mercoledì 25 maggio 2011

Vitigno Italia 2011, Lunedì 23 Maggio - Castel Dell'Ovo - Napoli

per una volta lascio la mia penna virtuale al maritino che racconta la sua esperienza a Vitigno Italia. 


Vitigno Italia 2011, Lunedì 23 Maggio - Castel Dell'Ovo - Napoli


Il mondo che ruota attorno al vino non finirà mai di stupirmi.
E l'entusiasmo che riesce a dare è un carburante per la spinta a mettersi in gioco, scoprire, conoscere, analizzare, osservare, raccontare e gestire...non solo vini!
Bensì storie, tradizioni, persone e mille momenti diversi.

Arrivo presto al Castel Dell'Ovo, perché voglio vedere qual è la mia postazione ed ho la piacevolissima conferma che sono all'Enoteca Regionale, dove saranno in esposizione e degustazione tutti (o quasi) i vini campani in fiera. È una bella occasione per vedere quanto ho imparato, quanto devo ancora imparare e soprattutto, com'è cambiato il mio approccio al vino.


Il tepore umido e sonnolento del primo pomeriggio fa da sfondo ai preparativi: sistemiamo le bottiglie, controlliamo la temperatura e ci assicuriamo il necessario approvvigionamento di ghiaccio, che si rivelerà fondamentale quando il sole del tramonto andrà ad invadere lo stand, riscaldando volti, tastevin e bottiglie!
La giornata è stata un diesel; una lenta partenza, una ripresa con una coppia non molto alta, marce lunghe e rapporti corti, uno sprint atteso e duraturo fino alla fine.


I vini degustati sono stati tanti, ancora di più quelli aperti su richiesta degli avventori attenti ed esigenti. Perlopiù, si è trattato di operatori del settore, liberi di lunedì  pomeriggio dagli impegni di lavoro, ma anche molti estimatori, appassionati ed amici "di facebook" finalmente tramutati in 3D, nella loro più simpatica e cordiale versione.
Le colonne della viticoltura campana, declinate in varie interpretazioni sono state affiancate da molti esperimenti coraggiosi, a tratti arditi, ma degni di lode per la loro dichiarata lontananza dai dettami del mercato moderno, che vede prodotti fatti con lo stampino, vini "tuttafrutta" ormai lontani dalle sacre origini.

Spunta ogni tanto un cabernet sauvignon in uvaggio al tradizionale aglianico, oppure ad accompagnare casavecchia e pallagrello nero, regalando quelle note erbacee che tanto lo caratterizzano.
Fanno capolino anche vitigni più tricolore, come la barbera ed il montepulciano, sostenuti dal caro e poderoso sangiovese, tanto per dare una nota più nazionale a vini che forse, dovrebbero spingere per una decisa, forte ed orgogliosa firma campana.

C'è chi va in giro con una bottiglia di vetro con il tappo a ventosa, di quelle che si usano per fare gli sciroppi, o per aggiungere la mitica idrolitina all'acqua del rubinetto, piena del "suo" vino, appena uscito da una sconfortante bocciatura della camera di commercio. Chiede opinioni a noi presunti conoscitori (ma quando mai!!!), anela consigli e pareri, ricerca l'errore fatto, con famelica decisione. Ma alla fine, troviamo anche un paio di possibili abbinamenti in grado di raddrizzare un po' quel binario storto, che va per una strada tutta sua disubbidiente e monello.
"Lo devo buttare?" era la domanda tanto a lungo posticipata, alla quale non si poteva rispondere di si, gettando al vento tanti sforzi e tanto lavoro, per  parlare in maniera oggettiva ed astratta, e lasciare un tannico amaro in bocca ed un cuore infranto, per essere più soggettivi e passionali.

Un grande in bocca al lupo ad una coppia di giovani produttori, che credono nel loro Pallagrello Bianco al punto tale da proporre direttamente in fiera il loro primo vino!
Aperti allo scambio di opinioni ed al confronto, assetati di buoni consigli e carichi di grinta e sogni, hanno dato prova di coraggio e determinazione! Spero facciano strada, davvero!

È quasi impossibile descrivere tutti i piccoli-grandi momenti che hanno caratterizzato questo pomeriggio, lavorativo, si, ma soprattutto divertente, formativo e curioso!

1 commento:

  1. L'ho visto ogi al tg! ^^ speravo di vedere il tuo maritino ma non l'hanno ripreso ;)

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