sabato 1 agosto 2020

I libri di Luglio

Nonostante un mese un po' travagliato ...4 libri all'attivo!!!

1) La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell
2) L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks
3) Vicarìa: Un'educazione napoletana di Vladimiro Bottone
4) Il condominio di James Graham Ballard 
 
Su consiglio della mia amica Lele, personal book's guru ho letto La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell.

«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: così Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano apparsi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Ma il lettore avrà il piacere di scoprirvi anche qualcos’altro: la storia di un Paradiso Terrestre, e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato
.

E' una storia ironica e piena di scene comiche. La narrazione è fluida, sembra quasi di essere insieme al protagonista in giro per l'isola. Un libro che mi ha divertito anche se alcune descrizioni sul comportamento degli animali le ho trovate un po' troppo lunghe e noiose!

Con il gruppo del GDL, dopo aver letto "Una stanza piena di gente" abbiamo deciso di leggere L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks. 

Oliver Sacks professore di Neurologia alla Albert Einstein College of Medicine di New York, racconta
le sue esperienze cliniche affrontando la malattia mentale sotto l’aspetto umano più profondo
.

Si tratta di un saggio neurologico in cui l'autore racconta alcune sue esperienze cliniche di neurologo e descrive alcuni casi di pazienti con lesioni encefaliche di vario tipo, che hanno prodotto i comportamenti più singolari e imprevedibili.Il saggio è diviso in quattro sezioni: Perdite, Eccessi, Trasporti e Il mondo dei semplici, le cui storie sono accostate a particolari sindromi e disfunzioni quali sindrome di Tourette, di Korsakov, di Conard, atassie, agnosie, afasie, amnesie.
L'autore utilizza un linguaggio scientifico che dovrebbe spiegare al lettore le malattie neurologiche i comportamenti che ne derivano, stimolando la sua curiosità. A me ha fatto l'effetto contrario. L'ho trovato arido: un lungo elenco di casi. 


Un amico, anche lui napoletano di origine, ma trapiantato a Firenze da un po', mi ha prestato un libro secondo lui molto bello: Vicarìa: Un'educazione napoletana di Vladimiro Bottone.

Napoli, 1841. il Reale Albergo dei Poveri è un'opera mastodontica nata con l'ambizione di risanare le sette piaghe cittadine, ma divenendone, di fatto, l'ottava. Reclusorio di vecchi inabili, donne perdute e infanti destinati a perdersi, viene chiamato dai napoletani il Serraglio poiché dalle sue mura è pressoché impossibile fuggire. A scappare ci prova, tuttavia, Antimo, un bambino di sette anni. La causa della sua fuga è un «peccato che grida vendetta al Signore». Nascosto in una cesta di vimini, sotto un mucchio di paglia usata e lenzuola sporche, Antimo è sul punto di guadagnare l'uscita quando, scoperto, va incontro a una triste fine. Gioacchino Fiorilli, giovane commissario di Vicarìa, uno dei quartieri più malfamati della città, viene incaricato delle indagini sul caso. Di bell'aspetto, i baffi curati e la divisa elegante, Fiorilli si ritrova a fare i conti con una Napoli popolata di funzionari corrotti, medici senza scrupoli e sinistri personaggi in bilico tra luce e ombra, nobiltà d'animo e miseria.

Un bel libro, ambientato a Napoli, la mia città. Una città dalla quale sono andata via, ma che è una parte di me, dalla quale non posso essere separata. Un libro pieno di colpi di scena che tiene attento il lettore fin dalle prime pagine, ma che purtroppo a metà si perde e diventa un po' lungo. Un libro comunque da leggere per scoprire una parte della città che oggi non esiste più.

Il mese si chiude con un altro libro letto con le amiche del GDL: Il condominio di James Graham Ballard.

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in
grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.
"

L'ho iniziato in ritardo rispetto all'inizio previsto, per cui sono non sono in linea con la "tabella di marcia". Mi manca pochissimo per terminarlo. E' un distopico, racconta la caduta della società, l'emersione degli istinti umani che distruggono la sovrastruttura sociale e le leggi di diritto odierne.
E' un bel libro, ma diciamo che non è proprio il mio genere!

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