sabato 7 dicembre 2019

I libri di novembre


Quattro libri a Novembre è un gran bel risultato visti i mesi appena passati!!

1. Sorelle sbagliate di Alafair Burke
2. La memoria rende liberi di Liliana Segre
3. Come piante tra i sassi di Mariolina Venezia
4. Qualcosa di personale di James Patterson

Avevo voglia di un bel thriller e questo titolo mi ispirava tanto. Così da sola ho iniziato Sorelle sbagliate di Alafair Burke

Chloe è la più giovane delle sorelle Taylor, ma è sempre stata la più amata, forse perché nella sua vita tutto è sempre apparso sotto controllo. Invece Nicky… La scapestrata Nicky. Quella che ha sempre combinato tanti casini. Che ha sempre bevuto un po' troppo. Che ha sposato d'impulso il giovane avvocato Adam Macintosh e ha avuto un bambino, ma non sa essere né moglie né madre.
Oggi, Chloe e Nicky sono due perfette estranee. Nicky è rimasta a Cleveland, sola. Chloe lavora a New York in un importante giornale di moda. Ce l'ha fatta. Non solo: si è presa qualcosa che apparteneva a Nicky. È stato più forte di loro: lei e Adam si sono innamorati. D'altra parte Nicky, quella volta, l'aveva fatta grossa, e quando Adam ha visto il suo bambino in pericolo, ha deciso che era troppo.
Adesso Chloe e Adam sono sposati, e insieme stanno crescendo Ethan, il figlio che Nicky non ha saputo amare. Ma quando Adam viene trovato morto sul pavimento della loro casa di vacanza negli Hamptons, una serie di dubbi comincia ad affacciarsi nella vita di Chloe. Dubbi sul marito, che ultimamente era sempre più reticente a parlare del proprio lavoro. Dubbi sul figlio, che l'adolescenza ha decisamente messo in crisi. E perfino dubbi su se stessa. Perché la verità è molto più di quello che l'apparenza lascia credere. E la vita troppo spesso ci fa dimenticare le cose più vere.
Il nuovo grande thriller dell'autrice de La ragazza nel parco è semplicemente un vortice di sorprese, da cui non saprete staccarvi.

Più che un thriller può definirsi un vero e proprio legal thriller. Ambientata ai nostri giorni, la storia ti cattura e ti fa scorrere velocemente il libro. Consigliato!

Con le amiche del GDL abbiamo letto un libro di Liliana Segre: La memoria rende liberi.
Sull'onda dell'emozione del giorno della memoria abbiamo deciso di leggere questo libro scritto con Enrico Mentana

"Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere." Liliana

ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla. Dopo trent'anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. "Scegliere di raccontare è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea". Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d'eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l'adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all'amore del marito Alfredo e ai tre figli.

Un racconto toccante con un grande messaggio di speranza. Da leggere e far leggere ai  nostri figli, affinchè non dimentichino tutto quello che è successo. 

SOLO L'AMORE PUO' SALVARE

Il terzo libro è Come piante tra i sassi di Mariolina Venezia
Qualche tempo fa in TV è stata trasmessa una serie tv intitolata "Imma Tataranni - Sostituto Procuratore". Ho visto solo un paio di puntate delle 6 trasmesse, ma il personaggio mi ha molto colpito. Primo perchè ha il mio nome, poi perchè  è una donna forte, determinata e piena di risorse ma ha anche un lato dolce e ironico che solo di tanto in tanto lascia emergere. 
Incuriosita dal personaggio ho scoperto che questa serie è tratta dai libri di Mariolina Venezia. Quindi ho iniziato appunto dal primo. 

Simpatica o antipatica? Odiosa forse. Scomoda, spudorata, sorprendente. Come la verità, certe volte. È Imma Tataranni, sostituto procuratore a Matera. Anni 43, alta un metro e uno sputo, capelli crespi e gusti improbabili: dorato, serpentato. E tacco 12.
Se le signore bene, e sua suocera, la guardano a muso stretto, lei non si dà pensiero. Ma se qualcosa non va la vuole raddrizzare. Scarsa in fantasia e in colpi di genio, punta sulla memoria, facendo tremare i potenti e perseguitando i furbi e i cretini.
In una Basilicata arcaica sotto la sua patina di modernità, il caso di un ragazzo morto accoltellato si allarga - per Imma e il bell'appuntato Calogiuri - come la smagliatura di una calza, riportando alla luce un passato sepolto che scombussola le carte del presente.

Per quel che ho visto la serie tv è molto rimaneggiata, è più energica, macchiettistica per così dire. Non c'è molto di questo nel romanzo o, perlomeno, non è così evidente. Onestamente in alcuni momenti ho fatto un po' di fatica a continuare la lettura, ma la fatica viene comunque ricompensata. Mi sa che leggerò anche il secondo!!!


Ultimo libro del mese è Qualcosa di personale di James Patterson.
Patterson mi paice molto come scrittore e quando ho scoperto che a settembre era uscito un altro libro non ho esitato a leggerlo. 

Per Alex Cross, i casi più difficili sono sempre quelli che coinvolgono le persone a lui care. Dopo più di

trent'anni, Cross torna a Starksville, la sua città natale nel North Carolina. Ma quella che dovrebbe essere una vacanza si trasforma in un incubo. Suo cugino Stefan è coinvolto in un crimine terribile: insegnante di educazione fisica, è accusato di aver seviziato e ucciso uno studente, Rashawn Turnbull. Lui si proclama innocente, ma le prove sono schiaccianti. A peggiorare le cose si aggiunge la dichiarazione di un'altra studentessa di Stefan, che lo accusa di stupro. Mentre cerca di dimostrare l'innocenza di suo cugino in una città ancora molto ostile ai neri, dove tutte le autorità sembrano essere corrotte, Cross scopre un segreto di famiglia che lo costringe a mettere in discussione ogni sua convinzione. Inseguendo il fantasma di una persona che credeva morta ormai da tempo, il detective rimane coinvolto in un caso per il quale la polizia sembra non trovare soluzione: un'orribile serie di omicidi nell'alta società locale. Dovrà quindi seguire le tracce di un brutale assassino, cercando allo stesso tempo la verità sul proprio passato, ma le risposte potrebbero essere drammatiche...

Alex Cross è il protagonista di altri romanzi. Come accade in precedenti thriller di Patterson, vi sono anche altre storie parallele al filone narrativo principale.
Il romanzo è scritto con la consueta bravura: l'autore migliora di romanzo in romanzo.
E' un racconto curato nei  minimi particolari che dimostra una profonda conoscenza delle questioni legali e processuali.
Alla crudeltà e alla rudezza del crimine si affianca la delicatezza e la dolcezza delle vicende familiari del protagonista. Vi consiglio vivamente di leggerlo.



sabato 9 novembre 2019

I libri di ottobre

Anche ottobre dal punto di vista delle letture è stato un mese davvero scarso. Stesso numero di libri letti il mese scorso, ma decisamente meglio!

1. Avviso ai naviganti di Annie Proulx
2. Riparare i viventi di Maylis de Kerangal

Letti entrambi con le amiche del GDL il primo è Avviso ai naviganti di Annie Proulx.

Quoyle vive a Brooklyn, sbarca il lunario facendo il giornalista, ha una moglie e due figlie. Una vita come tante, tra piccole gioie e grandi frustrazioni: finché, un giorno, viene licenziato dal quotidiano per cui lavora e, tornato a casa, trova ad attenderlo la babysitter con un messaggio da parte di sua moglie: ha deciso di abbandonarlo definitivamente per fuggire con un amante. Si ritrova così da solo, senza soldi e con due figlie da mantenere. Chiunque, davanti a due catastrofi di questa portata, si lascerebbe andare, tanto più se, come Quoyle, ha sempre vissuto di piccoli e grandi compromessi. E invece accade l’inverosimile. Ribellandosi a un destino che sembrerebbe già scritto, e facendo appello a un coraggio che ignorava di avere, prende il primo traghetto per Terranova insieme alle figlie e a un'attempata zia e va a stabilirsi in un villaggio coperto di neve quasi tutto l’anno, ai confini del mondo. Un luogo aspro ed estremo, permeato da legami antichissimi e oscure superstizioni, che si trasforma nell’ultima occasione per ritrovarsi, e impossessarsi, forse per la prima volta, della sua vita.

Non ci si può dimenticare di Quoyle: non è bello, non è divertente, non è fico, non è simpatico, non ha nulla per cui gli altri lo considerino. Dopo il terribile lutto che vive, decide di lasciare tutto e trasferirsi a Terranova, l'isola dei suoi antenati, un posto dove mai avrebbe pensato di andare, lui che odia l'acqua. E da Terranova inizia il cambiamento....
La grande dote di questo libro è la sua semplicità. Le emozioni che si vivono sono un po' le nostre: dolore, senso di famiglia, senso di appartenenza ad un luogo. In fondo ognuno di noi è un po' Quoyle.
Un libro che consiglio davvero. Ci sarà un motivo per cui l'autrice ha vinto Premio Pulitzer e National Book Award nello stesso anno? 

L'altro libro letto questo mese è: Riparare i viventi di Maylis de Kerangal

Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre
big 
wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo. Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.

Confesso che sono molto sensibile sull'argomento. E lo sono ancora da più da quando sono diventata madre. Ed è stato difficile non identificarsi nella madre di Simon, nel suo strazio indicibile della morte di un figlio, della scelta che quella morte comporta.
E' un libro che mi ha colpito molto e che è rimasto nei miei pensieri.

NON SI SCEGLIE DI DONARE, NON SI SCEGLIE DI RICEVERE



sabato 5 ottobre 2019

I libri di settembre

La ripresa della scuola e delle varie attività extrascolastiche ha ridotto drasticamente i miei ritmi di lettura. Dopo lunghi mesi di tranquillità scanditi solo dai centri estivi e dalle vacanze, riprendere il ritmo è stato difficile. Per cui il mese di settembre vede solo due libri… di cui uno abbandonato a poco meno della metà!!!

1. Ninfa dormiente di Ilaria Tuti
2. Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh 


Colpita dal personaggio di Teresa Battaglia ho voluto subito leggere l'altro libro di Ilaria Tuti Ninfa dormiente

Li chiamano "cold case", e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. 
Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno.
Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.

Purtroppo deludente. Bellissima la descrizione dei personaggi, Teresa Battaglia in primis. Bello l'approfondimento delle loro storie e delle dinamiche che li legano, ma la storia fa acqua!!
Sarei tentata di leggere anche l'altro della stessa autrice per conoscere meglio Teresa, ma decisamente leggerò altro!


Ecco … forse avrei fatto meglio a rimanere sulla Tuti! Con le amiche del GDL ho iniziato e diciamo la verità MAI terminato Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh

Esilarante e stranamente tenero, l’esperimento di “ibernazione” narcotica di una giovane donna

aiutata e incoraggiata da una delle peggiori psichiatre della storia. New York, all’alba del nuovo millennio. La protagonista gode di molti privilegi, almeno in apparenza. È giovane, magra, carina, da 
poco laureata alla Columbia e vive, grazie a un’eredità, in un appartamento nell’Upper East Side di Manhattan. Ma c’è qualcosa che le manca, c’è un vuoto nella sua vita che non è semplicemente legato alla prematura perdita dei genitori o al modo in cui la tratta il fidanzato che lavora a Wall Street. Afflitta, decide di lasciare il lavoro in una galleria d’arte e di imbottirsi di farmaci per riposare il più possibile. Si convince che la soluzione sia dormire un anno di fila per non provare alcun sentimento e forse guarire. Tra flashback di film anni ’80 – Mickey Rourke in 9 settimane e ½ e Whoopi Goldberg –, dialoghi surreali e spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero si può sfuggire al dolore, mettendo a nudo il lato più oscuro e incomprensibile dell’umanità.

Cosa ci sia esilarante e tenero io non l'ho mica capito!! Per quanto l'autrice si sforzi di risultare sarcastica e surreale nei temi trattati (farmacodipendenza, estraniamento dal sé, apatia, rifiuto della socialità), il risultato è davvero scarso. Non è un testo comico né un testo drammatico. Lasciato a metà! Meglio iniziare subito qualcosa di diverso. 

Ve ne parlerò ad ottobre!


sabato 14 settembre 2019

I libri di agosto


Il mese delle vacanze è il mese in cui di solito leggo di più. Ma quest'anno le vacanze sono state poche. Troppo poche.
Sofia e il papino sono andati in vacanza da soli all'inizio del mese e io sono rimasta in città a lavorare. Ne ho approfittato per leggere nelle lunghe serate di "casa silenziosa"... Ma non sono riuscita a mantenere la media degli altri anni.
Questi i libri di agosto.

1. Ogni riferimento è puramente casuale di Antonio Manzini
2. L'alienista di Caleb Carr
3. Un aereo senza di lei di Michel Bussi
4. Una vita come tante di Hanya Yanagihara
5. L'estate che conobbi il Che di Luigi Garlando
6. Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti


Il primo è stato Ogni riferimento è puramente casuale di Antonio Manzini. L'ho iniziato con tanta curiosità. Da innamorata pera di Schiavone ho iniziato questo libro con tanta voglia ma... Manzini è davvero straordinario quando scrive di Schiavone e delle sue indagini, mentre in questa versione lo trovo molto meno incisivo.

Antonio Manzini ritorna, dopo Sull’orlo del precipizio, alla satira del mondo della comunicazione e dell’editoria. Ironia spietata nel dipingere una realtà che a tratti diventa amara e squallida, oppure davvero spassosa. Dal rito delle presentazioni, alle campagne comunicative, dall’ossessione della prima pagina, alla ricerca della benevolenza del critico, dalla concorrenza tra editori, alle abitudini degli uffici stampa, all’incubo dei manoscritti, questi racconti sono tutti scritti con un sarcasmo al limite del grottesco.

Per me è un NO. Non mi è piaciuto e mi spiace davvero tanto. Aspetterò con ansia la prossima avventura di Rocco!


Per riprendermi mi sono fiondata su un thriller psicologico"sicuro": L'alienista di Caleb Carr.

NEW YORK 1896. Il reporter John Schuyler Moore riceve la chiamata inaspettata di Laszlo Kreizler – psicologo e “alienista” –, un suo amico di vecchio corso. Il dottore lo prega di raggiungerlo al più presto per assistere al ritrovamento di un cadavere. Il corpo è stato orrendamente mutilato e poi abbandonato nelle vicinanze di un ponte ancora in costruzione. La vista di quel macabro spettacolo fa nascere nei due amici un proposito ambizioso: è possibile creare il profilo psicologico di un assassino basandosi sui dettagli dei suoi delitti? In un’epoca in cui la società considera i criminali geneticamente predisposti, il giornalista e il dottore dovranno fare i conti con poliziotti corrotti, gangster senza scrupoli e varia umanità. Scopriranno, a loro spese, che cercare di infilarsi nella mente contorta di un assassino può significare trovarsi di fronte all’orrore di un passato mai cancellato. Un passato pronto a tornare a galla di nuovo, per uccidere ancora.

Bello bello! Belli i personaggi, bella la storia scritta in modo affascinante. Un libro che ti rapisce. A volte viene voglia di saltare delle righe per leggere il passaggio successivo

Con le amiche del GDL ho letto Un aereo senza di lei di Michel Bussi

Francia, 1980. In una notte di dicembre, appena prima di Natale, un aereo diretto a Parigi da Istanbul
si schianta contro il Mont Terrible, nel Giura. Fra i rottami viene ritrovata una bambina di tre mesi, sbalzata fuori al momento della collisione. È l'unica sopravvissuta, ma a bordo le neonate erano due: si tratta di Lyse-Rose o di Emilie? Due famiglie - una ricca e potente di industriali, l'altra povera 
sfortunata di ristoratori ambulanti - si fanno a pezzi per anni perché venga riconosciuta loro la paternità di quella che viene soprannominata dalla stampa francese la "Libellula", in un'epoca in cui il test del DNA non esiste ancora. La prima sentenza dà sorprendentemente ragione ai più poveri, ma i ricchi non si danno per vinti e assoldano un eccentrico investigatore che per diciotto anni cerca la verità. E quando finalmente la trova, la consegna in segreto nelle mani della ragazza ormai maggiorenne. Subito dopo, viene ritrovato cadavere nel suo studio. E lei scompare. Dai quartieri parigini a Dieppe, da Marne-la- Vallée al Giura, il lettore viene trascinato in una corsa affannosa e ricca di continui colpi di scena, fino all'incredibile finale. Quanto peso ha il destino in questa vicenda? Oppure qualcuno, fino dall'inizio, manovra tutti i protagonisti di questo dramma? Un aereo senza di lei è un thriller la cui trama è basata sulle false apparenze e sulla manipolazione del lettore, che fino alla fine si interroga sulla vera identità della neonata.

Dopo Ninfee nere ci piaceva leggere altro di Bussi. Lo stile è semplice e pulito, ci sono dei validi colpi di scena e i personaggi sono ben delineati ma secondo me mancano i "geni creativi" che hanno caratterizzato invece Ninfee Nere. Un bel libro, ma non memorabile.


Il prossimo libro meriterebbe un post tutto suo, e prima o poi lo farò. Uno dei libri più belli mai letti. Scovato leggendo un gruppo Facebook non mi sono lasciata intimorire dalla mole e ho letto e finito in pochissimo  tempo Una vita come tante di Hanya Yanagihara

Vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, Una vita come tante è un
libro avvincente e ipnotico che ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa. «Quante volte capita che un romanzo sia inquietante fino alle lacrime eppure così rivelatorio della gentilezza della natura umana da farvi sentire in uno stato di grazia? La seconda stupefacente opera di Hanya Yanagihara scandaglia a fondo le vite intime dei suoi personaggi e il lettore non solo ne prende a cuore il destino ma ha l’impressione di viverle in prima persona. Le sue pagine sono piene di dolore, ma ovunque emerge l’infinita capacità dell’uomo di resistere e di amare» (The San Francisco Chronicle).
L’uscita di questo imponente romanzo ha suscitato un sentimento quasi unanime di stupore. Il repertorio dei commenti descrive nella maggior parte dei casi una qualità particolare del libro, ossia la capacità di far scaturire una passione trascinante per i suoi personaggi e la loro storia, di far trascorrere il tempo come fosse in accelerazione, di donare la sensazione, ormai desueta, che la lettura di un romanzo possa impadronirsi delle nostre vite. 

«Non capita spesso di leggere un romanzo di queste dimensioni e di pensare “vorrei che fosse più lungo”» (Times)

«Totalmente coinvolgente, meravigliosamente romantico, a volte straziante, mi ha tenuto sveglio fino a tarda notte, una sera dopo l’altra» (Edmund White). 

Sembrano considerazioni ingenue, o furbescamente commerciali, ma le fonti di certo non lo sono. Si potrebbe dire che il romanzo di Hanya Yanagihara è una favola, e ciò spiegherebbe alcune delle reazioni che ha provocato. Una grande favola contemporanea, a tratti di malinconica dolcezza, spesso crudele ed efferata.
In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all’inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudeltà umana e del potere taumaturgico dell’amicizia. Come accade di rado, da una inconsueta immaginazione narrativa si è distillato un oggetto singolare: un romanzo classico e al tempo stesso modernissimo, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente umanità.

Ho adorato questo libro. Dopo un inizio difficile in cui ho incontrato serie difficoltà a leggere soprattutto ad inquadrare i personaggi, da un certo punto in poi è stato un crescendo. Jude, JB, Malcolm e Willem mi sono entrati nel cuore e finirlo e lasciarli andare è stata dura. E' un libro che consiglio davvero. Non lasciatevi spaventare dalla mole. E' bellissimo!


Qualche ano fa ho letto Per questo mi chiamo Giovanni. Un libro bello e delicato che ha come sottofondo la storia di Falcone. Quando ho "incontrato" L'estate che conobbi il Che di Luigi Garlando non me lo sono lasciato scappare.

È l'estate del 2014. I Mondiali di calcio sono appena cominciati, e Cesare sta per festeggiare il suo dodicesimo compleanno nella villa in cui vive con il padre, amministratore delegato di un'azienda di arredamento, la madre, medico chirurgo di fama, e la sorella, che studia economia e fa la fashion blogger. Oltre la collina abita il nonno, a cui il papà non parla più, ma che per Cesare è una colonna.
Solida come i mobili che nascono dalle sue mani e che fanno di lui "il più abile poeta del legno apparso sulla terra, dopo San Giuseppe". Quando il nonno non si presenta alla festa, Cesare ha un brutto presentimento, così inforca la bici e corre a cercarlo a casa. Appena in tempo per vederlo trasportato su un'ambulanza. Sconvolto, Cesare nota, un attimo prima che lo portino via, il tatuaggio che il nonno ha sulla spalla. Chi è l'uomo con la barba? Qualche giorno dopo, scopre che quel volto non appartiene a Gesù, come aveva pensato in un primo momento, ma a un tale Ernesto Che Guevara. Ed è solo l'inizio. Tesa ed emozionante come un finale di partita, la vita straordinaria del Che raccontata da un nonno a suo nipote col passo incalzante della scrittura di Luigi Garlando. Un romanzo che intreccia una storia attuale, dell'Italia nella crisi economica, all'avventura rivoluzionaria del combattente argentino e alla sua caparbia ed eroica ricerca di un mondo più giusto per tutti.

E' sicuramente un libro per ragazzi scritto in modo semplice e a volte divertente. I libri di Garlando sono avvincenti e mai noiosi pur raccontando fatti di vita vera a volte non piacevoli. Spero un giorno di riuscire a farli leggere a mia figlia, che al momento ha altri interessi!


Il mese di agosto si chiude con  Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti. Avevo letto su una rivista specializzata dell'uscita del romanzo d'esordio di questa scrittrice italiana e mi sono incuriosita. 

Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze

d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.



Nonostante alcune descrizioni risultino troppo lunghe e ripetitive, non mi è dispiaciuto. Abituata a "seri thriller psicologici" come quelli di Cabb questo sicuramente non può essere collocato tra i thriller: non ne ha le caratteristiche.
Interessante è il personaggio del commissario Battaglia, donna dai metodi rudi con problemi di memoria, ma molto amata dai suoi. Potrebbe essere interessante seguirne l'evoluzione...



sabato 17 agosto 2019

I libri di luglio

Periodo di insonnia. Vuoi per il caldo, vuoi per un po' di preoccupazioni in questo mese di luglio ho dormito davvero poco. In compenso ho letto tanto, complice anche qualche viaggio in treno Firenze-Napoli-Firenze. Questi i libri letti nel mese di luglio:

1. L'amore finchè resta di Giulio Perrone
2. Il crogiuolo di Arthur Miller
3. Il morso della reclusa di Fred Vargas
4. Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone
5. Il sigillo del cielo di Glenn Cooper
6. Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno
7. L’annusatrice di libri di Desy Icardi

Il primo libro di questo mese è L'amore finchè resta di Giulio Perrone. Non è un libro da GDL, così l'ho letto da sola. Ne avevo sentito parlare bene, per questo ho deciso di leggerlo. Carina la storia, scorre veloce, ma nulla di più.

Quartiere Parioli. Tommaso è in mezzo alla strada, una valigia fatta alla bell'e meglio, l'immancabile abbonamento per la Roma in tasca e nient'altro. Ha quarant'anni e non avrebbe mai pensato di trovarsi improvvisamente senza moglie, casa e lavoro. La vita che Tommaso ha attentamente costruito negli anni, in equilibrio su un lavoro poco impegnativo e poco redditizio (psicoterapeuta per un ristretto numero di scombinati pazienti) e sulla rendita elargita dai facoltosi suoceri, crolla nei pochi minuti in cui sua moglie Lucrezia liquida il loro matrimonio come un completo fallimento. Adesso si ritrova solo, schiacciato da quello che ha fatto, ma soprattutto da quello che non ha fatto. Costretto a tornare ad abitare a casa della madre, in un quartiere popolare, inseguito dai creditori, Tommaso prova a reinventarsi in un saliscendi di equivoci, opportunità mancate e idee geniali non coltivate fino all'ultima, incredibile idea.


Con le amiche del GDL abbiamo letto Il crogiuolo di Arthur Miller.
Dramma in 4 atti, è un testo più politico che letterario; sfrutta il processo alle streghe di Salem per criticare la politica del sospetto e della paura sorta con la Guerra Fredda, e il maccartismo da spionaggio per pivelli in cui in ogni individuo, all’infuori di sé, vedeva nell’altro un nemico, una spia russa, una strega.
Il Crogiuolo ci insegna ad aprire gli occhi per vedere dove si nasconde il male. Abigail Williams è una giovane crudele e vendicativa. La sua perversione scatena il processo e la serie di morti che ne conseguiranno, ma la sua persona rimarrà agli occhi di tutti, quella di una fanciulla pia vittima della magia nera di vecchie streghe. A redimere Salem è John Proctor: la consapevolezza di essere la causa di quel massacro, portano il suo personaggio a sacrificarsi per espiare il peccato dell’intera Salem. Con la sua morte, si smaschera Abigail e il suo piano, riabilitando il nome delle vittime, e salvando la vita di sua moglie, Elizabeth, che Abigail aveva accusato di stregoneria.



Contemporaneamente ho letto l'ultimo libro di Fred Vargas con il commissario Adamsberg: Il morso della reclusa.

Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d'accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

Mi mancherà. Mi mancherà il mio spalatore di nuvole, il mio adorato Jean-Baptiste, sognatore e disordinato.
Se non l'avete ancora letto, ve lo consiglio. Di tutto cuore.


Dopo Vargas volevo un libro veloce e fresco. Mi sono buttata su Lorenzo Marone, "carta conosciuta" come si dice dalle mie parti. Ho letto "Tutto sarà perfetto".

La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c'è di mezzo la famiglia. Fotografo quarantenne, single e ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero, comandante di navi a riposo, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due bambine e un evidente problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire e a lasciare il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l'inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di mangiare dolci e fritti imposto da Marina è solo uno dei molti che vengono infranti. Tallonato da Cane pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre che si rifiuta di farsi trattare da infermo e che continua a sorprenderlo con richieste imprevedibili, Andrea sbarca a Procida e ritorna dopo anni tra le persone e i luoghi dell'infanzia, sulla spiaggia nera che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d'amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine. E proprio in mezzo a quei contrasti, in quell'imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre e dal brontolio familiare della vecchia Dyane della madre, Andrea trova finalmente il suo equilibrio.

Tutto ha un perchè nella vita. E questo libro è capitato proprio in un momento in cui avevo bisogno di "recuperare" delle idee, E' difficile spiegare il sentimento che mi ha provocato. La malattia del papà del protagonista, così vicina alla malattia di mio papà mi ha smosso il cuore e il cervello. Era proprio il momento giusto per leggerlo. Nulla succede per caso...


Grazie a mio marito Enrico ho scoperto un bellissimo personaggio: Cal Donovan, insegnante di
Storia della religione e di Archeologia presso la Harvard Divinity School, con un debole per l’alcol, viene spesso chiamato dal Papa per occuparsi di indagini tanto delicate quanto non ufficiali.
Ho letto Il Sigillo del cielo di Glenn Cooper. Questo libro fa parte del cosiddetto genere "Vatican thriller" ed è l'ultimo di una quadrilogia:
1. Il segno della croce
2. Il debito
3. I figli di Dio
4. Il sigillo del cielo

Mosul, 1095. Daniel Basidi è un uomo di fede. Eppure teme che stavolta il Signore abbia caricato un fardello troppo grande sulle sue spalle. Per anni ha cercato di mettere il suo dono al servizio degli altri. Ma quest’ultima rivelazione, terribile e sublime, non può essere condivisa con nessuno, perché è troppo pericolosa. Daniel deve portarla con sé nella tomba. Iraq, 1989. Hiram Donovan è un uomo di scienza. Eppure, quando tocca quella pietra sepolta nella sabbia, si sente come pervadere da una corrente elettrica. E ha paura. Infrangendo la legge e i suoi stessi principi morali, Hiram sottrae l’oggetto dallo scavo e lo spedisce alla moglie, in America. Sarà l’ultima cosa che farà prima di morire. New York, oggi. Cal Donovan è un uomo d’azione. Eppure, non appena riceve la notizia che sua madre è stata uccisa, si sente crollare la terra sotto i piedi. All’apparenza sembrerebbe un furto andato male, se non fosse che in casa non manca nulla. I presunti ladri hanno messo a soqquadro ogni stanza, senza prendere né gioielli, né quadri, né contanti. Che cosa cercassero, Cal lo scopre dopo qualche giorno, in una scatola da scarpe nascosta in fondo a un armadio. Un pacco ancora sigillato che suo padre aveva mandato dall’Iraq trent’anni prima. All’interno, c’è l’ossessione che ha tormentato avventurieri e imperatori, il segreto per cui hanno dato la vita santi e ciarlatani, la minaccia che deve restare sepolta, per il bene del mondo. E ora tocca a Cal proteggerla. A ogni costo.

Secondo l'autore esiste quindi la possibilità di evocare gli angeli grazie all'uso di un oggetto capace di riflettere la luce, un medium particolarmente dotato e la conoscenza delle giuste formule. Ma è molto bravo a non oltrepassare mai il confine dell’inverosimile e a riportarci alla realtà di un mondo che conosciamo bene, dopo averci condotto in quello che non conosciamo.


La mia passione per il cucito è ben nota. Quindi quando ho visto questo libro mi sono innamorata del titolo e della copertina: Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno.

C’è stato un tempo in cui non esistevano le boutique di prêt-à-porter e tantomeno le grandi catene di moda a basso prezzo, e ogni famiglia che ne avesse la possibilità faceva cucire abiti e biancheria da una sarta: a lei era spesso dedicata una stanza della casa, nella quale si prendevano misure, si imbastivano orli, si disegnavano modelli ma soprattutto – nel silenzio del cucito – si sussurravano segreti e speranze.
A narrarci la storia di questo romanzo è proprio una sartina a giornata nata a fine Ottocento, una ragazza di umilissime origini che apprende da sola a leggere e ama le opere di Puccini ma più di tutto sogna di avere una macchina da cucire: prodigiosa invenzione capace di garantire l’autonomia economica a chi la possiede, lucente simbolo di progresso e libertà. Cucendo, la sartina ascolta le storie di chi la circonda e impara a conoscere donne molto diverse: la marchesina Ester, che va a cavallo e studia la meccanica e il greco antico; miss Lily Rose, giornalista americana che nel corsetto nasconde segreti; le sorelle Provera con i loro scandalosi tessuti parigini; donna Licinia Delsorbo, centenaria decisa a tutto per difendere la purezza del suo sangue; Assuntina, la bimba selvatica... Pur in questa società rigidamente divisa per classe e censo, anche per la sartina giungerà il momento di uscire dall’ombra e farsi strada nel mondo, con la sola forza dell’intelligenza e delle sue sapienti mani.
Narrare della sartina di allora significa parlare delle donne di oggi e dei grandi sogni che per tutte dovrebbero diventare invece diritti: alla libertà, al lavoro, alla felicità.

Bianca Pitzorno è conosciuta soprattutto come autrice di romanzi per ragazzi, ma in questo libro con delicatezza  vengono trattati moltissimi temi e tutte le storie che compongono la trama hanno il respiro della vita vera, niente sembra inventato.

Il mese di luglio si chiude con un libro che ha un titolo meraviglioso: L’annusatrice di libri di Desy Icardi.
Chi non ha mai preso un libro nuovo in mano e ne ha annusato il profumo dei fogli appena stampati? O un libro vecchio che profuma di "letto"? Desy, la protagonista addirittura legge con l'olfatto!

Torino, 1957. Adelina ha quattordici anni e vive con la zia Amalia, una ricca vedova, parsimoniosa fino all’eccesso, che le dedica distratte attenzioni. Tra i banchi di scuola, la ragazza viene trattata come lo zimbello della classe: alla sua età, infatti, non è in grado di ricordare le lezioni e ha difficoltà a leggere. Il reverendo Kelley, suo severo professore, decide allora di affiancarle nello studio la brillante compagna Luisella. Se Adelina comincerà ad andare meglio a scuola, però, non sarà merito dell’aiuto dell’amica ma di un dono straordinario di cui sembra essere dotata: la capacità di leggere con l’olfatto. Questo talento, che la ragazza sperimenta tra le pagine di polverosi volumi di biblioteca, rappresenta tuttavia anche una minaccia: il padre di Luisella, un affascinante notaio implicato in traffici non sempre chiari, tenterà di servirsi di lei per decifrare il celebre manoscritto Voynich, “il codice più misterioso al mondo”, scritto in una lingua incomprensibile e mai decifrato. Se l’avidità del notaio rischierà di mettere a repentaglio la vita di Adelina, l’esperienza vissuta le lascerà il piacere insaziabile per i libri e la lettura.
In un appassionante gioco di rimandi letterari, il romanzo di Desy Icardi racconta dell’amore per i libri attraverso la storia di una lettrice speciale. Intrecciando le vicende della zia Amalia, tra modisterie e palchi del varietà negli anni Trenta, a quelle di Adelina, che arriveranno a sfiorare il mondo dei segreti alchemici, L’annusatrice di libri ci consegna una commedia avvincente e paradigmatica sul valore dei libri sviluppata con briosa ironia e grande garbo. 

La trama è originale e ben strutturata; è una avvincente che si snoda tra il passato ed il presente. Sono i capitoli finali che mi hanno lasciato l'amaro in bocca. Ma non vi dico nulla!






 

sabato 10 agosto 2019

I libri di giugno

Il mese di giugno è stato negativo dal punto di vista della lettura. Solo un libro e mezzo.

Mezzo perchè il libro del GDL di questo mese l'ho abbandonato. Pesante, brutto, lento e a tratti incomprensibile. Ho resistito fino al 30% del kindle poi ho preferito lasciar andare e non perdere tempo. Come dice la mia amica Lele c'è troppo in giro di bello da leggere e non possiamo perdere tempo con i libri che non ci piacciono!!! E poi.. questo mese è uscito l'ultimo libro di Maurizio De Giovanni. L'epilogo della storia del commissario Ricciardi!

1. L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers
2. Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni

L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers è il libro che ho abbandonato.

Questo è un libro molto particolare che narra una storia vera, nella quale si intrufola una buona dose di fiction. All'età di 22 anni Eggers rimane orfano. Dave si ritrova non solo orfano ma anche 'madre single' del fratello Cristopher di 8 anni, affidatogli dai fratelli. Dave e il fratello si trasferiscono a Berkeley dove vivono insieme in un caos fatto di cibi in scatola scaduti e attrezzi sportivi sparsi per la casa. Nei primi anni '90 Dave fonda la divertentissima (e molto hip) rivista 'Might', che diventa subito una specie di Bibbia di tendenza per i giovani di S. Francisco.

Avrei dovuto farlo sin dalla premessa ma mi sono lasciata tentare perchè volevo capire fin dove poteva arrivare l'autore. Avevo letto ottime recensioni, ma forse non è proprio il mio genere!!!


E quindi sono passata a leggere Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni.

Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

«La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore.»

Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato.

Credo che De Giovanni abbia fatto bene a concludere la serie e abbandonare un personaggio così particolare, prima di fargli perdere tutto il suo fascino e il suo mistero. Durante la lettura ho cercato di assaporare in ogni pagina, senza chiedermi “come” sarebbe stato l’addio. Non racconterò nulla della trama, però posso dire che trovare finalmente Ricciardi sposato con Enrica in dolce attesa è stato un momento che mi ha regalato gioia vera.
Però ... quanto ci mancherà Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malomonte?


 

sabato 3 agosto 2019

I libri di maggio

Ci sono stati un po' di cambiamenti in questo mese e il tempo per leggere è drasticamente diminuito. Non ho più la mia mezz'ora dopo pranzo e nel pomeriggio ho sempre un bel po' di cose da recuperare. Perciò questo mese ho letto solo 4 libri, di cui due per il nostro GDL.

1. Chiamate la levatrice di Jennifer Worth
2. Terre rare di Sandro Veronesi
3. L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup
4. Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng

Con le amiche del gruppo di lettura ho letto Chiamate la levatrice di Jennifer Worth.

La cronaca, quasi un diario, delle giornate di una levatrice nell'East Side di Londra inizi anni Cinquanta. Con lei si entra nella realtà delle Docklands, vite proletarie che sembrano immagini della plebe ottocentesca più che cittadini lavoratori del democratico Novecento. Si entra in questa desolazione impensabile con una voglia di verità quotidiana raramente riscontrabile in un libro, ma anche con una rispettosa allegria, con la sicura fiducia che quel mondo stia per finire, senza rimpianti, grazie ai radicali cambiamenti apportati dal Sistema sanitario nazionale appena nato. Come poi fu, almeno fino ad oggi. La fresca verve di Jennifer Worth, nel trattare una materia così cruda, crea una formula ingegnosa (e di grande successo sia letterario che come fiction televisiva). L'eroismo quotidiano di interventi clinici spesso drammatici, si mescola alla denuncia sociale, alla fiamma inestinguibile dei sentimenti umani, e alla ricchissima quantità di storie e ritratti. Accanto a questi, la galleria, tenera, nobile e a tratti comica, delle giovani levatrici e delle suore del convento di Nonnatus House, da cui le ragazze dipendevano professionalmente e dove abitavano. Su questa testimonianza aleggia un lieve "effetto Dickens" con un tocco di innocente gaiezza, che però non nasconde un monito evidente a favore delle politiche sociali solidaristiche, a non smantellare, per la scarsa memoria del passato, gli strumenti che hanno permesso di diffondere dignità umana.

E' un libro molto bello: sia per quello che racconta sia per il modo in cui viene raccontato. Mi è piaciuto molto. Per scrivere questo libro l'autrice si è ispirata alle proprie esperienze come infermiera e levatrice negli anni '50. È Jennifer protagonista e voce narrante. Ho scoperto che da questo libro è stata tratta una serie TV e ci sono altri due libri successivi. Prima o poi li leggerò!!


Dopo aver letto tanti anni fa Caos Calmo, convinta da un amico lettore ho scelto di leggere il seguito: Terre rare di Sandro Veronesi.

Nel giro di ventiquattr’ore un uomo perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa. Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità. Alla fine di Caos calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in Terre rare. 

Confesso che Caos Calmo mi è piaciuto molto di più. Una storia poco credibile, molto incasinata e che non mi ha preso più di tanto! Ecco.. diciamo che non è un libro che consiglierei!!!

Per riprendermi ho scelto un bel giallo, di quelli che ti tengono incollata alle pagine: L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup.

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi - infantili, incompleti, deformi - lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.

Questo libro è tutto fuorché un romanzo banale: si ha sempre la sensazione che ci sfugga qualcosa, che stiamo imboccando la strada che il killer ha sempre voluto che prendessimo; ha una forza narrativa magnetica, il tipo di romanzo che porta a dire “ancora un capitolo” anche se sono le due di notte e la mattina dopo ti devi alzare presto!!!

Ho finito il mese di maggio leggendo con le amiche del GDL Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng.

1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole - dall'ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All'inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio... e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l'intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.

Shaker Heights in Ohio è abitata da una comunità che ha regolamentato ogni aspetto della vita. In questo mondo perfetto arrivano una mamma e sua figlia a sconvolgere gli equilibri. Protagoniste assolute sono due madri, totalmente diverse ma che a modo loro amano i propri figli.
Una frase mi ha colpito: “A volte bisogna bruciare tutto e ricominciare da capo. Dopo un incendio il terreno diventa più ricco e possono crescere cose nuove. Anche le persone sono fatte così. Ricominciano da capo”.
E' un romanzo denso di tematiche e composto da una storia intricata quanto tremendamente interessante, che non può essere letto in due ore. Il romanzo di Celeste Ng ha bisogno di tempo per comprendere appieno la sua potenza e riflettere su quanto si è appena letto, per questo consiglio di non affrettarsi nella lettura e godersi appieno la storia creata con così tanta cura dall'autrice.


nuovo ricamo

Benvenuta piccola Emma!!! Ora che sei nata posso pubblicare questo piccolo pensiero per la tua nonna.


venerdì 12 luglio 2019

Notti di note

12 luglio 1985 - Mostra d'Oltremare




Sono passati 34 anni da quella sera. E oggi come allora è sempre amore.
Una passione di una vita... forse un po' cambiata, un po' cresciuta. Sicuramente cresciuta con lui. 

Non ho più il tempo e forse nemmeno la voglia di correre in su e giù come facevo un tempo. Le priorità oggi sono diverse ma resta comunque una grande passione.

Sono cambiata da allora. E anche lui è cambiato. E' cambiata la sua musica. 
C'è stato un grandissimo periodo, quello di Oltre, che credo non possa più ritornare.

Canzoni come Tamburi lontani, Signora delle ore scure, Mille giorni di me e di te e tutte le altre sono capolavori che difficilmente possono essere superate.

Io però, come 34 anni fa, sono felice di ascoltarlo e di vederlo dal vivo.
Vedere visi e volti degli amici oggi come negli anni passati mi fa sentire bene. Mi fa sentire viva.

E nonostante tutto "salto sulla vita" con lui ricordando che scusate il gioco il parole "la vita è adesso"!!!

giovedì 11 luglio 2019

Finalmente FINITO!


16 gennaio 2018 - 18 maggio 2019 

1, 33 anni

16 mesi

69,57 settimane 

487 giorni

11.687 ore 

701.220 minuti

42.073.200 secondi


Quanto mi piacciono questi conti!!! Questo riportato è il tempo impiegato per finire il mio ultimo ricamo. Le ortensie sono finalmente finite.

Sono particolarmente orgogliosa di me. E' stata davvero dura soprattutto alla fine perchè il tempo a disposizione è diminuito drasticamente a causa di un bel po' di cambiamenti che ci sono stati nella mia vita!

Ecco il risultato:



E ora sono di nuovo al lavoro... prima di intraprendere un nuovo quadro fiorito ci sono due piccoli regalini da fare!!! 


giovedì 16 maggio 2019

Quasi alla fine

Ultimamente il tempo per ricamare la sera sta drasticamente diminuendo. Non so perchè, ma ho mille cose da fare e non sempre riesco a prendere l'ago in mano.
Nonostante tutto però il ricamo prosegue. E ci siamo quasi. Manca davvero poco per terminarlo. Vorrei finirlo in fretto per vari motivi. Il primo è che il corniciaio è vicino alla scuola di inglese di Sofia e mi verrebbe comodo portarlo ad incorniciare. Il secondo è che ... prima di iniziare il prossimo quadro fiorato, mi aspettano due lavori per due bebè in arrivo!!!!!


sabato 11 maggio 2019

I libri di aprile

Settelibri nel mese di aprile. Alcuni da sola, alcuni con le mie amiche del GDL.

I libri letti ad aprile sono:

1. Cometa sull'Annapurna di Simone Moro
2. Tempi glaciali di Fred Vargas
3. Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore
4. Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol
5. La gabbia dorata di Camilla Läckberg
6. La segretaria di Renée Knight
7. Il mio cane del Klondike di Romana Petri

Per il nostro 31^ GDL abbiamo letto tutte insieme: Cometa sull'Annapurna di Simone Moro. Non è la prima volta che leggiamo un libro "di montagna". E' un argomento che ci affascina molto.

Simone Moro è un alpinista d’alta quota. In questo libro, il primo che scrive, vuole raccontare la spedizione sull’Annapurna del 1997 che è costata la vita ai suoi due compagni di cordata e che lo ha visto miracolosamente sopravvissuto alla valanga che ha ucciso gli altri e che lo ha fatto precipitare per 800 metri. E così parte dalla sua infanzia e cerca di spiegare come mai ha fatto della montagna il suo mestiere, perché scalare è la sua vita e che cosa significa per lui raggiungere la vetta. Ci racconta le sue esperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande, indimenticabile amicizia con Anatolij Bukreev, il grande alpinista kazako morto sull’Annapurna. Perché erano lì in pieno inverno? Come mai avevano deciso di affrontare quella parete in una stagione così ostile? Quale era il loro obiettivo? Simone racconta, descrive, spiega. Ci fa sentire il freddo e la stanchezza e poi la solitudine e la disperazione della sua discesa dopo la valanga, con le mani ferite e inutilizzabili, i tendini recisi, e la sensazione di non farcela. Ma il vero dolore Simone lo prova quando non può più sperare nella salvezza dei suoi due compagni. Il suo racconto è però un inno alla montagna e a quell’amico che sarà sempre vivo nel suo cuore.

Per staccare dall'atmosfera montanara ho chiamato il mio amico Adamsberg. L'ho già detto che adoro il commissario? Da sola ho letto Tempi glaciali di Fred Vargas. Li sto centellinando i libri della Vargas con il commissario Adamsberg. Ne leggo uno ogni tanto, quando ho voglia di incontrare un vecchio amico.

Una caccia ai fantasmi tra demoni e strane leggende. Dai ghiacci d'Islanda alla Rivoluzione francese. Il nuovo caso per il commissario Adamsberg e la più stravagante armata dell'Anticrimine parigina. Si è mobilitata tutta l'Anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi sul caso dei due apparenti suicidi. Il coltissimo capitano Danglard, grande estimatore di vino bianco, l'energica Violette Retancourt, lo specialistica in pesci d'acqua dolce Voisenet. Ma soprattutto lo svagato, irresistibile, "spalatore di nuvole", il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Tutto inizia col ritrovamento di due corpi e la scoperta di uno strano simbolo scarabocchiato accanto a ciascuno di essi. Ma come sempre accade nelle storie di Fred Vargas, questo non è che l'avvio di una avventura che finirà per snodarsi in mezza Europa tra una balzana setta di adepti della Rivoluzione francese e una gita in Islanda finita in tragedia.

Il terzo libro che ho letto è Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore. Se non l'avete fatto vi consiglio di leggere, sempre dello stesso autore Aglio, olio e assassino. Un libro carinissimo.
Come quest'ultimo del resto. Pino Imperatore è una sicurezza. Mi fa sentire a casa. Leggere il suo libro è come essere a Napoli, con le sue descrizioni e le sue storie mi sento meno lontana...

A Villa Roccaromana, una delle dimore marine più affascinanti di Posillipo, si festeggia il novantesimo compleanno della baronessa Elena De Flavis, la cui nobiltà d’animo è riconosciuta in tutta Napoli. L’ispettore Gianni Scapece, tra gli invitati insieme al commissario Carlo Improta, si gode la serata e la conoscenza di Naomi, incantevole nipote della padrona di casa. Tutto scorre con piacevolezza finché qualcuno decide di mettere in scena il finimondo: proprio quando un tenore attacca a cantare Nessun dorma, molti dei presenti iniziano a perdere i sensi, uno dopo l’altro. Nella gran confusione che segue, la baronessa scompare insieme al suo maggiordomo cingalese Kiribaba. Un rapimento? Un suicidio? Un tragico incidente? Il mistero prende una brutta piega quando Scapece e Improta incontrano i tre figli della baronessa, per nulla sconvolti dall’accaduto e interessati piuttosto alla spartizione dell’eredità. È l’inizio di una complicata indagine tra i rancori, le gelosie e le meschinità che a volte distruggono i legami familiari; ma per fortuna l’ispettore e il commissario saranno spalleggiati da un’altra famiglia, quella dei Vitiello e della trattoria Parthenope, fonte inesauribile di buonumore e di trovate geniali. In un susseguirsi di colpi di scena ed episodi esilaranti, Pino Imperatore ci conduce in una vicenda emblematica di ciò che può diventare la vita: una delizia, se trascorsa con chi amiamo e facendo del bene al prossimo, o un inferno, se ci lasciamo avvelenare dal denaro e dall’egoismo.

La mia amica Elena mi aveva consigliato di leggere Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol. Era nella mia wish list da tempo. Quindi, siccome lei raramente sbaglia un libro, l'ho cominciato.

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo mondo. E a lasciare che gli cambiasse la vita. Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.

Una storia bella e dolce. Tutti dovrebbero leggerlo e capire quanto c'è dietro un bimbo con la sindrome di Down, dietro alla sua famiglia. Tutti dovremmo imparare qualcosa leggendo questo libro.

Mi piace molto la scrittrice svedese Camilla Läckberg. Ho letto tutti i suoi libri. Ad aprile è usicto il suo ultimo romanzo: La gabbia dorata. Non potevo lasciarmelo sfuggire.

Faye sembra avere tutto. Un marito perfetto, una figlia adorabile e un lussuoso appartamento nel quartiere più elegante di Stoccolma. Ma, al di là della superficie scintillante, è una donna tormentata dai ricordi legati al suo oscuro passato a Fjällbacka, una donna che sempre più si sente prigioniera di una gabbia dorata. Un tempo era forte e ambiziosa. Poi è arrivato Jack, il marito, e lei ha rinunciato alla sua vita. Jack non è un uomo fedele, però, e quando Faye lo scopre, il suo mondo va in pezzi. Non le resta più niente, è distrutta. Fino al momento in cui decide di passare al contrattacco e di vendicarsi in modo raffinato e crudele... Faye non è certo la prima donna al mondo a essere stata umiliata dal marito, trattata come una stupida e costretta a lasciare il posto a una più giovane e piacente. Ma per lei è arrivato il momento di dire basta: «Unite siamo forti, non ci rassegneremo mai più al silenzio.»

Secondo me non è classificabile tra i suoi migliori. Se potete leggetevi i primi libri di questa autrice, decisamente meglio! Uno che mi è piaciuto molto è "Tempesta di neve e profumo di mandorle".

Mi sono trovata tra le mail una recensione di un libro che mi ispirava tanto: La segretaria di Renée Knight. La recensione era fantastica, e presa da un peirodo di insonnia l'ho letto in un paio di notti (in bianco!!)

Christine Butcher. È la tua segretaria, o personal assistant come si dice oggi. Ti fidi di lei. Da più di dieci anni accompagna le tue febbrili giornate in ufficio, controlla la tua agenda, e forse conosce anche te, la bella, famosa Mina Appleton, meglio di quanto tu stessa ti conosca. Caffè fino a mezzogiorno, tè nel pomeriggio, e dopo le sei nient'altro che whisky: la tua segretaria non sbaglia mai. Come faresti senza di lei? Christine è insostituibile: in questi anni, mentre prendevi in mano la guida del tuo impero di supermercati eliminando per sempre tuo padre, lei era lì. Qualche passo dietro di te, silenziosa come un topo, attenta a notare ogni cosa. Ogni segreto sussurrato, ogni informazione scambiata, ogni sguardo carico di significati. Tu le sei grata, davvero.
Eppure, ogni tanto, ti si affaccia nella mente un pensiero. Fin dove arriva la lealtà di Christine Butcher? Quale prezzo ha la sua dedizione? Fino a che punto ognuno dei tuoi sporchi segreti sarà al sicuro con lei?

Perché forse, senza volerlo, in tutti questi anni non hai capito chi è davvero la tua segretaria. Forse l'hai sottovalutata. E adesso… sei pronta ad affrontare Christine Butcher?

Le notti in bianco non sono mai buone. Questo libro mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Per anni sono stata segretaria di una persona. Come Christine sono stata più una "tuttofare indispensabile" che una "semplice" segretaria. Che cosa spinge le persone a fare quello che ha fatto lei? Avrei potuto essere al suo posto. Per un po' mi sono trovata nelle sue stesse condizioni, ma ho avuto la forza e la volontà di lasciare tutto, prima di farmi coinvolgere troppo.

Elena (cosa leggerei senza di lei??) mi ha consigliato anche un altro libro: Il mio cane del Klondike di Romana Petri.

Lei è una giovane insegnante alle prese con un lavoro precario, lui uno di quei cani portati a casa per compiacere un bambino subito dopo il rientro dalle vacanze e poi, l'anno successivo, buttato in strada con un collare d'acciaio che nel frattempo si è fatto un po' stretto. In una afosa giornata di settembre, una di quelle che aspettano una pioggia già in ritardo, i due si incontrano. Osac, il cane, è riverso a terra contro il marciapiede, più morto che vivo. Lei, la donna, sta per salire in macchina, ma quando lo nota, si ferma e decide di prenderlo con sé. Il loro incontro sembra scritto nel destino, ma Osac non è un cane come gli altri. Ingombrante, indisciplinato, scontroso e selvatico, è senza mezze misure e sembra arrivare direttamente dal selvaggio Klondike. Non è, tuttavia, un cane da slitta. È uno di quei cani indomabili che vivono sempre fuggiaschi, che sentono il «richiamo della foresta» e faticano a lasciarsi addomesticare. Il terrore dell'abbandono si è riversato nei suoi occhi, dandogli un'aria forsennata, infernale. Un animale primitivo che non riesce ad accettare interferenze nel rapporto esclusivo e assoluto che instaura con la sua salvatrice, amata in modo morboso, senza riserve. Fino a quando la notizia di una gravidanza inaspettata stravolgerà, nuovamente, la sua vita. Dopo aver dato voce alla figura del padre ne "Le serenate del Ciclone", Romana Petri torna a raccontarsi attraverso gli occhi di un altro «gigante» buono: il selvaggio Osac, un cane che, con la sua furia ribelle, sembra uscito da un libro di Jack London.

Non so dove Elena trovi dei romanzi così interessanti. Deve avere anche lei una buona rete di "spacciatori di libri"!!! Se avete o avete avuto un cane non potete non leggere questo libro. Osac diventerà, nonostante tutto, il vostro migliore amico. Vi sembrerà di averlo in casa con voi. Di vederlo ovunque e di sentirlo ululare nella notte. E, alla fine, sentirete davvero la sua mancanza.

Ora sto leggendo altri due libri: Chiamate la levatrice di Jennifer Worth per il nostro 32esimo GDL e poi Terre rare di Sandro Veronesi. Dovrebbe essere il seguito di Caos calmo, un libro che mi piacque molto, regalo di un caro amico.