venerdì 6 luglio 2007

Lindbergh (lettere da sopra la pioggia)

Mettevo a posto delle carte stasera quando all'improvviso da una vecchia Smemo è spuntato un foglio a quadretti tutto spiegazzato.
Scritto con una penna a pennarello rigorosamente nera.
Data: genn-febb '97

10 anni fa.
E' una "lettera aperta" ad un gruppo di amici scritta da un "angelo maleducato" che non se la passava molto bene!

... non sono che il contabile dell'ombra di me stesso...

Confesso che all'epoca non conoscevo Fossati e le sue canzoni.
Doveva passare ancora qualche anno prima che un AMICO mi regalasse una raccolta di Fossati e mi aiutasse a scoprire questo autore.
Quante volte ho ascoltato questa canzone... e quanto l'ho sentita mia in più di un'occasione...


Lindbergh (lettere da sopra la pioggia)

Non sono che il contabile
Dell'ombra di me stesso
Se mi vedete qui a volare
È che so staccarmi da terra
E alzarmi in volo
Come voialtri stare su un piede solo
Difficile non è partire contro il vento
Ma casomai senza un saluto

Non sono che l'anima di un pesce
Con le ali
Volato via dal mare
Per annusare le stelle
Difficile non è nuotare contro la corrente
Ma salire nel cielo
E non trovarci niente

Dal mio piccolo aereo
Di stelle io ne vedo
Seguo i loro segnali
E mostro le mie insegne
La voglio fare tutta questa strada
Fino al punto esatto
In cui si spegne.

La voglio fare tutta questa strada
Fino al punto esatto
In cui si spegne

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