lunedì 3 agosto 2020

Benvenuta Zelda

Sono passati 10 giorni da quando è arrivata e ci siamo "ripresi" dai primi giorni ...

Era da tanto che Sofia chiedeva un cucciolo, ma noi abbiamo sempre tentennato. Enrico un po' di più per la verità... Io ho già vissuto l'esperienza di un cucciolo in casa: Anastasia. E' stata con noi dal 1997 al 2013. 
E' stata per me una sorella. E so bene quanto un cucciolo può fare bene in una famiglia, soprattutto ad una figlia unica come Sofia.

Tutto è cominciato durante questo periodo di lockdown. Lo stare forzatamente chiusi in casa, ci ha fatto pensare che forse un cucciolo sarebbe stato l'ideale per Sofia, che ha cominciato a soffrire, come tutti i bimbi, che all'improvviso si sono trovati chiusi in casa senza poter fare più nulla. 

Ho cominciato a guardare tutti i siti e i gruppi di Facebook dedicati all'adozione dei cuccioli finchè... non ho visto lei: 



E' stato amore a prima vista, così ho contattato subito la volontaria e abbiamo preso accordi.
La mamma ha partorito questa cucciolata in una caverna vicino Palermo e i volontari li hanno subito salvati e portati al riparo.

Sofia ha deciso il nome e abbiamo avviato tutte le pratiche per l'adozione. Una volontaria è venuta a farci il colloquio pre-affido. Perchè l'adozione di un cucciolo è una cosa seria!!
Abbiamo aspettato i tempi giusti, abbiamo aspettato che il veterinario mettesse il microchip obbligatorio e facesse i primi vaccini e compiuti i due mesi è stata organizzata la staffetta per portarla a Firenze. 

Nel cuore della notte siamo andati a prenderla.
Piccola e spaventata.
 


E poi siamo arrivati a casa. Si è perdutamente innamorata di Sofia. E' diventata la sua ombra. Dove va Sofia va Zelda. E noi ci siamo perdutamente innamorati di lei. 



Benvenuta Zelda!!!
Da oggi la nostra vita sarà sicuramente migliore!

sabato 1 agosto 2020

I libri di Luglio

Nonostante un mese un po' travagliato ...4 libri all'attivo!!!

1) La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell
2) L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks
3) Vicarìa: Un'educazione napoletana di Vladimiro Bottone
4) Il condominio di James Graham Ballard 
 
Su consiglio della mia amica Lele, personal book's guru ho letto La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell.

«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: così Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano apparsi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Ma il lettore avrà il piacere di scoprirvi anche qualcos’altro: la storia di un Paradiso Terrestre, e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato
.

E' una storia ironica e piena di scene comiche. La narrazione è fluida, sembra quasi di essere insieme al protagonista in giro per l'isola. Un libro che mi ha divertito anche se alcune descrizioni sul comportamento degli animali le ho trovate un po' troppo lunghe e noiose!

Con il gruppo del GDL, dopo aver letto "Una stanza piena di gente" abbiamo deciso di leggere L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks. 

Oliver Sacks professore di Neurologia alla Albert Einstein College of Medicine di New York, racconta
le sue esperienze cliniche affrontando la malattia mentale sotto l’aspetto umano più profondo
.

Si tratta di un saggio neurologico in cui l'autore racconta alcune sue esperienze cliniche di neurologo e descrive alcuni casi di pazienti con lesioni encefaliche di vario tipo, che hanno prodotto i comportamenti più singolari e imprevedibili.Il saggio è diviso in quattro sezioni: Perdite, Eccessi, Trasporti e Il mondo dei semplici, le cui storie sono accostate a particolari sindromi e disfunzioni quali sindrome di Tourette, di Korsakov, di Conard, atassie, agnosie, afasie, amnesie.
L'autore utilizza un linguaggio scientifico che dovrebbe spiegare al lettore le malattie neurologiche i comportamenti che ne derivano, stimolando la sua curiosità. A me ha fatto l'effetto contrario. L'ho trovato arido: un lungo elenco di casi. 


Un amico, anche lui napoletano di origine, ma trapiantato a Firenze da un po', mi ha prestato un libro secondo lui molto bello: Vicarìa: Un'educazione napoletana di Vladimiro Bottone.

Napoli, 1841. il Reale Albergo dei Poveri è un'opera mastodontica nata con l'ambizione di risanare le sette piaghe cittadine, ma divenendone, di fatto, l'ottava. Reclusorio di vecchi inabili, donne perdute e infanti destinati a perdersi, viene chiamato dai napoletani il Serraglio poiché dalle sue mura è pressoché impossibile fuggire. A scappare ci prova, tuttavia, Antimo, un bambino di sette anni. La causa della sua fuga è un «peccato che grida vendetta al Signore». Nascosto in una cesta di vimini, sotto un mucchio di paglia usata e lenzuola sporche, Antimo è sul punto di guadagnare l'uscita quando, scoperto, va incontro a una triste fine. Gioacchino Fiorilli, giovane commissario di Vicarìa, uno dei quartieri più malfamati della città, viene incaricato delle indagini sul caso. Di bell'aspetto, i baffi curati e la divisa elegante, Fiorilli si ritrova a fare i conti con una Napoli popolata di funzionari corrotti, medici senza scrupoli e sinistri personaggi in bilico tra luce e ombra, nobiltà d'animo e miseria.

Un bel libro, ambientato a Napoli, la mia città. Una città dalla quale sono andata via, ma che è una parte di me, dalla quale non posso essere separata. Un libro pieno di colpi di scena che tiene attento il lettore fin dalle prime pagine, ma che purtroppo a metà si perde e diventa un po' lungo. Un libro comunque da leggere per scoprire una parte della città che oggi non esiste più.

Il mese si chiude con un altro libro letto con le amiche del GDL: Il condominio di James Graham Ballard.

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in
grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.
"

L'ho iniziato in ritardo rispetto all'inizio previsto, per cui sono non sono in linea con la "tabella di marcia". Mi manca pochissimo per terminarlo. E' un distopico, racconta la caduta della società, l'emersione degli istinti umani che distruggono la sovrastruttura sociale e le leggi di diritto odierne.
E' un bel libro, ma diciamo che non è proprio il mio genere!

lunedì 20 luglio 2020

Cromoterapia

La cromoterapia è considerata una "medicina alternativa": il mondo dei colori rappresenta una terapia volta al trattamento di disturbi di varia entità. 
In questa “medicina”, che non si avvale di nessuna prova scientifica, e ribadisco NESSUNA PROVA SCIENTIFICA i colori sono indispensabili per ritrovare l'armonia e l'equilibrio del corpo e dello spirito.

Chi pratica la cromoterapia ritiene che i colori sono in grado di influenzare le funzioni dell'organismo, influendo a livello del sistema metabolico, nervoso ed immunitario. Già gli antichi Egizi e i Greci conoscevano il "potere dei colori"...

Nella moderna cromoterapia, i colori sono associati ad alcune proprietà particolari:

Il verde simboleggia l'armonia, la natura, l'equilibrio e la speranza: agisce a livello del sistema nervoso  e calma i mal di testa.

Il rosso è simbolo del fuoco, del sangue e dell'eccitazione sessuale: è collegato alla forza, alla vita e alla passione. E' utilizzato contro bruciature ed eruzioni cutanee. E' utile contro depressione, asma e tosse.
 
Il blu ha un effetto calmante, tranquillizzante e rinfrescante. E' utilizzato per l'ansia e l'insonnia.

Il giallo raffigura la parte intellettuale del cervello e favorisce la concentrazione. 

Ribadisco e sottolineo che non c'è NESSUNA EVIDENZA SCIENTIFICA!!!!

Tutto questo per dire che ieri abbiamo cambiato il soffione della doccia e ne abbiamo acquistato uno "colorato".
Quindi da ieri ogni volta che faccio la doccia mi dedico alla cromoterapia!!!

Vi farò sapere che benefici mi porterà!



Il libri del Gruppo di lettura



Oggi iniziamo un nuovo libro, che si aggiunge al lungo elenco di libri letti con le amiche del GDL.

Il 52esimo libro è: Il condominio di J. G. Ballard.

Questo l'elenco dei libri letti da quando abbiamo iniziato

1. Il canto della pianura
2. Le solite sospette
3. Le assaggiatrici
4. Chiamate la levatrice
5. Winesburg Ohio
6. Amok
7. La morte della pizia
8. Zeitoun
9. 7 fiori di senape
10. Le ragazze
11. La macchia umana
12. Revolutionary Road
13. Cortesie per gli ospiti
14. Terapia di coppia per amanti
15. Diario di una rondine
16. I testamenti
17. Veleno
18. Piccoli suicidi fra amici
19. La memoria rende liberi
20. Il crogiulo
21. Il racconto dell'ancella
22. Il mistero di Oliver Ryan
23. Aria sottile
24. Una stanza piena di gente
25. La teologia del cinghiale
26. Abbiamo sempre vissuto nel castello
27. L'uomo che mette a ordine nel mondo
28. La casa per bambini speciali di miss peregrine
29. Il pianista
30. Tabù
31. La luce sugli oceani
32. La scoperta del currywurst
33. Crepuscolo
34. Ninfee nere
35. Le cure domestiche
36. Che Dio perdona a tutti
37. Amore cucina e curry
38. Tanti piccoli fuochi
39. Il dottor Zivago
40. I giorni del tuono e del dolore
41. Cronaca di un servo felice
42. Quel che resta del giorno
43. Il mio anno di riposo e oblio
44. Le sette morti di Evelyn
45. Cometa sull'Annapurna
46. L'opera struggente di un formidabile genio
47. Riparare i viventi
48. Un aereo senza di lei
49. Tre tazze di tè
50. Heidi
51. L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello


sabato 18 luglio 2020

La telefonata che non vorresti mai ricevere

6 luglio. Ore 15 e qualche minuto. Squilla il mio cellulare ma non posso rispondere. 
E' l'allenatrice di ginnastica di Sofia nonchè educatrice dei centri estivi che sta frequentando. 
Vorrà disdire l'appuntamento che abbiamo nel pomeriggio?
Due minuti, richiamo. Occupato. 
Richiamo. Occupato. 

Una sensazione strana comincia a prendermi... chiamo mio marito. Occupato. 

Finalmente mi richiama: "non ti preoccupare, Sofia sta bene, ma ho dovuto chiamare l'ambulanza".

Non sono caduta perchè ero seduta. Le mie colleghe si sono preoccupate per il mio pallore improvviso. 

"Aspetta ti passo Sofia"

"Mamma aiutami... mamma per favore non riattaccare!".

Tempo 10 minuti ed ero al Meyer. Sono arrivata prima io dell'ambulanza. 
Si aprono le porte e vedo Sofia in barella completamente bardata: collare, cinta al bacino, braccia bloccate. Sorride. Sorrido anche io. 

Iniziano così 3 giorni in cui non ho dormito o quasi, non ho mangiato o quasi. Solo tornata a casa ho avuto la "tranquillità" di realizzare e di nascosto piangere.

"Mamma, è una brutta frattura scomposta ed esposta del gomito. Per bendarla e fare la radiografia dobbiamo sedarla un pochino

Non una, due volte. 

"Deve operarsi subito. Facciamo il tampone a lei e alla bambina e poi vi mettiamo in reparto".

Passa il tempo, siamo in DEA. Enrico non può entrare. Comunichiamo con Whatsapp.

Finalmente alle 20.00 arriva il risultato del tampone e ci ricoverano in reparto. 

Alle 22 arriva l'anestesista: "scusa ti come ti chiami?" - "Mi chiamo Silvia" - "Silvia io ho paura. Ho detto HO PAURA!!!"

Amore mio, sapessi la tua mamma quanta ne ha ma non può dirtelo!!!

Andiamo in sala operatoria alle 22.30. Enrico può darle un bacio prima di entrare. Io entro con lei e la lascio solo quando è addormentata.

Un'ora. Un'ora e mezza. Quasi due ore. Poi finalmente esce il chirurgo. Tutto bene. Tiro finalmente un sospiro di sollievo.

Ritorniamo in camera. Lei dorme, ma io non ci riesco. Continuo a guardarla respirare.

Martedì potremmo essere in uscita, ma il chirurgo mi spiega che purtroppo in sala operatoria c'è stato qualche piccolo problemino "abbiamo perso il polso radiale, può capitare in questo tipo di fratture, ma preferiamo tenere Sofia un altro giorno in osservazione."

Per questo restiamo tutto il giorno. L'effetto dell'anestesia comincia a finire e si svegliano i dolori. Alterniamo momenti in cui si sta bene ad altri in cui dobbiamo chiamare l'infermiera per avere un antidolorifico.

Mercoledì finalmente il medico ci porta il foglio con le dimissioni. 
Gesso fino al 7 agosto, quando faremo il controllo. 
"Mamma e non è detto che non glielo rimetteremo, dobbiamo vedere la radiografia dopo un mese"

Nell'attesa di uscire contatto il mio amico fisioterapista di fiducia che "ci aspetta appena toglieremo il gesso"!!

Sofia si lamenta tanto. La mano e la spalla sono davvero tanto gonfi. L'infermiera del reparto non è tanto convinta, così sollecita un ulteriore controllo dell'ortopedico. 
Andiamo in ambulatorio. Tagliano e aggiustano il gesso alla spalla e alla mano, tra pianti e dolori.

Finalmente torniamo a casa. 
Non sarà un'estate tranquilla. Ma il peggio è passato. 

Ho perso 10 anni di vita... ma abbracciarla nel lettone mi ha rimesso in pace con me stessa. E finalmente posso dar sfogo alla paura e piangere silenziosamente. 







lunedì 6 luglio 2020

MonoDermà

Grazie al sito The Insiders sono entrata a far parte del progetto MonoDermà e dell’integratore ProEtas.

La gamma MonoDermà di vitamine pure per uso topico presenta un pratico formato in perle MonoDermoDose® studiato per fornire alla pelle tutte le proprietà benefiche della vitamina.

Le tre vitamine Monodermà - A15, C10 ed E5 - sono state progettate per rispondere a bisogni specifici in base alla stagione, all’età ed alla tipologia di pelle.

La formulazione in gel siliconico di facile applicazione combina efficacia e piacevolezza d’uso, grazie alla texture vellutata che lascia un «effetto seta» sulla pelle. Una routine di bellezza quotidiana per potenziare l’efficacia del trattamento abituale o come base per il make-up.

La vitamina E5 è inoltre ideale anche per gli uomini che ricercano, nel post-rasatura, una pelle senza irritazioni e visibilmente più curata e idratata.

MonoDermà® A15 è ideale per combattere l’invecchiamento cutaneo e per chi presenta una pelle a tendenza acneica. Questo prodotto contiene, infatti, Retinolo puro (VITAMINA A) noto per svolgere un ruolo fondamentale nella cute in quanto è responsabile del rinnovamento costante del nostro tessuto epiteliale. Il Retinolo protegge e mantiene in buono stato la pelle riducendo i fenomeni di invecchiamento cutaneo, oltre a migliorare il processo di rigenerazione cellulare, favorisce la produzione di collagene e svolge un’azione esfoliante e levigante naturale, con un evidente effetto di attenuazione delle rughe e delle discromie cutanee.
 
MonoDermà® C10 è indicata nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, delle discromie cutanee, delle macchie da iper-pigmentazione e del foto-danneggiamento. Questo prodotto contiene la Vitamina C, un fattore nutritivo indispensabile che presenta, tra i suoi effetti benefici per la pelle, la stimolazione della sintesi del collagene, la fotoprotezione da UVA e UVB e l’azione schiarente sulle macchie da iperpigmentazione.
 
MonoDermà® E5 è indicata per il trattamento di xerosi, dermatosi con e senza prurito, foto e crono-aging. Questo prodotto contiene la vitamina E, un fattore nutritivo essenziale ed indispensabile per le funzioni della pelle. La VITAMINA E pura di derivazione vegetale migliora l’attività dei sistemi antiossidanti locali contrastando i danni provocati dall’azione dei radicali liberi, svolge un’efficace azione idratante e lenitiva, alleviando il prurito, oltre a proteggere dai danni del fotoinvecchiamento (dovuto ad un’eccessiva esposizione ai raggi solari o a lampade UV).
Questa formula è ideale anche per gli uomini che ricercano, nel post-rasatura, una pelle senza irritazioni e visibilmente più curata e idratata.
 
MonoDermà ProEtas è l’integratore alimentare formulato dalla ricerca dermatologica Giuliani per fornire alla pelle nutrienti fondamentali per il suo trofismo (Biotina e Nicotinamide), promuovendo la sintesi di Acido ialuronico (NAG). La sua formula contiene inoltre Acido ialuronico a basso peso molecolare, aminoacidi del collagene (Glicina e Prolina) ed estratti di Withania somnifera, Moringa oleifera e Goji, utile per proteggere la pelle dallo stress ossidativo.
 


 

venerdì 3 luglio 2020

Le emozioni dei libri

Ieri sera è stato assegnato il Premio Strega 2020.
Senza grandi sorprese ha vinto Sandro Veronesi con "Il colibrì"

Un libro che ho letto senza grande entusiasmo. Non mi è piaciuto. 
Stamattina scorrendo le notizie ho trovato un'ottima recensione che racchiude in pieno le mie sensazioni sul sito "The Book Advisor". La potete leggere qui.


Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di

perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d'arresto della caduta - perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all'improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l'uomo nuovo.

Io leggo tanto, da sempre. E i libri mi trasmettono emozioni. Da sempre
Dopo la vittoria di Veronesi il mio pensiero è andato subito ad un altro libro di questo autore: Caos Calmo
Un libro che mi è nel cuore. Regalo di un amico.
Un libro che mi ha emozionato e che mi ha preso tanto nonostante siano passati 10 anni dalla sua lettura. Un libro che resterà sempre nel mio cuore.


"Nonostante tutto, nonostante il nostro caos calmo"




martedì 30 giugno 2020

La barca di San Pietro. edizione 2020

Anche questo anno Sofia ed io abbiamo voluto seguire la tradizione della barca di San Pietro. 
Gli altri anni le barche sono venute proprio belle, nel 2018 addirittura mi sembrava di vedere due bei velieri con le vele spiegate.
La tradizione vuole che le vele diano indicazioni sull'andamento del raccolto e più in generale sull'andamento dell'anno.

Che il 2020 fosse un anno di .... ce ne eravamo accorti tutti, ma anche San Pietro doveva dire la sua.
Ecco qua la nostra "barca" di San Pietro.
Terribile, come il 2020!!!!


sabato 13 giugno 2020

quando la dieta funziona...

Giovedì alla Lidl era in promozione l'abbigliamento femminile.
Devo dire che non tutto è carino, ma ogni tanto qualcosa di buono e conveniente si trova. 
Per l'appunto questo giovedì c'erano i jeans skinny da donna.


"Amore mi compri un jeans quando vai?“
Certo! Che taglia ti prendo?
Uhm... 44!!!"
Sei sicura guarda che sono piccoli!

... Taglia 44. Indossati. Perfetti.
Evviva la dieta! Sto facendo tanti sacrifici... Ma che soddisfazione! 

domenica 7 giugno 2020

Un regalo inaspettato

Venerdì mattina, nel bel mezzo della mattinata lavorativa mi arriva un messaggio con foto da mio marito.
"È arrivato un pacco per te. Apro? “

Dalla foto non si vedeva la grandezza del pacco. Si leggeva però il mittente: un vivaio. 

La prima risposta è stata:" giuro che non ho comprato nulla!!!!“

Aperto il pacco mi arriva una foto. Un'orchidea! E per l'esattezza un debrondium nobile!

Meravigliosa!!!
Il dubbio però è sapere chi me l'ha mandata? Non c'è biglietto. 
Sicuramente una persona che mi conosce bene!!!
Ma chi?

Mio marito ha giurato di non essere stato lui. L'altra persona capace di questi gesti è mio padre. 
Ma dopo una veloce telefonata a casa... Il dubbio resta. Non è stato lui!

E chi sarà mai stato? 
La mia collega comincia a prendermi in giro: "hai un ammiratore sconosciuto!!!" 
Difficile da credere!!! 

Dopo qualche messaggio scambiato qua e là con le amiche... Ecco svelato l'arcano! 
Un'amica... Un'amica bella!!! 
Grazie Stella ❤️


giovedì 7 maggio 2020

Il ricamo delle orchidee

Dopo le ortensie e qualche piccolo pensiero da regalare ho intrapreso un nuovo quadro fiorito. 
Ho scelto di ricamare il mio fiore preferito: le orchidee.

Tra i tanti schemi a disposizione, la scelta è caduta su questo. Con qualche variazione sul tema.


1 marzo - 24 aprile 2020

54 giorni

7,71 settimane

1,77 mesi

1.295 ore

77.700 minuti

4.662.000 secondi




Tra un libro e l'altro l'ho iniziato e anche finito. Ovviamente l'ho iniziato non prima di aver acquistato l'unica matassina che mi mancava. Potrai avere anche 1000 colori diversi, ma quando inizi un ricamo nuovo c'è sempre un colore che ti manca!! 

E' stato un ricamo spedito. Sembrava più semplice, ma aveva tanti cambi di colore che mi hanno portato via un po' di tempo in più. Queste le varie tappe del ricamo:



La scritta al centro del ricamo non mi piaceva assolutamente così l'ho subito eliminata.

Questo è il risultato finale. Manca la cornice. In realtà manca ancora anche alle ortensie, ma dopo la brutta esperienza vissuta qualche tempo fa... sto ancora cercando un corniciaio di fiducia!!!






sabato 4 aprile 2020

I Libri di marzo

E' stati un mese particolare. Questo maledetto virus impazza. Le scuole sono chiuse dal 4. Dal 12 sono in malattia e dal 16 in CIG. Non si può uscire. Siamo tutti chiusi in casa.Il tempo a casa non passa mai. I pomeriggi sono lunghi lunghi.. 
Aumenta il tempo per leggere. 

Questi sono i libri che ho letto in questo mese surreale:

1) Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone
2) Parlarne tra amici di Sally Rooney
3) ...che Dio perdona a tutti di Pif
4) La Signora del martedì di Massimo Carlotto
5) L'ultima mano di burraco di Serena Venditto
6) L'amore ai tempi del Covid-19 di Antonio Manzini
7) Diario di Rondine di Amélie Nothomb
8) L'arte sconosciuta del volo di Enrico Fovanna
9) Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin

Dopo aver abbandonato con tanto dispiacere l'ultimo di Patricia Cornwell ho iniziato Inventario di un cuore in allarme, l'ultimo libro di Lorenzo Marone

Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all'ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l'inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all'affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all'astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all'astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l'angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po' di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici. Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un «cuore in allarme». Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il più irresistibile dei personaggi tragici
.

Non mi è piaciuto granchè. Ho preferito altri suoi scritti. A mano a mano che procedevo con la lettura l'ho trovato un po' scontato. Tra l'altro leggere di un ipocondriaco in questo periodo... va beh non è stata la scelta migliore!!!!


A fine febbraio con una "collega di pilates" avevo deciso di partecipare ad un gruppo di lettura dal vivo, organizzato dalla Libreria Florida, vicino casa. Il libro da leggere era Parlarne tra amici di Sally Rooney. Avevo addirittura comprato il cartaceo in libreria, ma il covid ha bloccato qualsiasi incontro così ho deciso di leggerlo da sola. 

Frances è troppo intelligente per innamorarsi di un uomo sposato. O almeno cosí pensava prima di incontrare Nick. Bobbi, la sua ex amante, e Melissa, la moglie di Nick, sono troppo moderne e consapevoli per essere gelose. O almeno così pensavano. "Parlarne tra amici" si può leggere come una commedia romantica o un manifesto femminista. Si può leggere come un libro sul tradimento ai tempi di WhatsApp o su ciò che nei rapporti di coppia non cambia mai. Ma in qualsiasi modo si decida di leggerlo, "Parlarne tra amici" è un romanzo universale sui complicati capricci dell'amore.

E' un libro carino, ma pensavo meglio. Consigliato se si cerca una lettura leggera, che forse in questo periodo male non fa.


Il terzo libro del terzo mese dell'anno è ...che Dio perdona a tutti di Pif, letto con le amiche del GDL

Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso
successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s'innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un'opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità
.

Premetto che non amo il "personaggio" Pif. Il libro è scorrevole ma non mi ha per niente colpita. La scrittura è simpatica e ironica, ma alcuni passaggi sono secondo me un po' troppo finti.
Probabilmente se non fosse stato "Pif" nessuna casa editrice l'avrebbe pubblicato e, se non fosse per la sua notorietà, quasi nessuno avrebbe comprato.


Nei vari gruppi di Facebook sui libri avevo letto belle recensioni di La Signora del martedì di Massimo Carlotto. Ho deciso quindi di leggerlo. 

Tre personaggi che la vita ha maltrattato. Bonamente Fanzago, attore pomo dal nome improbabile che un ictus ha messo in panchina e che assiste angosciato all'ascesa dei giovani concorrenti. Tiene duro
aspettando che ogni martedì una donna affascinante dal passato misterioso paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto poco frequentato dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Tre esseri umani sui quali la società si accanisce proprio perché più fragili, ma che troveranno il coraggio di difendersi. Non sono eroi senza macchia né paura, hanno debolezze, hanno commesso errori e a volte azioni riprovevoli. Ma soprattutto aspirano ad amore e rispetto. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i nostri tre personaggi diventerà questione di vita o di morte scavare, dentro di sé e nel proprio passato, per trovare le risorse necessarie a tirarsi fuori dai guai
.

Un libro particolare. Dopo un inizio un po' lento la storia decolla e il fiato del lettore si accorcia. E' davvero un bel romanzo. Una storia fatta di coincidenze e fatti passati che si intrecciano in una trama che rompe con qualsiasi schema. Consigliato davvero.


Ho chiesto consiglio su un bel giallo. Tra i tanti mi hanno consigliato L'ultima mano di burraco di Serena Venditto. Sottotitolo "Quattro coinquilini e un'indagine (per non parlar del gatto)". Confesso che l'ho scelto solo perchè la storia è ambientata a Napoli.

Chiaia, centro di Napoli. Dopo una tranquilla cena in famiglia con la moglie e i figli, che si è conclusa con una partita a burraco, Temistocle Serra, distinto professore universitario di Teoria dei giochi e delle decisioni, muore. Omicidio, suicidio o morte naturale? Stabilirlo spetta alla polizia, ma
c'è una cosa che le forze dell'ordine proprio non riescono a fare: interpretare una sequenza di carte da gioco che l'uomo ha lasciato sul tavolo prima di morire, in un ordine che non può essere certo casuale. Un messaggio in codice, forse, come nei romanzi di Agatha Christie e di Ellery Queen. E chi meglio di Malù, archeologa col vizio della letteratura gialla, può aiutare a risolvere l'enigma? E così il commissario De Iuliis la coinvolge nel caso in qualità di consulente investigativo («Proprio come Sherlock Holmes!» esulta lei). E Malù a sua volta trascina nell'indagine la sua famiglia d'elezione, gli amici con cui condivide il caotico appartamento di via Atri 36, a due passi da Spaccanapoli: Ariel, traduttrice di atroci romanzetti rosa nonché esperta giocatrice di burraco; Samuel, rappresentante di articoli per gelaterie di origini sardo-nigeriane; Kobe, talentuoso quanto sgrammaticato pianista giapponese; e ovviamente il gatto nero Mycroft con il suo fiuto infallibile. Cosa voleva indicare Temistocle Serra con quel codice: il nome del suo assassino? La localizzazione di un tesoro? Una misteriosa formula? E soprattutto: chi era davvero il professore, e quali segreti nascondeva? I quattro coinquilini proveranno a scoprirlo, e anche Mycroft avrà modo di miagolare la sua
.

In generale è stata una lettura molto scorrevole e piacevole, anche per il fatto che non sono stata costretta a leggere il libro precedente per capire questo. Ci sono tanti personaggi, tutti bel delineati, compreso il gatto Mycroft che porta il nome del fratello di Sherlock Holmes
Tra i tanti protagonisti c'è lei: Napoli, la mia città.
Merita davvero una nota a parte, anche se io sono di "parte". 
Leggere la descrizione delle strade, dei luoghi e delle persone mi ha fatto un po' "sentire a casa".


C'era da scommetterci che qualcuno avrebbe scritto qualcosa "a tema virus". Il primo è stato Antonio Manzini che ha pubblicato L'amore ai tempi del Covid-19 un omaggio, un racconto inedito, una nuova indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po' e sostenere, chi lo volesse, l'ospedale Spallanzani di Roma con una donazione all'indirizzo: https://donazioni.inmi.it/.

Protagonista è Rocco Schiavone, che nel bel mezzo dell’emergenza Coronavirus si trova costretto ad indagare sulla morte di Manlio Sperduti, il cui cadavere viene trovato nella vasca da bagno del suo appartamento, nel quale viveva con la moglie, i figli, il fratello della moglie e i genitori di lei.
Tra quarantena, mascherine, divieti ed interrogatori ai protagonisti, Rocco Schiavone riuscirà in poco tempo a risolvere il caso, non senza aver prima fatto presente alla famiglia come si possa uccidere anche senza brandire un’arma.

Romanzo brevissimo, di poche pagine in cui Manzini ben descrive i sentimenti degli italiani in questo periodo di quarantena.
Bellissime le ultime pagine, che valgono l’intero racconto. Una finestra aperta sul futuro, su cosa resterà dopo questa epidemia, su cosa faremo e come diventeremo dopo questo periodo senza precedenti.


Con le amiche del gruppo di lettura ho letto Diario di Rondine di Amélie Nothomb

Dopo una delusione d'amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino... Un'insolita storia d'amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark
.

Ho già letto altri libri della Nothomb, scrittrice scoperta grazie alla mia amica Lele, mia "personal guru libresca"e anche questo come gli altri che ho letto mi ha sorpreso piacevolmente. Una lettura scorrevole, un libro che si legge in un giorno. Molto interessante è lo stile noir  e ho trovato strepitoso il protagonista che è una sorta di anti-eroe che, sebbene sia un killer, suscita alla fine un sentimento di compassione.


Un amico giornalista su Facebook ha pubblicizzato un libro e incuriosita l'ho iniziato anche io: L'arte sconosciuta del volo di Enrico Fovanna

Premosello, Piemonte settentrionale, 1969. È il primo novembre, vigilia del giorno dei morti, e una
scoperta agghiacciante sta per risvegliare l'orrore in paese, sconvolgendo l'infanzia di Tobia. Su una strada di campagna, vicino al ruscello, è stato rinvenuto il corpo di un suo compagno di scuola. A pochi mesi di distanza dal ritrovamento del cadavere di un'altra ragazzina. In paese si diffonde il terrore: ormai è evidente che per le campagne si aggira un mostro, un mostro che uccide i bambini. Tobia è afflitto dal senso di colpa e dalla vergogna, perché con quel ragazzo aveva fatto a botte proprio il giorno della sua scomparsa, desiderando davvero di liberarsi di lui. Adesso è difficile tornare alla vita di prima, all'amore innocente ed esaltante per Carolina, ai giochi spensierati con padre Camillo e con Lupo, il matto del paese. Soprattutto quando i sospetti dei paesani si concentrano su una persona molto vicina a Tobia, sulla cui innocenza lui non ha alcun dubbio. Quarant'anni dopo, Tobia vive a Milano e fa il medico legale. Demotivato dal lavoro e lasciato dalla moglie per l'impossibilità di avere un figlio, sta vivendo uno dei momenti più bui della sua vita. Sarà una telefonata di Ettore, il suo vecchio compagno di scuola, a convincerlo a tornare dopo tanti anni nei luoghi dell'infanzia, per il funerale di Lupo. E questo inatteso ritorno cambierà la rilettura del suo passato...

Un romanzo "giallo" che all'inizio parte un po' in sordina, lento e noioso. Con il racconto del primo delitto, però la storia diventa subito coinvolgente ed interessante. Intrigante fino alla soluzione del giallo quando si scopre un colpevole inaspettato. Da leggere.


Ho finito questo strano mese di letture con un libro che o si ama o si odia. Non ho trovato mezze misure nelle recensioni. Si tratta di Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin.

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.
Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.


Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “Un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

Malgrado l'ambientazione da cimitero e la tragedia che fa da filo conduttore è un romanzo delicato e dal finale piacevolmente ottimista. Mi sono affezionata a Violette sin dalle prime pagine, ti viene voglia di leggere il libro tutto d'un fiato.
E' un esempio di forza e resilienza, una donna che nonostante abbia vissuto tante tragedie, non ultima, la più drammatica, la perdita di un figlio, si rialza sempre, con la semplicità e l'amore per le piccole cose. Nella quotidianità delle sue piccole passioni ritrova equilibrio e serenità. 

"anche le anime nere diventano luminose"


sabato 7 marzo 2020

I libri di Febbraio

Mese breve, pochi libri. Solo 3 questo mese. Anzi due e mezzo visto che uno, l'ultimo l'ho bellamente abbandonato!

1) Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton
2) Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi
3) Revolutionary Road di Richard Yates

Con il GDL abbiamo iniziato il mese leggendo Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton.

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell'alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane Thomas Hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d'artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell'attimo in cui esplodono nell'aria i preannunciati fuochi d'artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell'acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L'invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell'acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l'assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

E' un libro è scritto, scorrevole e molto molto strutturato; i personaggi sono tutti ben delineati. L’idea è sicuramente buona ed obiettivamente innovativa. E' però un po' troppo confusionario verso la fine e il numero di personaggi indispensabili allo sviluppo certamente non aiuta.
Consiglio di leggerlo “tutto d’un fiato”, altrimenti si perde l’intreccio narrativo che non è propriamente semplice.

Da sola e contemporaneamente al GDL ho letto Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi

Hai presente quando la radio passa la canzone che ascoltavi sempre alle superiori, e ti immaginavi nel
futuro, libero e felice di fare quel che volevi... be', se a sentirla il cuore ti si stringe e alla fine devi cambiare stazione, vuol dire che in quel futuro qualcosa non è andato come sognavi. Così è per Fabio, che ha ventiquattro anni e studia giurisprudenza. La materia non lo entusiasma per niente, ma una serie di circostanze lo ha condotto lì, e lui non ha avuto la forza di opporsi. Perciò procede stancamente, fin quando - siamo nel 1998 - per evitare il servizio militare obbligatorio viene spedito in un ospizio per preti in cima ai monti. Qua il direttore è un ex missionario ottantenne ruvido e lunatico, che non esce dalla sua stanza perché non gli interessa più nulla, e tratta male tutti tranne Gina, una ragazza che si crede una gallina. Diversi come sono, qualcosa in comune Fabio e don Basagni ce l'hanno: la passione per il ciclismo. Così iniziano a guardare insieme il Giro d'Italia, e trovano in Marco Pantani l'incarnazione di un sogno. Un uomo coraggioso, tormentato e solo, che si confronta con campioni colossali che hanno il loro punto di forza nella prudenza e nel controllo della corsa. Pantani invece non fa tanti calcoli, lui dà retta all'istinto e compie sforzi immani che gli permettono di spostare il confine, "il terribile confine tra il possibile e l'impossibile, tra quel che vorremmo fare e quel che si può". Grazie a questa meravigliosa follia, Fabio e don Basagni troveranno in sé un'audacia sepolta, e metteranno in discussione l'esistenza solida e affidabile che ormai erano abituati a sopportare. Fabio Genovesi ci racconta cosa vuol dire credere in qualcosa. Qualsiasi cosa. Che sia però magica, e ci accenda, spingendoci avanti o da qualsiasi parte, senza progetti o direzioni già tracciate. Si rischia di cadere, sì, ma quando alla radio passeranno la canzone della nostra adolescenza allora, cantandola a squarciagola coi finestrini abbassati, di sicuro voleremo.

Non amo il ciclismo, ma ho amato e amo Pantani. Ecco se come me amate Il Pirata non potete non leggere questo libro: un ragazzo che cresce costretto in un mondo che non è il suo, un burbero prete poco prete, una bambina che crede di essere una gallina, uno scuolabus e...Pantani. Questi sono i protagonisti del nuovo romanzo di Fabio Genovesi. Un bellissimo racconto delle imprese del Pirata. Anche per chi non ama il ciclismo!

Così arriviamo alla fine del mese... tira brutta aria. Questo virus non mi tranquillizza. Le scuole sono chiuse da qualche giorno. Pare vogliano chiudere tutte le attività produttive.
Non voglio nemmeno pensarci. Per questo motivo ho iniziato questo libro un po' svogliata.
Con le ragazze del GDL abbiamo cominciato Revolutionary Road di Richard Yates. 

È il 1955; i Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York, che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: la loro esistenza scorre fra il treno dei pendolari, le cenette alcoliche con i vicini, le recite della filodrammatica locale, ma Frank e April si sentono destinati a una vita creativa e di successo, possibilmente in Europa. Nella storia della giovane famiglia in apparenza felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, e l'inevitabile esplosione arriva con una potenza da dramma shakespeariano
.

E niente! Mi sono fermata al 19% del Kindle. Non sono riuscita ad andare avanti. Mi sa che inizierò il mese di marzo con il nuovo libro di Lorenzo Marone.




 

sabato 8 febbraio 2020

I libri di gennaio

Quest'anno ho come impegno quello di superare i libri letti l'anno scorso. Il mese di Gennaio comincia benissimo!

1) I leoni di Sicilia di Stefania Auci 
2) L'anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo
3) Veleno di Pablo Trincia
4) Ah l'amore l'amore di Antonio Manzini
5) La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante


L'anno comincia bene, con un libro davvero bello: I leoni di Sicilia di Stefania Auci

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione... E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri - il marsala - viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno - sott'olio e in lattina - ne rilancia il consumo in tutta Europa... In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l'espansione dei Florio, ma l'orgoglio si stempera nell'invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell'ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e - sebbene non lo possano ammettere - hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto - compreso l'amore - per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Un libro bello, una storia scritta con una prosa scorrevole e avvincente. Forse all'inizio è un po' lento ma poi il ritmo cresce e la storia si fa più intrigante.  L'ho letto tutto d'un fiato, non riuscivo a staccarmene e quando l'ho finito, mi è dispiaciuto perchè avrei voluto continuarne la lettura.


Consigliata di un amico di cui, in tema di letture e non solo mi fido molto ho letto L'anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo.

Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte
mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d'improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.

Bello, sembra quasi una storia vera: l'amore che cresce, l'amicizia che si scopre piano piano. Il potere dei bambini sugli adulti. Spesso mi sono commossa. Un libro originale, una storia tenera che tocca il cuore.  

 Con le amiche del GDL questo mese ho letto Veleno di Pablo Trincia.

Alla fine degli anni Novanta, in due paesi della Bassa Modenese separati da una manciata di chilometri di campi, cascine e banchi di nebbia, sedici bambini vengono tolti alle loro famiglie e trasferiti in località protette. I genitori sono sospettati di appartenere a una setta di pedofili satanisti che compie rituali notturni nei cimiteri sotto la guida di un prete molto conosciuto nella zona. Sono gli stessi bambini che narrano a psicologi e assistenti sociali veri e propri racconti dell'orrore. La rete dei mostri che descrivono pare sterminata, e coinvolge padri, madri, fratelli, zii, conoscenti. Solo che non ci sono testimoni adulti. Nessuno ha mai visto né sentito nulla. Possibile che in quell'angolo di Emilia viga un'omertà tanto profonda da risultare inscalfibile? Quando la realtà dei fatti emergerà sotto una luce nuova, spaventosa almeno quanto la precedente, per molti sarà ormai troppo tardi. Ma qualcuno, forse, avrà una nuova occasione. Nota: niente di quello che è scritto in questo libro è stato in alcun modo romanzato dall'autore.

Quanto dolore. Che racconto assurdo e straziante. E' incredibile che al giorno d'oggi possano succedere queste cose. Il libro è  una vera e propria indagine giornalistica che conduce attraverso le indagini senza fare confusione e, soprattutto, offrendo diversi spunti di riflessione. 

Appena ho scoperto che era stata pubblicata una nuova indagine del Vicequestore Rocco Schiavone... mi sono fiondata!!! Il quarto libro del mese è Ah l'amore l'amore di Antonio Manzini

Una nuova indagine per Rocco Schiavone costretto ad indagare da un letto di un ospedale per un caso
di malasanità. E intanto il vicequestore ha quasi cinquant'anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra. E immancabilmente un’ombra, di quell'oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.

Io amo Rocco Schiavone. Adoro i suoi modi burberi. Non mi stanco mai di leggere le sue storie e Manzini ha il grande pregio di non annoiare mai!!
 

Se il mese si era aperto bene, chiude decisamente male! Ho pensato di dare una nuova occasione ad una scrittrice (o scrittore???) osannata da tutti ma che a me non appassiona. Ho letto  La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante.

Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per rit
rovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell’infanzia, oscilla tra due Napoli consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s’è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando ora inerpicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposta e senza scampo.
L'estratto

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell'appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

Dopo la quadrilogia de L'Amica geniale, che ho trovato terribile, ho deciso di dare alla Ferrante un'altra possibilità! Ma questo libro... tremendo! Lungo, lento, noioso, difficile da riassumere. Pieno di personaggi divisi tra benestanti della "Napoli alta" e persone più umili della "bassa". Alla fine della storia nessun personaggio mi è rimasto impresso. L'ho finito solo per curiosità, per capire fino a dove poteva arrivare. 

Spero che il primo libro di febbraio, iniziato con le amiche del GDL sia meglio!! 



sabato 11 gennaio 2020

I libri del 2019




Ecco il mio 2019 in libri!!!Scorrendo i vecchi post, mese per mese, potrete leggere ciò che penso di ognuno!

1. Canto della pianura di Kent Haruf 
2. Lazarus di Lars Kepler
3. Rien ne va plus di Antonio Manzini
4. I colori dell'incendio di Pierre Lemaitre

5. Crepuscolo di Kent Haruf
6. Cronaca di una morte annunciata di Gabriel Garcia Marquez
7. La macchia umana di Philip Roth
8. L'anno dell'oracolo di Charles Soule

9. Perduti nei Quartieri Spagnoli di Heddi Goodrich
10. La scoperta della currywurst di Uwe Timm
11. Le parole di Sara di Maurizio De Giovanni
12. Nata per te: Storia di Alba raccontata fra noi di Luca Mercadante,  Luca Trapanese

13. Cometa sull'Annapurna di Simone Moro
14. Tempi glaciali di Fred Vargas 
15. Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore
16. Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol 
17. La gabbia dorata di Camilla Läckberg
18. La segretaria di Renée Knight 
19. Il mio cane del Klondike di Romana Petri 

20. Chiamate la levatrice di Jennifer Worth
21. Terre rare di Sandro Veronesi
22. L'uomo delle castagne di Søren Sveistrup
23. Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng

24. L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers
25. Il pianto dell'alba di Maurizio De Giovanni

26. L'amore finchè resta di Giulio Perrone
27. Il crogiulo di Arthur Miller
28. Il morso della reclusa di Fred vargas
29. Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone
30. Il sigillo del cielo di Glenn Cooper
31. Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno
32. L’annusatrice di libri di Desy Icardi 

33. Ogni riferimento è puramente casuale di Antonio Manzini 
34. L'alienista di Caleb Carr
35. Un aereo senza di lei di Michel Bussi  
36. Una vita come tante di Hanya Yanagihara
37. L'estate che conobbi il Che di Luigi Garlando
38. Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti

39. Ninfa dormiente di Ilaria Tuti
40. Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh (Abbandonato)
 
41. Avviso ai naviganti di Annie Proulx
42. Riparare i viventi di Maylis de Kerangal 

43. Sorelle sbagliate di Alafair Burke 
44. La memoria rende liberi di Liliana Segre 
45. Come piante tra i sassi di Mariolina Venezia 
46. Qualcosa di personale di James Patterson 

47. Lungo petalo di mare di Isabel Allende 
48. Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni 
49. Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna 
50. Quantum di Patricia Cornwell (abbandonato)