sabato 10 agosto 2019

I libri di giugno

Il mese di giugno è stato negativo dal punto di vista della lettura. Solo un libro e mezzo.

Mezzo perchè il libro del GDL di questo mese l'ho abbandonato. Pesante, brutto, lento e a tratti incomprensibile. Ho resistito fino al 30% del kindle poi ho preferito lasciar andare e non perdere tempo. Come dice la mia amica Lele c'è troppo in giro di bello da leggere e non possiamo perdere tempo con i libri che non ci piacciono!!! E poi.. questo mese è uscito l'ultimo libro di Maurizio De Giovanni. L'epilogo della storia del commissario Ricciardi!

1. L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers
2. Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni

L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers è il libro che ho abbandonato.

Questo è un libro molto particolare che narra una storia vera, nella quale si intrufola una buona dose di fiction. All'età di 22 anni Eggers rimane orfano. Dave si ritrova non solo orfano ma anche 'madre single' del fratello Cristopher di 8 anni, affidatogli dai fratelli. Dave e il fratello si trasferiscono a Berkeley dove vivono insieme in un caos fatto di cibi in scatola scaduti e attrezzi sportivi sparsi per la casa. Nei primi anni '90 Dave fonda la divertentissima (e molto hip) rivista 'Might', che diventa subito una specie di Bibbia di tendenza per i giovani di S. Francisco.

Avrei dovuto farlo sin dalla premessa ma mi sono lasciata tentare perchè volevo capire fin dove poteva arrivare l'autore. Avevo letto ottime recensioni, ma forse non è proprio il mio genere!!!


E quindi sono passata a leggere Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni.

Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

«La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore.»

Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato.

Credo che De Giovanni abbia fatto bene a concludere la serie e abbandonare un personaggio così particolare, prima di fargli perdere tutto il suo fascino e il suo mistero. Durante la lettura ho cercato di assaporare in ogni pagina, senza chiedermi “come” sarebbe stato l’addio. Non racconterò nulla della trama, però posso dire che trovare finalmente Ricciardi sposato con Enrica in dolce attesa è stato un momento che mi ha regalato gioia vera.
Però ... quanto ci mancherà Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malomonte?


 

sabato 3 agosto 2019

I libri di maggio

Ci sono stati un po' di cambiamenti in questo mese e il tempo per leggere è drasticamente diminuito. Non ho più la mia mezz'ora dopo pranzo e nel pomeriggio ho sempre un bel po' di cose da recuperare. Perciò questo mese ho letto solo 4 libri, di cui due per il nostro GDL.

1. Chiamate la levatrice di Jennifer Worth
2. Terre rare di Sandro Veronesi
3. L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup
4. Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng

Con le amiche del gruppo di lettura ho letto Chiamate la levatrice di Jennifer Worth.

La cronaca, quasi un diario, delle giornate di una levatrice nell'East Side di Londra inizi anni Cinquanta. Con lei si entra nella realtà delle Docklands, vite proletarie che sembrano immagini della plebe ottocentesca più che cittadini lavoratori del democratico Novecento. Si entra in questa desolazione impensabile con una voglia di verità quotidiana raramente riscontrabile in un libro, ma anche con una rispettosa allegria, con la sicura fiducia che quel mondo stia per finire, senza rimpianti, grazie ai radicali cambiamenti apportati dal Sistema sanitario nazionale appena nato. Come poi fu, almeno fino ad oggi. La fresca verve di Jennifer Worth, nel trattare una materia così cruda, crea una formula ingegnosa (e di grande successo sia letterario che come fiction televisiva). L'eroismo quotidiano di interventi clinici spesso drammatici, si mescola alla denuncia sociale, alla fiamma inestinguibile dei sentimenti umani, e alla ricchissima quantità di storie e ritratti. Accanto a questi, la galleria, tenera, nobile e a tratti comica, delle giovani levatrici e delle suore del convento di Nonnatus House, da cui le ragazze dipendevano professionalmente e dove abitavano. Su questa testimonianza aleggia un lieve "effetto Dickens" con un tocco di innocente gaiezza, che però non nasconde un monito evidente a favore delle politiche sociali solidaristiche, a non smantellare, per la scarsa memoria del passato, gli strumenti che hanno permesso di diffondere dignità umana.

E' un libro molto bello: sia per quello che racconta sia per il modo in cui viene raccontato. Mi è piaciuto molto. Per scrivere questo libro l'autrice si è ispirata alle proprie esperienze come infermiera e levatrice negli anni '50. È Jennifer protagonista e voce narrante. Ho scoperto che da questo libro è stata tratta una serie TV e ci sono altri due libri successivi. Prima o poi li leggerò!!


Dopo aver letto tanti anni fa Caos Calmo, convinta da un amico lettore ho scelto di leggere il seguito: Terre rare di Sandro Veronesi.

Nel giro di ventiquattr’ore un uomo perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa. Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità. Alla fine di Caos calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in Terre rare. 

Confesso che Caos Calmo mi è piaciuto molto di più. Una storia poco credibile, molto incasinata e che non mi ha preso più di tanto! Ecco.. diciamo che non è un libro che consiglierei!!!

Per riprendermi ho scelto un bel giallo, di quelli che ti tengono incollata alle pagine: L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup.

Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca. Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi - infantili, incompleti, deformi - lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.

Questo libro è tutto fuorché un romanzo banale: si ha sempre la sensazione che ci sfugga qualcosa, che stiamo imboccando la strada che il killer ha sempre voluto che prendessimo; ha una forza narrativa magnetica, il tipo di romanzo che porta a dire “ancora un capitolo” anche se sono le due di notte e la mattina dopo ti devi alzare presto!!!

Ho finito il mese di maggio leggendo con le amiche del GDL Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng.

1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole - dall'ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All'inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio... e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l'intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.

Shaker Heights in Ohio è abitata da una comunità che ha regolamentato ogni aspetto della vita. In questo mondo perfetto arrivano una mamma e sua figlia a sconvolgere gli equilibri. Protagoniste assolute sono due madri, totalmente diverse ma che a modo loro amano i propri figli.
Una frase mi ha colpito: “A volte bisogna bruciare tutto e ricominciare da capo. Dopo un incendio il terreno diventa più ricco e possono crescere cose nuove. Anche le persone sono fatte così. Ricominciano da capo”.
E' un romanzo denso di tematiche e composto da una storia intricata quanto tremendamente interessante, che non può essere letto in due ore. Il romanzo di Celeste Ng ha bisogno di tempo per comprendere appieno la sua potenza e riflettere su quanto si è appena letto, per questo consiglio di non affrettarsi nella lettura e godersi appieno la storia creata con così tanta cura dall'autrice.


venerdì 12 luglio 2019

Notti di note

12 luglio 1985 - Mostra d'Oltremare




Sono passati 34 anni da quella sera. E oggi come allora è sempre amore.
Una passione di una vita... forse un po' cambiata, un po' cresciuta. Sicuramente cresciuta con lui. 

Non ho più il tempo e forse nemmeno la voglia di correre in su e giù come facevo un tempo. Le priorità oggi sono diverse ma resta comunque una grande passione.

Sono cambiata da allora. E anche lui è cambiato. E' cambiata la sua musica. 
C'è stato un grandissimo periodo, quello di Oltre, che credo non possa più ritornare.

Canzoni come Tamburi lontani, Signora delle ore scure, Mille giorni di me e di te e tutte le altre sono capolavori che difficilmente possono essere superate.

Io però, come 34 anni fa, sono felice di ascoltarlo e di vederlo dal vivo.
Vedere visi e volti degli amici oggi come negli anni passati mi fa sentire bene. Mi fa sentire viva.

E nonostante tutto "salto sulla vita" con lui ricordando che scusate il gioco il parole "la vita è adesso"!!!

giovedì 11 luglio 2019

Finalmente FINITO!


16 gennaio 2018 - 18 maggio 2019 

1, 33 anni

16 mesi

69,57 settimane 

487 giorni

11.687 ore 

701.220 minuti

42.073.200 secondi


Quanto mi piacciono questi conti!!! Questo riportato è il tempo impiegato per finire il mio ultimo ricamo. Le ortensie sono finalmente finite.

Sono particolarmente orgogliosa di me. E' stata davvero dura soprattutto alla fine perchè il tempo a disposizione è diminuito drasticamente a causa di un bel po' di cambiamenti che ci sono stati nella mia vita!

Ecco il risultato:



E ora sono di nuovo al lavoro... prima di intraprendere un nuovo quadro fiorito ci sono due piccoli regalini da fare!!! 


giovedì 16 maggio 2019

Quasi alla fine

Ultimamente il tempo per ricamare la sera sta drasticamente diminuendo. Non so perchè, ma ho mille cose da fare e non sempre riesco a prendere l'ago in mano.
Nonostante tutto però il ricamo prosegue. E ci siamo quasi. Manca davvero poco per terminarlo. Vorrei finirlo in fretto per vari motivi. Il primo è che il corniciaio è vicino alla scuola di inglese di Sofia e mi verrebbe comodo portarlo ad incorniciare. Il secondo è che ... prima di iniziare il prossimo quadro fiorato, mi aspettano due lavori per due bebè in arrivo!!!!!


sabato 11 maggio 2019

I libri di aprile

Settelibri nel mese di aprile. Alcuni da sola, alcuni con le mie amiche del GDL.

I libri letti ad aprile sono:

1. Cometa sull'Annapurna di Simone Moro
2. Tempi glaciali di Fred Vargas
3. Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore
4. Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol
5. La gabbia dorata di Camilla Läckberg
6. La segretaria di Renée Knight
7. Il mio cane del Klondike di Romana Petri

Per il nostro 31^ GDL abbiamo letto tutte insieme: Cometa sull'Annapurna di Simone Moro. Non è la prima volta che leggiamo un libro "di montagna". E' un argomento che ci affascina molto.

Simone Moro è un alpinista d’alta quota. In questo libro, il primo che scrive, vuole raccontare la spedizione sull’Annapurna del 1997 che è costata la vita ai suoi due compagni di cordata e che lo ha visto miracolosamente sopravvissuto alla valanga che ha ucciso gli altri e che lo ha fatto precipitare per 800 metri. E così parte dalla sua infanzia e cerca di spiegare come mai ha fatto della montagna il suo mestiere, perché scalare è la sua vita e che cosa significa per lui raggiungere la vetta. Ci racconta le sue esperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande, indimenticabile amicizia con Anatolij Bukreev, il grande alpinista kazako morto sull’Annapurna. Perché erano lì in pieno inverno? Come mai avevano deciso di affrontare quella parete in una stagione così ostile? Quale era il loro obiettivo? Simone racconta, descrive, spiega. Ci fa sentire il freddo e la stanchezza e poi la solitudine e la disperazione della sua discesa dopo la valanga, con le mani ferite e inutilizzabili, i tendini recisi, e la sensazione di non farcela. Ma il vero dolore Simone lo prova quando non può più sperare nella salvezza dei suoi due compagni. Il suo racconto è però un inno alla montagna e a quell’amico che sarà sempre vivo nel suo cuore.

Per staccare dall'atmosfera montanara ho chiamato il mio amico Adamsberg. L'ho già detto che adoro il commissario? Da sola ho letto Tempi glaciali di Fred Vargas. Li sto centellinando i libri della Vargas con il commissario Adamsberg. Ne leggo uno ogni tanto, quando ho voglia di incontrare un vecchio amico.

Una caccia ai fantasmi tra demoni e strane leggende. Dai ghiacci d'Islanda alla Rivoluzione francese. Il nuovo caso per il commissario Adamsberg e la più stravagante armata dell'Anticrimine parigina. Si è mobilitata tutta l'Anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi sul caso dei due apparenti suicidi. Il coltissimo capitano Danglard, grande estimatore di vino bianco, l'energica Violette Retancourt, lo specialistica in pesci d'acqua dolce Voisenet. Ma soprattutto lo svagato, irresistibile, "spalatore di nuvole", il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Tutto inizia col ritrovamento di due corpi e la scoperta di uno strano simbolo scarabocchiato accanto a ciascuno di essi. Ma come sempre accade nelle storie di Fred Vargas, questo non è che l'avvio di una avventura che finirà per snodarsi in mezza Europa tra una balzana setta di adepti della Rivoluzione francese e una gita in Islanda finita in tragedia.

Il terzo libro che ho letto è Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore. Se non l'avete fatto vi consiglio di leggere, sempre dello stesso autore Aglio, olio e assassino. Un libro carinissimo.
Come quest'ultimo del resto. Pino Imperatore è una sicurezza. Mi fa sentire a casa. Leggere il suo libro è come essere a Napoli, con le sue descrizioni e le sue storie mi sento meno lontana...

A Villa Roccaromana, una delle dimore marine più affascinanti di Posillipo, si festeggia il novantesimo compleanno della baronessa Elena De Flavis, la cui nobiltà d’animo è riconosciuta in tutta Napoli. L’ispettore Gianni Scapece, tra gli invitati insieme al commissario Carlo Improta, si gode la serata e la conoscenza di Naomi, incantevole nipote della padrona di casa. Tutto scorre con piacevolezza finché qualcuno decide di mettere in scena il finimondo: proprio quando un tenore attacca a cantare Nessun dorma, molti dei presenti iniziano a perdere i sensi, uno dopo l’altro. Nella gran confusione che segue, la baronessa scompare insieme al suo maggiordomo cingalese Kiribaba. Un rapimento? Un suicidio? Un tragico incidente? Il mistero prende una brutta piega quando Scapece e Improta incontrano i tre figli della baronessa, per nulla sconvolti dall’accaduto e interessati piuttosto alla spartizione dell’eredità. È l’inizio di una complicata indagine tra i rancori, le gelosie e le meschinità che a volte distruggono i legami familiari; ma per fortuna l’ispettore e il commissario saranno spalleggiati da un’altra famiglia, quella dei Vitiello e della trattoria Parthenope, fonte inesauribile di buonumore e di trovate geniali. In un susseguirsi di colpi di scena ed episodi esilaranti, Pino Imperatore ci conduce in una vicenda emblematica di ciò che può diventare la vita: una delizia, se trascorsa con chi amiamo e facendo del bene al prossimo, o un inferno, se ci lasciamo avvelenare dal denaro e dall’egoismo.

La mia amica Elena mi aveva consigliato di leggere Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol. Era nella mia wish list da tempo. Quindi, siccome lei raramente sbaglia un libro, l'ho cominciato.

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo mondo. E a lasciare che gli cambiasse la vita. Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.

Una storia bella e dolce. Tutti dovrebbero leggerlo e capire quanto c'è dietro un bimbo con la sindrome di Down, dietro alla sua famiglia. Tutti dovremmo imparare qualcosa leggendo questo libro.

Mi piace molto la scrittrice svedese Camilla Läckberg. Ho letto tutti i suoi libri. Ad aprile è usicto il suo ultimo romanzo: La gabbia dorata. Non potevo lasciarmelo sfuggire.

Faye sembra avere tutto. Un marito perfetto, una figlia adorabile e un lussuoso appartamento nel quartiere più elegante di Stoccolma. Ma, al di là della superficie scintillante, è una donna tormentata dai ricordi legati al suo oscuro passato a Fjällbacka, una donna che sempre più si sente prigioniera di una gabbia dorata. Un tempo era forte e ambiziosa. Poi è arrivato Jack, il marito, e lei ha rinunciato alla sua vita. Jack non è un uomo fedele, però, e quando Faye lo scopre, il suo mondo va in pezzi. Non le resta più niente, è distrutta. Fino al momento in cui decide di passare al contrattacco e di vendicarsi in modo raffinato e crudele... Faye non è certo la prima donna al mondo a essere stata umiliata dal marito, trattata come una stupida e costretta a lasciare il posto a una più giovane e piacente. Ma per lei è arrivato il momento di dire basta: «Unite siamo forti, non ci rassegneremo mai più al silenzio.»

Secondo me non è classificabile tra i suoi migliori. Se potete leggetevi i primi libri di questa autrice, decisamente meglio! Uno che mi è piaciuto molto è "Tempesta di neve e profumo di mandorle".

Mi sono trovata tra le mail una recensione di un libro che mi ispirava tanto: La segretaria di Renée Knight. La recensione era fantastica, e presa da un peirodo di insonnia l'ho letto in un paio di notti (in bianco!!)

Christine Butcher. È la tua segretaria, o personal assistant come si dice oggi. Ti fidi di lei. Da più di dieci anni accompagna le tue febbrili giornate in ufficio, controlla la tua agenda, e forse conosce anche te, la bella, famosa Mina Appleton, meglio di quanto tu stessa ti conosca. Caffè fino a mezzogiorno, tè nel pomeriggio, e dopo le sei nient'altro che whisky: la tua segretaria non sbaglia mai. Come faresti senza di lei? Christine è insostituibile: in questi anni, mentre prendevi in mano la guida del tuo impero di supermercati eliminando per sempre tuo padre, lei era lì. Qualche passo dietro di te, silenziosa come un topo, attenta a notare ogni cosa. Ogni segreto sussurrato, ogni informazione scambiata, ogni sguardo carico di significati. Tu le sei grata, davvero.
Eppure, ogni tanto, ti si affaccia nella mente un pensiero. Fin dove arriva la lealtà di Christine Butcher? Quale prezzo ha la sua dedizione? Fino a che punto ognuno dei tuoi sporchi segreti sarà al sicuro con lei?

Perché forse, senza volerlo, in tutti questi anni non hai capito chi è davvero la tua segretaria. Forse l'hai sottovalutata. E adesso… sei pronta ad affrontare Christine Butcher?

Le notti in bianco non sono mai buone. Questo libro mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Per anni sono stata segretaria di una persona. Come Christine sono stata più una "tuttofare indispensabile" che una "semplice" segretaria. Che cosa spinge le persone a fare quello che ha fatto lei? Avrei potuto essere al suo posto. Per un po' mi sono trovata nelle sue stesse condizioni, ma ho avuto la forza e la volontà di lasciare tutto, prima di farmi coinvolgere troppo.

Elena (cosa leggerei senza di lei??) mi ha consigliato anche un altro libro: Il mio cane del Klondike di Romana Petri.

Lei è una giovane insegnante alle prese con un lavoro precario, lui uno di quei cani portati a casa per compiacere un bambino subito dopo il rientro dalle vacanze e poi, l'anno successivo, buttato in strada con un collare d'acciaio che nel frattempo si è fatto un po' stretto. In una afosa giornata di settembre, una di quelle che aspettano una pioggia già in ritardo, i due si incontrano. Osac, il cane, è riverso a terra contro il marciapiede, più morto che vivo. Lei, la donna, sta per salire in macchina, ma quando lo nota, si ferma e decide di prenderlo con sé. Il loro incontro sembra scritto nel destino, ma Osac non è un cane come gli altri. Ingombrante, indisciplinato, scontroso e selvatico, è senza mezze misure e sembra arrivare direttamente dal selvaggio Klondike. Non è, tuttavia, un cane da slitta. È uno di quei cani indomabili che vivono sempre fuggiaschi, che sentono il «richiamo della foresta» e faticano a lasciarsi addomesticare. Il terrore dell'abbandono si è riversato nei suoi occhi, dandogli un'aria forsennata, infernale. Un animale primitivo che non riesce ad accettare interferenze nel rapporto esclusivo e assoluto che instaura con la sua salvatrice, amata in modo morboso, senza riserve. Fino a quando la notizia di una gravidanza inaspettata stravolgerà, nuovamente, la sua vita. Dopo aver dato voce alla figura del padre ne "Le serenate del Ciclone", Romana Petri torna a raccontarsi attraverso gli occhi di un altro «gigante» buono: il selvaggio Osac, un cane che, con la sua furia ribelle, sembra uscito da un libro di Jack London.

Non so dove Elena trovi dei romanzi così interessanti. Deve avere anche lei una buona rete di "spacciatori di libri"!!! Se avete o avete avuto un cane non potete non leggere questo libro. Osac diventerà, nonostante tutto, il vostro migliore amico. Vi sembrerà di averlo in casa con voi. Di vederlo ovunque e di sentirlo ululare nella notte. E, alla fine, sentirete davvero la sua mancanza.

Ora sto leggendo altri due libri: Chiamate la levatrice di Jennifer Worth per il nostro 32esimo GDL e poi Terre rare di Sandro Veronesi. Dovrebbe essere il seguito di Caos calmo, un libro che mi piacque molto, regalo di un caro amico.


giovedì 11 aprile 2019

Work in progress

La sera prima di crollare dedico sempre una mezz’ora al mio ricamo.
È una sfida con me stessa. Voglio finirlo prima dell’estate. Ho tanta voglia di cominciare il prossimo fiore che ho in mente!!!
A piccoli passi il ricamo procedere. Non mi manca tantissimo! 15 giorni fa ero qui.

Questo è come era ieri sera


sabato 6 aprile 2019

I libri di marzo

Quattro libri finiti anche nel mese di marzo più due cominciati di cui vi parlerò però il mese prossimo.

I libri letti a marzo sono:

1. Perduti nei Quartieri Spagnoli di Heddi Goodrich
2. La scoperta della currywurst di Uwe Timm
3. Le parole di Sara di Maurizio De Giovanni
4. Nata per te: Storia di Alba raccontata fra noi di Luca Mercadante e Luca Trapanese


Avevo letto tante belle recensioni di "Perduti nei Quartieri Spagnoli". Era stato consigliati da tanti. Da quando vivo a Firenze ogni libro su Napoli mi colpisce. Questo però ... mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Forse le aspettative erano alte, ma la storia non mi ha preso affatto. I personaggi non mi sono piaciuti e in fondo nemmeno Napoli ne esce molto bene.

Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all'Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un'immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall'empatia, da un bisogno di radicamento e dall'entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l'un l'altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in italiano letterario, tanto più sorprendente considerando che l'autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d'amore: per una città e per un giovane uomo. Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. Il coinvolgimento sentimentale non vela però lo sguardo della narratrice, che considera con sguardo affettuoso ma lucido la personalità di Pietro, al tempo stesso sognatore e velleitario, diviso tra l'emancipazione rappresentata dall'amore per una ragazza così lontana dal suo mondo e il richiamo agli obblighi ancestrali della terra. Anche il ritratto della madre di lui, apparentemente fragile e depressa, in realtà custode feroce dell'ordine familiare, è di spietata esattezza. L'amore che intride queste pagine è quindi istintivo e intellettuale, complicato e semplice. È amore per le parole che compongono una vera e propria lingua del cuore, accarezzata, piegata e scolpita con una sensibilità sempre vigile. È il romanzo di quando la vita è una continua scoperta, esplorazione dell'identità altrui e ricerca della propria, di quando la scrittura incarna un atteggiamento verso il mondo pronto ad aprirsi a ogni esperienza, a godere ogni gioia, a esporsi a ogni ferita.

Per il solito GDL, il trentesimo abbiamo letto "La scoperta della currywurst" di Uwe Timm.

Nella piazza del mercato di Amburgo il baracchino della signora Brücker è famosissimo. Da anni chiunque voglia assaggiare il miglior currywurst tedesco si deve recare da lei. Ma gli anni passano e la donna è costretta, a causa dell'età, ad andare in una casa di riposo. Ed è proprio lì che la troverà un giovane, che andava a mangiare sempre da lei il saporito salsicciotto, e che si appresterà ad ascoltare una lunga storia, una storia che mescola la caduta della Germania alla fine della seconda guerra mondiale, la fuga di un soldato che non voleva andare a morire in fronte e la scoperta casuale della ricetta della currywurst. Isabel Kreitz, denominata dal giornale "Die Woche" come la "miglior disegnatrice della Germania", adatta in modo esemplare questo bel romanzo di Uwe Timm, riuscendo a rendere i tormenti di una nazione allo sbando, e della sua popolazione che cerca di ritrovare una ragione per vivere.

Il protagonista vuole ritrovare l'origine della currywurst, snack diffuso in Germania. Ma è un pretesto per Timm per raccontare una storia d'amore particolare e per parlare di politica. Molto descrittivo e molto molto lento. Non sono riuscita a farmelo piacere anche se ho letto recensioni positive ovunque.

Terzo libro letto è "Le parole di Sara" di Maurizio De Giovanni.

Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell'amore. Sara Morozzi l'ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all'amore. Trent'anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell'unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all'amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l'ha resa nonna, regalandole una nuova speranza.

De Giovanni ha ben abituati i suoi lettori con la serie dei Bastardi di Pizzofalcone e con le storie del Commissario Ricciardi. Scritto molto bene come al solito ma la scena è scialba e piatta pochissima tensione. Molto lento nella prima parte poi sicuramente più scorrevole. Più che un libro sembra però la sceneggiatura di una fiction televisiva. Mi sa che anche De Giovanni si è piegato alla tv e presto vedremo la serie di Mora e di Bionda.


Ultimo libro del mese è "Nata per te: Storia di Alba raccontata fra noi" di Luca Mercadante e Luca Trapanese. Un libro che racconta una storia delicatissima.

Alba ha la sindrome di Down e appena nata è stata lasciata in ospedale. Trenta famiglie l'hanno rifiutata prima che il tribunale decidesse di affidarla a Luca Trapanese. Gay, cattolico praticante, impegnato nel sociale: con lui è stato inaugurato il registro degli affidi previsti dalla legge per i single. Ma Luca non è spaventato. Di battaglie ne ha combattute tante, conosce il dolore e ha imparato a trasformarlo, abbattendo muri e costruendo spazi di solidarietà. Il suo non è un gesto caritatevole: vuole semplicemente una famiglia. E per difenderla consegna la sua storia a un altro padre, che ha la sua età e il suo stesso nome, ma non potrebbe essere più diverso. Luca Mercadante è ateo e favorevole all'interruzione di gravidanza. Ed è convinto che la paternità passi per il sangue prima che per l'accudimento. Cosa resta del padre quando è privato anche di qualcuno che possa raccogliere la sua eredità intellettuale? Dal racconto della vicenda di Alba, tra difficoltà pratiche, momenti di sconforto e molta gioia, affiorano inattese le ragioni di una scelta importante e fortissima.

Avevo seguito la storia di Luca e Alba sui social. Mi aveva molto colpito la forza di questo giovane ragazzo. Leggendo il libro ho scoperto che abbiamo più o meno la stessa età e abbiamo frequentato per un po' la stessa Parrocchia. Chissà se magari non ci siamo anche incrociati.
La storia è bella, dolce e delicata, meno il modo di scrivere di Mercadante. Spesso ho avuto l'impressione che fosse più protagonista del protagonista. E' comunque un libro meraviglioso che tutti dovremmo leggere, soprattutto in questo  determinato periodo, pieno di rabbia e di odio.

Per il 31 GDL sto leggendo un "libro di montagna": Cometa sull'Annapurna di Simone Moro. Dopo aver letto tempo fa Aria Sottile di Jon Krakauer, questa volta ci siamo buttate sull'Annapurna!

Parallelamente sto leggendo anche Tempi glaciali di Fred Vargas. Finalmente ritrovo il mio amato commissario Adamsberg! Ma ve ne parlerò nei libri di aprile.


lunedì 1 aprile 2019

La consegna del Padre Nostro

Quest'anno Sofia ha iniziato il primo anno di catechismo. Dopo vari tentennamenti ho deciso di farglielo seguire alla nostra Parrocchia vicino casa. Alcune sue compagne di classe sono andata in un'altra Chiesa e alla fine forse è stato meglio così.

Segue con molta partecipazione, è interessata e fa tante domande in continuazione. Mi fa molto
piacere. Ho avuto anche io un'educazione cattolica, ho frequentato una scuola retta da suore e ho sempre avuto l'idea che il catechismo e la parrocchia in generale debbano avere un ruolo di "aggregazione". Illusione pure, perchè non è così purtroppo. Soprattutto qui, ma questo è un altro discorso.

La settimana scorsa il catechismo è stato anticipato al sabato mattina. Era stata organizzata la consegna del Padre Nostro. Sono stati coinvolti anche i genitori. Mentre i bambini erano impegnati con le catechiste noi siamo stati con il sacerdote a leggere il testo dell'udienza di Papa Francesco del 20 febbraio, incentrata proprio su questa straordinaria preghiera.

Dopo c'è stata la celebrazione vera e propria e dopo la lettura del Vangelo ogni bambino ha ricevuto una pergamena con il testo della preghiera.
E' stato davvero un bel momento. Sofia era molto contenta del dono ricevuto e ha chiesto di metterlo in camera.  Approfittando della bella giornata quasi primaverile con gli altri genitori, il sacerdote e le catechiste abbiamo organizzato un veloce picnic. I bambini si sono divertiti a stare all'aperto e a giocare insieme. Se fosse sempre così sarebbe davvero perfetto...

martedì 26 marzo 2019

Il Cuociriso da microonde

Mio marito è diventato un esperto di cucina al vapore al microonde. Da quando ha scoperto un aggeggio per cuocere le verdure al vapore non si ferma più!!!

Girovagando in rete qualche tempo fa ho trovato il cuociriso per microonde!! Io adoro il riso per cui l'ho comprato immediatamente!!

I cuoci riso per microonde sono dei contenitori in plastica ideali per la cottura nel microonde. Si possono usare per la cottura della pasta e consentono di cucinare nel microonde anche quinoa, cous cous o polenta.

Sono facili da usare. Ho cercato un po' di informazioni in rete e ho letto che come prima cosa bisogna sciacquate bene il riso per evitare che durante la cottura si attacchino i chicchi.

Una volta sciacquato si versa nel cuociriso in modo che il riso sia sommerso completamente in acqua e coperto da circa 2,5 cm di liquido. Si può aggiungere anche un po' di sale. Se si vuole dare un po' di sapore si può usare anche il brodo.

I tempi di cottura non sono standard dipendono un po' dal vostro gusto e anche dal modello di microonde. Bisogna fare un po' di prove prima di riuscire a trovare la combinazione giusta!

Dopo aver letto un po' in giro io per 100gr di riso ho fatto cuocere per 10 minuti a 800 watt.

Come prima volta devo dire che forse ho messo un po' troppa acqua. E' fuoriuscita dal contenitore e ha sporcato il forno. La prossima volta devo ricordarlo e metterne meno!!!

A fine cottura, si consiglia lasciate riposare per 5 minuti.

Diciamo che come prima volta non è male. Sicuramente si può migliorare.