giovedì 3 maggio 2012

Diaz - don't clean up this blood


Domenica pomeriggio abbiamo lasciato Sofia dai nonni e siamo andati al cinema. Come due fidanzatini. Allo spettacolo delle 18.00.

Certo non abbiamo scelto un film leggero, ma avevo proprio voglia di vederlo. Siamo andati a vedere Diaz – Non pulite questo sangue.
Una sola parola: AGGHIACCIANTE.

Come spero sapete, il film racconta i fatti che accaddero a Genova nel 2001 durante il G8. Racconta in maniera cruda e sconvolgente quello che successe la notte del 21 luglio alla scuola Diaz quando la polizia assaltò la scuola, convinta di trovare chissà quanti Black block e chissà quali e quante armi.

Sono fatti che nessuno dovrebbe dimenticare mai.

Sono diverse le storie che vengono raccontate: quella del giornalista della Gazzetta di Bologna, Luca che decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo; quella di Alma, giovane anarchica tedesca che insieme a Marco, organizzatore del Social Forum, è alla ricerca dei dispersi. Quella di Anselmo, anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8 e che si reca alla Diaz solo per dormire. Nick manager francese che è a Genova per seguire un seminario. E poi Max , il vicequestore aggiunto.
Tutti si troveranno all'interno della scuola Diaz quando la polizia l’assalta e i destini di tutte queste persone e di molte altre, saranno uniti per i restanti tre giorni nei quali verranno trasferiti, scaraventati e torturati alla caserma-carcere di Bolzaneto.

93 persone furono arrestate quella notte, 93 persone che aspettano ancora giustizia.

Ho letto che in un primo momento si era pensato di vietare il film ai minori di 14 anni. Credo però sia un film che va visto e fatto vedere a tutti perché costituisce la memoria storica del nostro paese, perché permette ai giovani e meno giovani di capire quello che è successo.

Un film che mi ha lasciato senza fiato.
Sarà che sono stata a Genova esattamente 10 giorni dopo gli eventi raccontati ed erano ancora evidentissimi i segni della guerriglia urbana;  sarà che sono andata lì, fuori la scuola vicina con il pensiero a quei ragazzi, sono stata in Piazza Alimonda dove fu ucciso Carlo Giuliani, ma sono uscita con le lacrime agli occhi.

Adesso che sono mamma vedo le cose in maniera un po’ diversa.
Ho pensato che al posto di quei ragazzi un giorno potrebbe esserci mia figlia. E potrebbe trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e subire lo stesso trattamento di quei ragazzi che erano alla Diaz.
Se un giorno fra 15-16 anni mia figlia mi dicesse: “vado a … per dimostrare contro …” non potrei mai dirle di non andare. Non potrei mai vietare a mia figlia di dimostrare e protestare per quello in cui crede. E pensare che poi potrebbe succedere una cosa del genere mi fa star male.
Ovvio che ci si augura sempre che non accada più. Ma purtroppo gli insegnamenti degli eventi passati servono.

Una nota carina: tra gli interpreti il mio amico Suonatore MarcoConidi. La sua faccia burbera e seria mi ha fatto sorridere!

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