sabato 8 febbraio 2020

I libri di gennaio

Quest'anno ho come impegno quello di superare i libri letti l'anno scorso. Il mese di Gennaio comincia benissimo!

1) I leoni di Sicilia di Stefania Auci 
2) L'anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo
3) Veleno di Pablo Trincia
4) Ah l'amore l'amore di Antonio Manzini
5) La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante


L'anno comincia bene, con un libro davvero bello: I leoni di Sicilia di Stefania Auci

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione... E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri - il marsala - viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno - sott'olio e in lattina - ne rilancia il consumo in tutta Europa... In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l'espansione dei Florio, ma l'orgoglio si stempera nell'invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell'ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e - sebbene non lo possano ammettere - hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto - compreso l'amore - per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Un libro bello, una storia scritta con una prosa scorrevole e avvincente. Forse all'inizio è un po' lento ma poi il ritmo cresce e la storia si fa più intrigante.  L'ho letto tutto d'un fiato, non riuscivo a staccarmene e quando l'ho finito, mi è dispiaciuto perchè avrei voluto continuarne la lettura.


Consigliata di un amico di cui, in tema di letture e non solo mi fido molto ho letto L'anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo.

Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte
mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d'improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.

Bello, sembra quasi una storia vera: l'amore che cresce, l'amicizia che si scopre piano piano. Il potere dei bambini sugli adulti. Spesso mi sono commossa. Un libro originale, una storia tenera che tocca il cuore.  

 Con le amiche del GDL questo mese ho letto Veleno di Pablo Trincia.

Alla fine degli anni Novanta, in due paesi della Bassa Modenese separati da una manciata di chilometri di campi, cascine e banchi di nebbia, sedici bambini vengono tolti alle loro famiglie e trasferiti in località protette. I genitori sono sospettati di appartenere a una setta di pedofili satanisti che compie rituali notturni nei cimiteri sotto la guida di un prete molto conosciuto nella zona. Sono gli stessi bambini che narrano a psicologi e assistenti sociali veri e propri racconti dell'orrore. La rete dei mostri che descrivono pare sterminata, e coinvolge padri, madri, fratelli, zii, conoscenti. Solo che non ci sono testimoni adulti. Nessuno ha mai visto né sentito nulla. Possibile che in quell'angolo di Emilia viga un'omertà tanto profonda da risultare inscalfibile? Quando la realtà dei fatti emergerà sotto una luce nuova, spaventosa almeno quanto la precedente, per molti sarà ormai troppo tardi. Ma qualcuno, forse, avrà una nuova occasione. Nota: niente di quello che è scritto in questo libro è stato in alcun modo romanzato dall'autore.

Quanto dolore. Che racconto assurdo e straziante. E' incredibile che al giorno d'oggi possano succedere queste cose. Il libro è  una vera e propria indagine giornalistica che conduce attraverso le indagini senza fare confusione e, soprattutto, offrendo diversi spunti di riflessione. 

Appena ho scoperto che era stata pubblicata una nuova indagine del Vicequestore Rocco Schiavone... mi sono fiondata!!! Il quarto libro del mese è Ah l'amore l'amore di Antonio Manzini

Una nuova indagine per Rocco Schiavone costretto ad indagare da un letto di un ospedale per un caso
di malasanità. E intanto il vicequestore ha quasi cinquant'anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra. E immancabilmente un’ombra, di quell'oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.

Io amo Rocco Schiavone. Adoro i suoi modi burberi. Non mi stanco mai di leggere le sue storie e Manzini ha il grande pregio di non annoiare mai!!
 

Se il mese si era aperto bene, chiude decisamente male! Ho pensato di dare una nuova occasione ad una scrittrice (o scrittore???) osannata da tutti ma che a me non appassiona. Ho letto  La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante.

Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per ritrovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell’infanzia, oscilla tra due Napoli consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s’è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando ora inerpicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposta e senza scampo.
L'estratto

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell'appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

Dopo la quadrilogia de L'Amica geniale, che ho trovato terribile, ho deciso di dare alla Ferrante un'altra possibilità! Ma questo libro... tremendo! Lungo, lento, noioso, difficile da riassumere. Pieno di personaggi divisi tra benestanti della "Napoli alta" e persone più umili della "bassa". Alla fine della storia nessun personaggio mi è rimasto impresso. L'ho finito solo per curiosità, per capire fino a dove poteva arrivare. 

Spero che il primo libro di febbraio, iniziato con le amiche del GDL sia meglio!! 



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