto dai suoi atteggiamenti, ma col passare del tempo non gli resta che ammettere di esserne perdutamente innamorato.
Però quando prende piena conoscenza dei propri sentimenti è troppo tardi. Satoko è stata promessa in sposa al figlio del Principe Tōin. Da lì comincia tra i due una travagliata storia di incontri furtivi e passionali che, tuttavia, sfocerà poi in tragedia.

Ho impiegato tantissimo tempo a leggere questo libro. Quasi due mesi. Anche se in mezzo sono capitati due libri della catene di Anobii.

Innanzitutto la difficoltà è stata la traduzione. Se la casa editrice Bompiani dovesse mai leggere questo mio post voglio dire che mi offro volontaria per rifare la traduzione! Non conosco il giapponese per cui non posso fare una vera e propria traduzione ma almeno un ringiovanimento dell’italiano è necessario!!!
Prometto che lo faccio senza stravolgere il romanzo!

Superato poi lo shock della traduzione sono stata catapultata nel complesso mondo giapponese. Pagine e pagine di pura estetica, mi si perdoni il termine di cosiddette “pippe mentali”, di descrizioni di ciliegi in fiore, di giardini coreografici. E poi ancora pagine di descrizione sui riti dell'aristocrazia, sull'educazione dei giovani giapponesi …
Confesso che più volte sono stata sul punto di abbandonarlo. Ma poi UNO: non ho mai abbandonato un libro; DUE: la mia amica Satoko (ora ho scoperto chi è!!!) mi aveva consigliato di andare oltre.

E siccome io vado sempre OLTRE (ma questi la capiranno in pochi!!) non mi sono lasciata prendere dallo sconforto ed ho insistito. E meno male!!!!

La seconda parte del libro mi ha letteralmente stregata. La storia si sviluppa, ha una trama coinvolgente. C’è passione, amore e sofferenza. C’è una storia d’amicizia che ce ne fossero di amici così…
Quando finalmente Kiyoaki si accorge di amare Satoko è troppo tardi. Ma il suo amore gli fa compiere quell’ultimo  viaggio verso la donna amata che però comprometterà la sua già cagionevole salute.
E io come una scemina alla fine mi sono commossa.  Non mi piace il personaggio di Kiyoaki. L’ho trovato infantile, arrogante ed egocentrico per buona parte del libro. Però alla fine ho avuto l’impressione che cambiasse per amore. E questa cosa mi ha commosso.
E’ vero che un libro quando lo leggi entra a far parte della tua vita. Sarà che l’ho finito in un periodo in cui sto facendo molte riflessioni personali sull’amicizia il personaggio che forse ho amato di più è stato Honda. Forte ed equilibrato. Amico devoto e  fedele. Forse più all’idea stessa di amicizia che all’amico. Ma per Kiyoaki è andato contro ai suoi stessi interessi e a proprio rischio e pericolo, senza mai rimpiangerlo un solo attimo. Mi ripeto… cene fossero di “amici” così…

Ora però ho bisogno di un libro leggero leggero. Ho bisogno di risate. Per questo ho appena iniziato "Ho il tuo numero" di Sophie Kinsella.

giovedì 28 giugno 2012

Nuova torta!

Per un po' ho messo da parte le torte causa il caldo e soprattutto causa dieta.
Oddio proprio dieta no... ma almeno cerchiamo di mantenerci.
Ma il sette giugno il piccolo Mattia ha compiuto un anno.
E io ho promesso ai suoi genitori una bella torta.

Mattia, come Sofia, ama Topolino. Per cui ecco qui la bellissima torta per Mattia




mercoledì 27 giugno 2012

Rallenta mamma

Rallenta mamma, non c’è bisogno di correre
rallenta mamma, qual è il problema?
rallenta mamma, concediti una tazza di caffè
rallenta mamma, vieni e stai un po’ con me.
... rallenta, mamma, mettiamoci gli stivali e andiamo a fare una passeggiata… raccogliamo le foglie, sorridiamo, ridiamo, parliamo.

Rallenta mamma, sembri così stanca,
vieni, accoccoliamoci sotto le coperte, riposa insieme a me.

Rallenta mamma, quei piatti sporchi possono aspettare,
rallenta mamma, dai divertiamoci – facciamo una torta!
rallenta mamma, lo so che lavori tanto
ma a volte, mamma, è bello quando semplicemente ti fermi per un po’.

Siediti con noi un minuto,
ascolta com’è andata la nostra giornata,
trascorri con noi qualche momento in allegria,
perché la nostra infanzia non rallenterà!
(R. Knight) 

giovedì 21 giugno 2012

Nuovo ricamo 3 - aggiornamenti

Ci siamo quasi... oramai l'animaletto è riconoscibilissimo!!
Sofia ha la fissa, sin da piccina, per l'ape Maia.

Allora su questo bel vestitino la mamma ha deciso di ricamare uno dei suoi cartoni preferiti.
Ecco come sta venendo.



E adesso un tocco di colore!!!

mercoledì 20 giugno 2012

W-W-W-Wednesdays! 5


Riprendiamo la rubrica. Queste le domande:

• What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

• What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)

• What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)


  • Che cosa stai leggendo? Neve di Primavera di  Yukio Mishima

Mi sono fatta prendere da un GDL "anarchico", ma non riesco proprio ad andare avanti. E il tempo di lettura diventa lungo.

La figura di Kiyoaki, personaggio ultrasensibile a causa di una raffinataquanto ingannevole educazione, si staglia in primo piano; Honda, l'amico, èinvece sordo al richiamo dei sentimenti e proteso esclusivamente verso la vitaattiva. Della nevrotica incertezza di Kiyoaki è vittima l'enigmatica esplendida Satoko, che spegnerà il suo amore disperato chiudendosi in clausura.altri personaggi complementari sono indispensabili per comprendere un Giapponedove retaggio storico, valore morale della tradizione, riti secolari, primatoreligioso svolgono una funzione determinante sulla sorte esistenziale delsingolo non meno che della comunità.


  • Cosa hai appena finito di leggere? Nessuno si salva da solo di Margareth Mazzantini
    Dovevo staccare da Mishima e complice una dimenticanza l'ho iniziato e finito in 4 giorni. Adoro questa scrittrice, ma questa volta mi ha deluso un po'. 

    Gaetano e Delia sono seduti al tavolo di un ristorante in una notte romana che fa da sfondo alla loro conversazione. Si stanno separando. Lui ha lasciato la loro casa per vivere in un residence. Non resta che sbrigare le ultime cose: sistemare i documenti da firmare, prendere gli ultimi effetti personali rimasti a casa, decidere come organizzarsi con i due figli. Cosa resta del loro amore? Cosa rimane dei dieci anni che hanno passato assieme? Delia non è più la donna anoressica che Gaetano ha conosciuto. Ha sconfitto – probabilmente – quel male che l’ha tormentata da giovane e vive in equilibrio tra passato e presente. Gaetano non è più il sognatore che Delia ha conosciuto: scrive per la tv, scrive non più per passione ma per denaro. Si conoscono alla perfezione. L’uno capisce i pensieri dell’altra prima che lei stessa li formuli. Da quanto tempo hanno smesso di amarsi? Quando è subentrata la nausea reciproca? Quando è giunto, subdolo, il disamore?... 
    Nessuno si salva da solo è la storia di due quarantenni che hanno deciso di separarsi. La stanchezza, la vita quotidiana, la noia, li hanno allontanati portandoli alla deriva. È un’analisi spietata delle relazioni umane. Nel lunghissimo flusso di coscienza che i due protagonisti – a turno – hanno ci sono i loro ricordi, i momenti belli della loro vita e della loro storia, la preoccupazione per i figli, per come cresceranno e per come potranno vivere la loro separazione e la fine del “mondo” felice a cui erano abituati. La Mazzantini scava nei meandri dell’animo umano. Tutti siamo passati attraverso delle separazioni laceranti, tutti possiamo riconoscere i sentimenti dei due protagonisti e sentirli come nostri. Eppure c’è qualcosa che non convince. C’è la consapevolezza, nell’autrice, di essere tremendamente brava, di sapersi destreggiare con maestria nel mondo delle parole. Troppe iperboli, troppe frasi ad effetto, troppa voglia di colpire il lettore e lasciare il segno. Tutto – ad un tratto – perde di naturalezza, diventa sintetico e impersonale, tutto sa di costruito ad arte. Manca l’ironia, manca il sarcasmo e quella dose di disincanto che ci resta tra le labbra, come retrogusto amaro, dopo una separazione. Manca la leggerezza e la naturale – e peraltro bellissima – imperfezione dell’animo umano. 

  • Quale sarà il prossimo libro che leggerai?  Il linguaggio segreto dei fiori di  Vanessa Diffenbaugh. E' una catena di Anobii. Il libro è stato già spedito. Sono in attesa, ma non mi fido mai molto delle Poste Italiane!

Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. 
I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce.
È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine.
Perché Victoria non ha avuto una vita facile.
Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra.
Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori.
E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita.
Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta.
L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

lunedì 18 giugno 2012

Penne gratinate con tonno, capperi e olive


Sabato culinario quello appena passato.
Il maritino mi ha deliziato preparando delle ottime melanzane arrostite. E io invece ho preparato un primo piatto nuovo. Una ricetta trovata in giro sul web e un po’ rielaborata: Penne gratinate con tonno, capperi e olive. 

Ingredienti 
- mezze penne
- 2 scatolette di tonno sott'olio
- un pungo di Capperi sotto sale
- un po’ di olive nere denocciolate
- 1 cipolla piccola
- 1 spicchio di aglio
- un po’ di origano e un po’  di prezzemolo
- Pangrattato, olio extravergine di oliva, sale, pepe qb

Preparazione
Scolare bene il tonno dall'olio di conservazione e spezzettarlo con una forchetta. Sciacquare accuratamente i capperi in acqua fredda corrente per privarli del sale e strizzarli bene. Tagliare grossolanamente le olive. Tritare finemente l'aglio, la cipolla l'origano e il prezzemolo.
Scaldare 3 cucchiai di olio in una casseruola, unire il trito preparato, farlo soffriggere e poi aggiungere il tonno, i capperi e le olive; regolare di sale e pepe, lasciar cuocere per qualche minuto, mescolando per fare insaporire gli ingredienti.
Preparare la pasta al dente e condirla con il sugo di tonno.
Ungere una pirofila con un cucchiaio di olio e versare la pasta; cospargere di pangrattato, condire con un cucchiaio di olio e lasciar gratinare sotto il grill del forno finché la superficie diventerà ben dorata.
Il risultato è stato sorprendente!


giovedì 14 giugno 2012

La mia orchidea

Il giorno dopo il nostro matrimonio, 1005 giorni fa, una delle nostre testimoni venne a casa e mi regalò una piantina di orchidee. Era bellissima.

Al ritorno dal viaggio di nozze però la piantina aveva perso  subito tutti i fiori.
Per mesi l'ho lasciata lì... sperando che resuscitasse, ma nulla.

Poi qualche tempo fa mi è capitato di seguire una trasmissione in cui si parlava di orchidee e la persona intervistata fu prodiga di consigli.

Così ho cercato di porre rimedio agli errori fatti.
UNO: ho cambiato subito il posto. L'ho messa sul davanzale della finestra, prende luce, ma non c'è il sole diretto.
DUE: ho tolto il coprivaso coprente. Ho scoperto che le radici hanno bisogno di luce e il coprivaso che avevo messo limitava la luce.
TRE: ho tagliato il gambo al "secondo nodo". Non chiedetemi perchè..l'ho visto fare in TV.
QUATTRO: ho cominciato ad innaffiarla meno spesso e per immersione. E con acqua tiepida.

Ed ecco il miracolo... dopo più di due anni l'orchidea è rifiorita. Ed io sono orgogliosissima del mio pollice verde!!!



lunedì 4 giugno 2012

Marmellata di fragole al microonde

Adoro le fragole e adoro la marmellata di fragole.
Non ho mai provato a fare la marmellata in casa perchè il procedimento mi sembrava lungo. E io non ho molto tempo a disposizione.

Chiacchierando un po' su Facebook Supermamma Angela mi ha suggerito di farla al microonde. La ricetta la trovate qui sul Blogfamily. (se non lo conoscete fatevi un giro!!!)
Per comodità riporto ingredienti e procedimento:


- 1kg di fragole
- 400 gr di zucchero di canna


Lavare le fragole, metterle in un contenitore di vetro e frullarle. Io l'ho fatto con il frullatore ad immersione.
Metterle 8 minuti nel microonde a livello 1000 watt.
Aggiungere lo zucchero di canna, mescolare bene e metterle altri 5 minuti in microonde alla stessa potenza.

Mettere la marmellata ottenuti in barattoli già sterilizzati, capovolgere e aspettare che si raffreddi tutto.

Giovedì sera l'ho preparata e ieri abbiamo fatto colazione tutti insieme.
Buona... davvero buona! Esperimento riuscito e sicuramente da ripetere!!!!




questo post partecipa al contest di Pan per focaccia:

"Cucina al microonde" con Lékué



lunedì 28 maggio 2012

Nuovo ricamo

Sempre per Sofia....

Sul vestitino bianco ci sarà un cartone che svolazza. E' tra i suoi preferiti!


mercoledì 23 maggio 2012

20 anni




Capaci di Scegliere, Capaci di Cambiare, Capaci di voler bene ancora a questo Paese, Capaci di Fare la Propria Parte, Capaci tutti i Giorni non solo Oggi.


Frase copiata dallo stato su Facebook di Marco Conidi


Fusilli alle zucchine


Volevo preparare qualcosa di nuovo e di buono per fare una sorpresa al maritino che tornava da una tre giorni massacrante. Anzi diciamo pure 5 giorni!!!

Ho dato un’occhiata all’ App per Iphone di Philadelphia e ho visto una ricetta davvero interessante: Fusilli alle zucchine:

Ecco gli ingredienti:
Philadelphia classico 2 panetti
Fusilli gr 160 (o anche di più se non siete a dieta!)
Zucchine 2
Pinoli 30 gr
Un po’ di basilico
Scalogni 2
Olio
Sale e pepe

Ecco il procedimento:
1. Tritate gli scalogni e fateli appassire a fuoco dolce con l’olio; unite i pinoli e fateli colorire un po’, quindi aggiungete anche le zucchine a rondelle e alzate il fuoco: salate e pepate e cuocete per pochi minuti, fino a che le zucchine risulteranno tenere.
2. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata; tenete da parte un mestolino di acqua di cottura, quindi scolate e rovesciate nel tegame con le zucchine.
3. Aggiungete metà del Philadelphia, l’acqua di cottura tenuta da parte e le foglie di basilico spezzettato: mescolate bene, infine distribuite nei piatti e completate con il resto del Philadelphia a dadini.

Ed ecco il risultato. Davvero ottimo. Il maritino è rimasto molto molto soddisfatto.


lunedì 14 maggio 2012

Silenzio stampa

immagine liberamente tratta dal web


SILENZIO STAMPA

Da oggi e almeno per tutta la settimana su un determinato argomento starò così.
Non ho più voglia di parlare, di far capire agli altri le mie ragioni. Non ho più voglia di combattere una guerra che non è mia.
Ancora una volta... aveva ragione il maritino. Devo farmi i fatti miei. E lo farò!

E nido sia!

Con il maritino abbiamo deciso che Sofia andrà al nido.
Non che ce ne sia la necessità, i nonni sono ben contenti di spupazzarsela ancora un anno, ma vogliamo che stia con gli altri bambini e giochi con "persone della sua età"!

Mi sono guardata un po' intorno, visitando le varie strutture e confrontando le "offerte formative" e i prezzi.
Ho dovuto purtroppo scartare il nido comunale.
Ce n'è uno, a detta di tutti davvero ottimo, vicinissimo a dove abitiamo, ma purtroppo lontano da dove lavoriamo io e il maritino. Si sarebbero creati un bel po' di problemi organizzativi sia durante l'inserimento, sia nel corso dell'anno quando sicuramente arriveranno le influenze e le "malattie tipiche della scuola"!
Nel quartiere dove lavoro e dove abitano i nonni non c'è nido comunale! Che culo!!!!

Quindi abbiamo cominciato a vedere i nidi privati. Dopo una prima scrematura ne sono rimasti in gara due.
Abbiamo valutato un po' e poi ci siamo decisi.
Quello che abbiamo scelto è praticamente di fronte all'ufficio dove lavoro. Ha una buona fama e mi è stato raccomandato da più di una persona.

Così io e il maritino abbiamo preso appuntamento per andare a visitarlo insieme. Mi ha fatto un po' impressione entrare in quella scuola, tutta colorata, piena di giochi e pensare che a settembre mia figlia andrà "a scuola" .... sembra ieri che avevo il pancione!!!

La struttura è davvero bella e ha un bel giardino dove i bimbi potranno stare quando il tempo lo permette.
Cominceremo l'inserimento il 3 settembre.

E io già da ora... mi commuovo!!!
Come arriverò a quel giorno???

lunedì 7 maggio 2012

mezzemaniche fresche ripiene


Era un po' che non mi divertivo a cucinare.
Lunedì scorso, stando a casa ho seguito un po' la trasmissione LA PROVA DEL CUOCO.
Tra le ricette proposte c'erano le Mezzemaniche con ripieno di ricotta e spinaci

Ecco la ricetta proposta da Antonella Clerici:
Per l'impasto:
300 gr di farina
3 uova

Per il ripieno:
300 gr ricotta
100 gr di formaggio grattuggiato
150 gr di spinaci cotti
1 uovo
2 cucchiai di olio evo
pangrattato q.b.
1 spicchio d'aglio

Per il condimento:
2 bicchieri di passata di pomodoro
1 cipolla fresca
pecorino a scaglie
mandorle tostate

Procedimento:
Preparare la pasta con la farina e le uova. Lasciar riposare un po' prima di setnderla.

Per preparare il ripieno: cuocere gli spinaci facendoli rosolare con uno spicchio d'aglio. Far evaporare tutta l'acqua e tritarli bene. Unire ricotta, formaggio, uovo e spinaci e lavorarli fino ad ottenere una crema omogenea.
se è troppo bagnata unire un po' di pan grattato.
stendere la pasta e ricavare varie strisce.
Con una tasca da pasticcere stendere il ripieno lungo ogni striscia. Arrotolarla fino a formare piccoli rotoli ripieni.
Tagliare in tanti piccoli tronchetti e infarinare leggermente.

Per il sugo: cuocere la cipolla con un po' d'olio e aggiungere la passata.

Cuocere le mezzemaniche e versarle direttamente nel sugo.
Dopo aver impiattato spolverare con scaglie di pecorino e mandorle.
Spolverare con pecorino e mandorle tostate.
Ecco il risultato:


Ed ecco le mie modifiche:
innanzitutto non ho usato due bicchieri di passata per fare il sugo come da ricetta, ma una bottiglia intera. Il maritino ama il sugo!
Poi confesso che non ho fatto la pasta. L'ho comprata al negozio di pasta fresca di fiducia. Non avrei mai avuto il tempo sabato di fare anche la pasta fresca. Sarà per la prossima volta.
Non ho spolverato con il pecorino, ma solo con le mandorle. Perchè??
Perchè me lo sono dimenticato!!!!

Il risultato visivo non era come quello visto in TV. Le mezzemaniche non erano precise come quelle presentate durante la trasmissione. In fase di cottura un po' di ripieno è fuoriuscito e non so se è normale oppure no.
Nell'insieme però era davvero molto molto buono. Da rifare assolutamente.

giovedì 3 maggio 2012

Diaz - don't clean up this blood


Domenica pomeriggio abbiamo lasciato Sofia dai nonni e siamo andati al cinema. Come due fidanzatini. Allo spettacolo delle 18.00.

Certo non abbiamo scelto un film leggero, ma avevo proprio voglia di vederlo. Siamo andati a vedere Diaz – Non pulite questo sangue.
Una sola parola: AGGHIACCIANTE.

Come spero sapete, il film racconta i fatti che accaddero a Genova nel 2001 durante il G8. Racconta in maniera cruda e sconvolgente quello che successe la notte del 21 luglio alla scuola Diaz quando la polizia assaltò la scuola, convinta di trovare chissà quanti Black block e chissà quali e quante armi.

Sono fatti che nessuno dovrebbe dimenticare mai.

Sono diverse le storie che vengono raccontate: quella del giornalista della Gazzetta di Bologna, Luca che decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo; quella di Alma, giovane anarchica tedesca che insieme a Marco, organizzatore del Social Forum, è alla ricerca dei dispersi. Quella di Anselmo, anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8 e che si reca alla Diaz solo per dormire. Nick manager francese che è a Genova per seguire un seminario. E poi Max , il vicequestore aggiunto.
Tutti si troveranno all'interno della scuola Diaz quando la polizia l’assalta e i destini di tutte queste persone e di molte altre, saranno uniti per i restanti tre giorni nei quali verranno trasferiti, scaraventati e torturati alla caserma-carcere di Bolzaneto.

93 persone furono arrestate quella notte, 93 persone che aspettano ancora giustizia.

Ho letto che in un primo momento si era pensato di vietare il film ai minori di 14 anni. Credo però sia un film che va visto e fatto vedere a tutti perché costituisce la memoria storica del nostro paese, perché permette ai giovani e meno giovani di capire quello che è successo.

Un film che mi ha lasciato senza fiato.
Sarà che sono stata a Genova esattamente 10 giorni dopo gli eventi raccontati ed erano ancora evidentissimi i segni della guerriglia urbana;  sarà che sono andata lì, fuori la scuola vicina con il pensiero a quei ragazzi, sono stata in Piazza Alimonda dove fu ucciso Carlo Giuliani, ma sono uscita con le lacrime agli occhi.

Adesso che sono mamma vedo le cose in maniera un po’ diversa.
Ho pensato che al posto di quei ragazzi un giorno potrebbe esserci mia figlia. E potrebbe trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e subire lo stesso trattamento di quei ragazzi che erano alla Diaz.
Se un giorno fra 15-16 anni mia figlia mi dicesse: “vado a … per dimostrare contro …” non potrei mai dirle di non andare. Non potrei mai vietare a mia figlia di dimostrare e protestare per quello in cui crede. E pensare che poi potrebbe succedere una cosa del genere mi fa star male.
Ovvio che ci si augura sempre che non accada più. Ma purtroppo gli insegnamenti degli eventi passati servono.

Una nota carina: tra gli interpreti il mio amico Suonatore MarcoConidi. La sua faccia burbera e seria mi ha fatto sorridere!

venerdì 27 aprile 2012

Il riflesso dell'anima di Leda Muraro


Grazie ad una catena di Anobii ho avuto l’opportunità di leggere “Il Riflesso dell’anima” opera prima di Leda Muraro.

*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

La storia è ambientata nel 1955. Lorenzo è un giovane ragazzo di campagna che grazie ad una borsa di studio corona il suo sogno di studiare medicina all'università.
E proprio durante gli anni universitari incontra Lena, bella studentessa appartenente ad una ricca famiglia da poco trasferitasi in Italia da Parigi, con la quale vive una bella storia di amicizia, che all’improvviso si trasforma in qualcosa di più.

Entrambi vogliono fuggire dalle rispettive realtà familiari: Lorenzo vuole fuggire da una vita misera e da un padre che sembra avere come unico scopo nella vita quello di spegnere tutte le speranze di Lorenzo di migliorare la propria vita;  Lena è una ragazza dal carattere allegro e sbarazzino, oppressa però dai doveri imposti dalla sua ricca famiglia. Non ultimo il matrimonio con un fidanzato di buona famiglia impostole dal padre.

Una sera all'improvviso succede qualcosa che rovina tutto. Lorenzo respinge Lena e la costringe ad una decisione che li allontanerà. Lena parte per Parigi, pronta a non tornare più.

Il giorno dopo Lorenzo si risveglia e si ritrova nel corpo di un vecchio e in un posto che non conosce. Ci sono due donne che lo chiamano  papà e che lui non riconosce. Si trova in una bella casa elegante, ma che non ricorda. Vuole fuggire da lì. Non sa cosa sia accaduto, si sente solo, smarrito e spaventato. Sa solo che deve trovare Lena e dirle tutto. Dirle quanto la ama e chiederle scusa per averla allontanata. 
Mi fermo qui con il racconto. 

Una bella storia.
Confesso che all’inizio non mi aveva preso molto. La storia d’amore di due ragazzi di ceto sociale differente è un tema già visto molte volte. E poi ho trovato la narrazione un po’ lenta.

Ma poi… il colpo di scena del risveglio di Lorenzo in un corpo da vecchio che non riconosce più nulla mi ha incollato al libro e l’ho terminato in niente! Un salto temporale di cinquant'anni... Mi sono sentita spiazzata perché non me l’aspettavo. 
E la storia d’amore fra Lorenzo e Lena che emerge dai ricordi sempre più precisi del protagonista diventa quasi commovente.

Mi è dispiaciuto non conoscere meglio Lena, che “da adulta” non c’è, se non nei ricordi di Lorenzo e delle figlie. Ma forse ci sarebbe voluto un altro romanzo.

Il finale è bello. Poco scontato. Credo sia per questo che mi è piaciuto di più.
Tra tutti i personaggi più o meno descritti bene una citazione a parte merita Sophie. La figlia minore di Lorenzo e Lena. E' la mia preferita... non solo per il nome! 

giovedì 26 aprile 2012

Progressi del Work in Progress 2

Oramai sono nel tunnel.
Non riesco a smettere.
Appena ho un attimo il mio pensieri corre lì. Ai miei girasoli.
Ora devo finirli. Non possono più aspettare.

Ecco i progressi del 25 aprile. Certo la foto nel rende. Però li adoro lo stesso


mercoledì 25 aprile 2012

W-W-W-Wednesdays! 4

Ancora libri. 
Sto leggendo tanto. E' un periodo i cui i libri mi prendono tanto. E anche grazie alle catene di Anobii, grazie alle quali ho la possibilità di leggere un sacco di libri senza spendere un patrimonio!

Le domande a cui rispondere sono sempre le stesse: 

• 
What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

• What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)

• What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)
• 1) Cosa stai leggendo? Ieri ho iniziato "Le canzoni sono angeli" E' il primo volume delle serie "Le Parole dell'amore", concorso letterario organizzato dalla Onlus CiaoLapo
L'ho comprato perchè una mia amica forumina è arrivata al terzo posto. Il suo racconto è stato pubblicato in questo libro. Bisogna essere forti. Molto forti. E lei è una gran donna. Le “Parole dell’Amore” parlano una lingua difficile, cui l’orecchio a stento si abitua.
Quando fuori-escono, fanno vibrare nell’aria emozioni spesso pesanti e dolorose, eppure vivissime. 
Così forti, da sembrare in-dicibili, così spaventose da risultare in-ascoltabili.
Se si è molto molto fortunati, o molto distratti, è sufficiente tapparsi bene le orecchie: così le “Parole dell’Amore” non ti colpiranno mai e rimbalzeranno via, lontano da mani chiuse, sguardi bassi e passi frettolosi che si allontanano.
A volte accade invece che le “Parole dell’Amore” comincino a germogliarti da dentro: solitamente accade dopo essere stati investiti in pieno petto dal dolore, così forte da sembrare in-dicibile, così spaventoso da sembrare in-ascoltabile.
Ed ecco che, giorno dopo giorno, dopo averci tolto tutte le altre parole, le “Parole dell’Amore” iniziano a farsi spazio, al di fuori dei cuori travolti, al di là delle braccia conserte, oltre le bocche rese mute.
Qualche volta, all’inizio, formano un grido, altre volte un solco perenne sulla fronte, o piegano le spalle in una postura schiva. 
Poi, un giorno, semplicemente succede: le “Parole dell’Amore”, dopo avere spaventato, ferito, addolorato, indisposto, isolato, ammutolito, germogliano in Amore.
Ed è allora che si liberano tutte intorno a noi, e trasformano vite in racconti e poesie.
“Le canzoni sono Angeli” è la prima raccolta di “Parole dell’Amore”, che dopo lungo peregrinare, hanno germogliato nel cuore di papà, mamme, zii e fratelli di bambini non troppo lontani, almeno non definitivamente.
Spero che la lettura di queste Parole, la loro condivisione, permetta ad altre parole, nascoste e soffocate in ciascuno dei nostri cuori, di uscire allo scoperto

2)  Cosa hai appena finito di leggere ? Due libri: Monsieur Ladoucette e il club dei cuori solitari di Julia Stuart e il Riflesso dell'anima dell'amica forumina Leda Muraro.
Monsieur Ladoucette. Troppo carino. Spassosissimo!
Un vento ostinato soffia su Amour-sur-Belle, un paesino incastonato nella splendida campagna del Périgord, un paesino così scialbo che persino gli inglesi si rifiutano di andarci a vivere. Qui il barbiere del villaggio, Guillaume Ladoucette, è costretta a chiudere bottega perché una significativa percentuale dei suoi clienti con l'avanzare dell'età è diventata calva, mentre il resto cerca disperatamente di mantenersi giovane sperimentando nuovi tagli dalla concorrenza. Così Guillaume decide di I avviare una nuova attività: un'agenzia per cuori solitari. Perché ad Amour-sur-Belle, nonostante il nome (di cui i trentatré abitanti residui ignorano l'origine) l'amore latita, mentre il tasso di litigiosità è pericolosamente alto: alcuni ostentatamente ignorano Denise Vergier perché sua nonna era collaborazionista; il proprietario del caffè si rifiuta di servire Madame Fournier, sospettata di aver avvelenato qualcuno con i funghi: E Madame Ladoucette e Madame Moreau si scambiano insulti da così tanto tempo che ormai sono diventati una forma di saluto. Nessuno si innamora a prima vista, sostiene Guillaume, l'amore è come un "cassoulet", ha bisogno di tempo e determinazione. Peccato che lui stesso non è ancora riuscito a dichiarare il suo amore a quella che - lui lo sa - è la sua anima gemella.


E poi Il Riflesso dell'anima. Opera prima dell'amica forumina Leda Muraro.

Era l’anno 1955. Lorenzo aveva appena 25 anni quella notte in cui tutto ebbe inizio. Ancora non sapeva che quella realtà, nella quale aveva appena compiuto un terribile sbaglio, stava per scomparire per sempre. Alla mattina nulla era più lo stesso. Non conosceva la casa nella quale si era svegliato, né il volto che vedeva riflesso allo specchio. Il volto di un vecchio.
Ancora non sapeva come fosse arrivato in quello strano posto, ma soprattutto non aveva idea di come poter tornare indietro



• 3 Quale sarà il prossimo libro che leggerai ? E' in arrivo il libro di un'altra catena di Anobii: Il profumo delle foglie di limone, romanzo di Clara Sánchez e poi ho appena acquistato usato Neve di primavera di Yukio Mishima. Devo ringraziare le mie amiche Satoko e Lelena che mi hanno coinvolto in questo filone giapponese!!!

venerdì 20 aprile 2012

La sicurezza stradale


Questa volta affronto un tema serio: la sicurezza stradale.
Ho la patente dal 1991. (oh mamma!!!!).
Non ho mai fatto un’incidente. Non ho mai provocato un incidente.
Ieri sera mentre tornavo a casa, mi è capitato di assistere ad un frontale tra un motorino con due ragazzi e una macchina.  Non so chi avesse ragione e chi torto. Sono passata quando era appena successo ed erano in attesa dell’ambulanza, perché uno dei due ragazzi si è fatto molto molto male.

Da quando è nata Sofia e sono tornata al lavoro, guido con molta più attenzione e prudenza di prima. La responsabilità di avere mia figlia a bordo la sento eccome!
Non riesco a rendermi conto di come si possa essere avventanti mentre si è alla guida.

Possibile che ci sia ancora qualcuno che mentre tutti sono fermi in fila al semaforo rosso, ti supera sfrecciando come un pazzo passando con il rosso proprio mentre c’è qualcuno che attraversa sulla strisce pedonali? 
E’ proprio di ieri la notizia di un ragazzino dodicenne che è stato investito a Roma all’uscita da scuola mentre attraversava la strada sulle strisce.

Possibile che io e mia figlia dobbiamo rischiare di fare un incidente solo perché c’è un imbecille che deve accarezzare il cane mentre guida? Ve lo giuro.
Qualche sera fa, mentre tornavamo a casa, per un vero e proprio miracolo. una macchina non ci è venuta addosso. E sapete perché? Il guidatore aveva sulla spalla un orribile chihuahua e con una mano guidava e con l’altra lo accarezzava. Ovvio che in curva non è riuscito a tenere la macchina e ha sbandato.

Possibile che ci siano ragazzini che sfrecciano sui motorino, superandoti a destra e a sinistra, senza casco e senza rispettare alcun segnale stradale. Eppure purtroppo di morti sulle strade se ne sentono tuti i giorni.

Oppure è possibile che ci siano ancora genitori che guidano le auto con i bimbi seduti in braccio???
Non è possibile, non è possibile essere così stupidi!

Spero di poter insegnare a mia figlia ad essere attenta e corretta alla guida. E soprattutto ad avere rispetto della sua vita e di quella degli altri. Spero davvero di riuscirci.
immagine liberamente tratta dal web