Avviso ai naviganti di Annie Proulx


Tra i tanti libri letti questo mi ha particolarmente colpito: Avviso ai naviganti di Annie Proulx.

Quoyle vive nei sobborghi di New York, sbarca il lunario facendo il giornalista per un quotidiano locale, ha due figlie e una moglie patologicamente infedele. Una vita come tante, tra piccole gioie e grandi frustrazioni: finché, un giorno, viene licenziato dal quotidiano per cui lavora e, tornato a casa, trova ad attenderlo la babysitter con un messaggio da parte di sua moglie: ha deciso di abbandonarlo definitivamente per fuggire con un amante. Si ritrova così da solo, senza soldi e con due figlie da mantenere. Chiunque, davanti a due catastrofi di questa portata, si lascerebbe andare, tanto più se, come Quoyle, ha sempre vissuto di piccoli e grandi compromessi. E invece accade l'inverosimile. Ribellandosi a un destino che sembrerebbe già scritto, facendo appello a un coraggio che ignorava di avere, prende il primo traghetto per Terranova insieme alle figlie e a un'attempata zia e va a stabilirsi nella casa appartenuta ai suoi avi, in un villaggio coperto di neve quasi tutto l'anno, ai confini del mondo. Un luogo aspro ed estremo, permeato da legami antichissimi e oscure superstizioni, che si trasforma nell'ultima occasione per ritrovarsi, e impossessarsi, forse per la prima volta, della sua vita.

Protagonista di questo libro è Quoyle. Sbarca il lunario facendo il giornalista per un quotidiano locale, da cui viene licenziato e riassunto a intervalli regolari. Nel giro di qualche mese la sua vita cambia completamente: i suoi genitori muoiono e la moglie, di cui lui è follemente innamorato e di cui giustifica in ogni sua azione, se ne va con un altro uomo portandosi dietro le due figlie, non certo per istinto materno. Quoyle riesce a recuperarle e decide, con un atto di coraggio che fino a quel momento non è mai stato suo, di andarsene e seguire una sua zia nel Terranova. Decide di andare a vivere nella vecchia casa di famiglia a picco su una scogliera. Il Terranova è un posto freddo in cui nevica spesso, da cui la gente di solito se ne va per non tornare più e quella che resta lo fa solo perché ancora non ha trovato i soldi o il tempo di andarsene. Quoyle troverà un impiego in un altro giornale locale, che pubblica per lo più notizie marittime e foto di gravi incidenti stradali. In questo luogo sperduto, dove la natura ha la ragione su tutto e tradizioni e superstizioni si tramandano da generazioni, Quoyle sembra trovare la sua pace e riprendere finalmente in mano quella vita che gli è sempre sfuggita.

Questo libro ha vinto sia il Pulitzer sia il National Book Award. È un gran bel romanzo.
Quoyle è un personaggio a cui inevitabilmente ci si affeziona; a cui si vorrebbe dare uno scossone, dirgli che si merita di più, che deve trovare il coraggio di prendere in mano la sua vita e smetterla di farsi trasportare dagli eventi e per cui, quando finalmente capisce da solo tutte queste cose, non si può che tifare.

È un libro a cui bisogna dedicare tutta la propria attenzione, per non perdersi i dettagli all'apparenza banali ma sempre importanti che l'autrice ha inserito per caratterizzare i personaggi e la loro evoluzione.

Se si riesce a farlo, se ci si abbandona all'acqua e al vento, si navigherà in questo libro senza perdercisi e si leggerà qualcosa di davvero bello. 

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