domenica 18 ottobre 2020

Make a wish

Esprimi un desiderio... 

La tartaruga è il simbolo dello della famiglia. 

I made a wish ❤️

sabato 17 ottobre 2020

I libri del Gruppo di Lettura

 Ottobre comincia con un nuovo libro del GDL: Gilead di Marilynne Robinson.


Il pastore John Ames sarà morto quando suo figlio aprirà la lettera che gli sta scrivendo. Siamo nel 1956, John ha 76 anni e sente che la fine è prossima. Dieci anni prima ha incontrato l'attuale signora Ames, molto piú giovane di lui. La donna aveva sofferto molto: il pastore se ne innamorò e in lui la ragazza ha trovato conforto e assistenza. Ora sembra proprio che siano felici, sotto ogni punto di vista. Il vecchio padre sente che il figlio di sei anni non potrà mai veramente conoscere la sua storia. A Gilead, Iowa, la città che non ha mai lasciato, Ames inizia cosí a scrivere una specie di testamento, la storia della sua famiglia. Racconta di suo nonno, un uomo impegnato nelle lotte contro la schiavitù, del padre pacifista durante la guerra di Secessione. E poi si chiede: cosa ho imparato io da tutti voi?

Questi invece tutti i libri già letti!

1. Il canto della pianura

2. Le solite sospette

3. Le assaggiatrici

4. Chiamate la levatrice

5. Winesburg Ohio

6. Amok

7. La morte della pizia

8. Zeitoun

9. 7 fiori di senape

10. Le ragazze

11. La macchia umana

12. Revolutionary Road

13. Cortesie per gli ospiti

14. Terapia di coppia per amanti

15. Diario di una rondine

16. I testamenti

17. Veleno

18. Piccoli suicidi fra amici

19. La memoria rende liberi

20. Il crogiulo

21. Il racconto dell'ancella

22. Il mistero di Oliver Ryan

23. Aria sottile

24. Una stanza piena di gente

25. La teologia del cinghiale

26. Abbiamo sempre vissuto nel castello

27. L'uomo che mette a ordine nel mondo

28. La casa per bambini speciali di miss peregrine

29. Il pianista

30. Tabù

31. La luce sugli oceani

32. La scoperta del currywurst

33. Crepuscolo

34. Ninfee nere

35. Le cure domestiche

36. Che Dio perdona a tutti

37. Amore cucina e curry

38. Tanti piccoli fuochi

39.Il dottor Zivago

40. I giorni del tuono e del dolore

41. Cronaca di un servo felice

42. Quel che resta del giorno

43. Il mio anno di riposo e oblio

44. Le sette morti di Evelin

45. Cometa sull'annapurna

46. L'opera struggente di un formidabile genio

47. Riparare i viventi

48. Un aereo senza di lei

49. Tre tazze di tè

50. Heidi

51. L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

52. Condominium

53. Scappa con me a Roma

54. Un complicato atto d'amore

55. Fiore di roccia



lunedì 12 ottobre 2020

Il perdono

"Quando siamo tentati di chiudere il nostro cuore a chi ci ha offeso e ci chiede scusa, ricordiamoci delle parole del Padre celeste al servo spietato: «Io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?».

Chiunque abbia sperimentato la gioia, la pace e la libertà interiore che viene dall’essere perdonato può aprirsi alla possibilità di perdonare a sua volta."

Papa Francesco - Angelus del 17 settembre 2017




martedì 25 agosto 2020

Torta cioccolato e menta

Venerdì, approfittando di  giorno di ferie preso al volo, abbiamo deciso di fare una torta tutti insieme.
Enrico ha trovato girando sul web la ricetta di una torta con pan di spagna al cioccolato e la crema dio menta. Quindi abbiamo deciso di provarla. 

Ingredienti:

Per il Pan di Spagna:

2 uova,
140 g zucchero,
60 ml latte,
70 ml olio di semi di girasole,
150 g farina,
20 g cacao amaro,
mezza bustina di lievito per dolci

Per la Crema:
250 g mascarpone,
100 ml panna fresca,
100 ml sciroppo di menta

Per la Bagna:
latte
sciroppo di menta


Procedimento 

In una ciotola versare le uova intere con lo zucchero e con l'aiuto delle fruste elettriche mescolare, fino ad ottenere un composto spumoso. Unire il latte continuando a sbattere..




Aggiungere l’olio e sempre continuando a mescolare, aggiungere poco alla volta la farina ed il cacao amaro. Per ultimo unire il lievito per dolci. 
Mescolare per bene, fino ad ottenere un composto senza grumi.

Imburrare e infarinare una teglia e versare il composto. Cuocere in forno preriscaldato e ventilato a 170° per 20-25 minuti oppure in forno statico a 180° per lo stesso tempo. Una volta cotta, lasciatela raffreddare.


Preparare la crema montando per bene la panna, unire il mascarpone e mescolare sempre con le fruste fino ad ottenere una crema setosa.

(PS: ricordatevi di mettere la panna in frigo e se fa molto caldo mettete in frigo per una mezz'ora anche a ciotola e le fruste!!!)

Aggiungere lo sciroppo alla menta e mescolare ancora un po' fino ad ottenere una bella panna verde! 

Per la bagna, mescolare un po’ di latte con un goccio di sciroppo di menta.

Appena la base si è raffreddata metterla su un piatto da portata e bagnarla con latte e menta. 

La ricetta originale prevedeva una decorazione con la sac à poche. Ci abbiamo provato, ma forse a causa dell'eccessivo caldo la crema si stava liquefacendo, per cui abbiamo optato per una spennellata sopra, che sicuramente ha tolto molto all'estetica, ma nulla ha tolto al gusto della torta!!!
Buonissima davvero. 

E' davvero semplice da fare. La consiglio anche da fare con i bimbi che si divertiranno ad utilizzare le fruste!



giovedì 13 agosto 2020

Un nuovo ricamo

Dopo aver finito l'orchidea  che insieme alle ortensie aspetta ancora di essere incorniciata, ho iniziato un nuovo ricamo.

Questa volta non sono fiori. 
Volevo un tema "marino" da mettere in bagno.

Sono rimasta folgorata da uno schema Dimensions..

Si chiama "Shell on blue" disegnato da Lori Greff. È su tela aida blu, ma io ho apportato qualche modifica. L'ho iniziato su tela aida ecru... Giusto per cecarmi gli occhi!!!
Sembrava più semplice.. 
Sono proprio all'inizio! Speriamo non diventi un UFO!

martedì 11 agosto 2020

La frittata di pasta al forno

 Anche se siamo a dieta oggi ci siamo concessi un pranzo libero. Ho preparato la frittata di pasta al forno.

Ingredienti

300 gr. di bucatini
5 Uova
3 fette di prosciutto cotto
150 gr. di provola
q.b. Parmigiano
q.b. Sale
q.b. Burro (per lo stampo)

Preparazione

Cuocere la pasta al dente. Sbattere le uova aggiungendo parmigiano a piacimento e sale quanto basta. Aggiungere la pasta e amalgamare tutto.
In una teglia imburrata versare parte della pasta aiutandosi con le mani a stendere tutto per bene. Al centro mettere la provola tagliata a cubetti e stendere il prosciutto a fette. Versare il resto della pasta sopra e cospargere di parmigiano.
Mettere in forno statico a 160° precedentemente riscaldato per 55-60 minuti. Gli ultimi 5 minuti passare a grill per far dorare la superficie 

Questo è il risultato:


Un paio di osservazioni per la prossima volta: un uovo in più, un pizzico di sale in più e una teglia più alta!!!

lunedì 3 agosto 2020

Benvenuta Zelda

Sono passati 10 giorni da quando è arrivata e ci siamo "ripresi" dai primi giorni ...

Era da tanto che Sofia chiedeva un cucciolo, ma noi abbiamo sempre tentennato. Enrico un po' di più per la verità... Io ho già vissuto l'esperienza di un cucciolo in casa: Anastasia. E' stata con noi dal 1997 al 2013. 
E' stata per me una sorella. E so bene quanto un cucciolo può fare bene in una famiglia, soprattutto ad una figlia unica come Sofia.

Tutto è cominciato durante questo periodo di lockdown. Lo stare forzatamente chiusi in casa, ci ha fatto pensare che forse un cucciolo sarebbe stato l'ideale per Sofia, che ha cominciato a soffrire, come tutti i bimbi, che all'improvviso si sono trovati chiusi in casa senza poter fare più nulla. 

Ho cominciato a guardare tutti i siti e i gruppi di Facebook dedicati all'adozione dei cuccioli finchè... non ho visto lei: 



E' stato amore a prima vista, così ho contattato subito la volontaria e abbiamo preso accordi.
La mamma ha partorito questa cucciolata in una caverna vicino Palermo e i volontari li hanno subito salvati e portati al riparo.

Sofia ha deciso il nome e abbiamo avviato tutte le pratiche per l'adozione. Una volontaria è venuta a farci il colloquio pre-affido. Perchè l'adozione di un cucciolo è una cosa seria!!
Abbiamo aspettato i tempi giusti, abbiamo aspettato che il veterinario mettesse il microchip obbligatorio e facesse i primi vaccini e compiuti i due mesi è stata organizzata la staffetta per portarla a Firenze. 

Nel cuore della notte siamo andati a prenderla.
Piccola e spaventata.
 


E poi siamo arrivati a casa. Si è perdutamente innamorata di Sofia. E' diventata la sua ombra. Dove va Sofia va Zelda. E noi ci siamo perdutamente innamorati di lei. 



Benvenuta Zelda!!!
Da oggi la nostra vita sarà sicuramente migliore!

sabato 1 agosto 2020

I libri di Luglio

Nonostante un mese un po' travagliato ...4 libri all'attivo!!!

1) La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell
2) L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks
3) Vicarìa: Un'educazione napoletana di Vladimiro Bottone
4) Il condominio di James Graham Ballard 
 
Su consiglio della mia amica Lele, personal book's guru ho letto La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell.

«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: così Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano apparsi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Ma il lettore avrà il piacere di scoprirvi anche qualcos’altro: la storia di un Paradiso Terrestre, e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato
.

E' una storia ironica e piena di scene comiche. La narrazione è fluida, sembra quasi di essere insieme al protagonista in giro per l'isola. Un libro che mi ha divertito anche se alcune descrizioni sul comportamento degli animali le ho trovate un po' troppo lunghe e noiose!

Con il gruppo del GDL, dopo aver letto "Una stanza piena di gente" abbiamo deciso di leggere L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks. 

Oliver Sacks professore di Neurologia alla Albert Einstein College of Medicine di New York, racconta
le sue esperienze cliniche affrontando la malattia mentale sotto l’aspetto umano più profondo
.

Si tratta di un saggio neurologico in cui l'autore racconta alcune sue esperienze cliniche di neurologo e descrive alcuni casi di pazienti con lesioni encefaliche di vario tipo, che hanno prodotto i comportamenti più singolari e imprevedibili.Il saggio è diviso in quattro sezioni: Perdite, Eccessi, Trasporti e Il mondo dei semplici, le cui storie sono accostate a particolari sindromi e disfunzioni quali sindrome di Tourette, di Korsakov, di Conard, atassie, agnosie, afasie, amnesie.
L'autore utilizza un linguaggio scientifico che dovrebbe spiegare al lettore le malattie neurologiche i comportamenti che ne derivano, stimolando la sua curiosità. A me ha fatto l'effetto contrario. L'ho trovato arido: un lungo elenco di casi. 


Un amico, anche lui napoletano di origine, ma trapiantato a Firenze da un po', mi ha prestato un libro secondo lui molto bello: Vicarìa: Un'educazione napoletana di Vladimiro Bottone.

Napoli, 1841. il Reale Albergo dei Poveri è un'opera mastodontica nata con l'ambizione di risanare le sette piaghe cittadine, ma divenendone, di fatto, l'ottava. Reclusorio di vecchi inabili, donne perdute e infanti destinati a perdersi, viene chiamato dai napoletani il Serraglio poiché dalle sue mura è pressoché impossibile fuggire. A scappare ci prova, tuttavia, Antimo, un bambino di sette anni. La causa della sua fuga è un «peccato che grida vendetta al Signore». Nascosto in una cesta di vimini, sotto un mucchio di paglia usata e lenzuola sporche, Antimo è sul punto di guadagnare l'uscita quando, scoperto, va incontro a una triste fine. Gioacchino Fiorilli, giovane commissario di Vicarìa, uno dei quartieri più malfamati della città, viene incaricato delle indagini sul caso. Di bell'aspetto, i baffi curati e la divisa elegante, Fiorilli si ritrova a fare i conti con una Napoli popolata di funzionari corrotti, medici senza scrupoli e sinistri personaggi in bilico tra luce e ombra, nobiltà d'animo e miseria.

Un bel libro, ambientato a Napoli, la mia città. Una città dalla quale sono andata via, ma che è una parte di me, dalla quale non posso essere separata. Un libro pieno di colpi di scena che tiene attento il lettore fin dalle prime pagine, ma che purtroppo a metà si perde e diventa un po' lungo. Un libro comunque da leggere per scoprire una parte della città che oggi non esiste più.

Il mese si chiude con un altro libro letto con le amiche del GDL: Il condominio di James Graham Ballard.

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in
grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.
"

L'ho iniziato in ritardo rispetto all'inizio previsto, per cui sono non sono in linea con la "tabella di marcia". Mi manca pochissimo per terminarlo. E' un distopico, racconta la caduta della società, l'emersione degli istinti umani che distruggono la sovrastruttura sociale e le leggi di diritto odierne.
E' un bel libro, ma diciamo che non è proprio il mio genere!

lunedì 20 luglio 2020

Cromoterapia

La cromoterapia è considerata una "medicina alternativa": il mondo dei colori rappresenta una terapia volta al trattamento di disturbi di varia entità. 
In questa “medicina”, che non si avvale di nessuna prova scientifica, e ribadisco NESSUNA PROVA SCIENTIFICA i colori sono indispensabili per ritrovare l'armonia e l'equilibrio del corpo e dello spirito.

Chi pratica la cromoterapia ritiene che i colori sono in grado di influenzare le funzioni dell'organismo, influendo a livello del sistema metabolico, nervoso ed immunitario. Già gli antichi Egizi e i Greci conoscevano il "potere dei colori"...

Nella moderna cromoterapia, i colori sono associati ad alcune proprietà particolari:

Il verde simboleggia l'armonia, la natura, l'equilibrio e la speranza: agisce a livello del sistema nervoso  e calma i mal di testa.

Il rosso è simbolo del fuoco, del sangue e dell'eccitazione sessuale: è collegato alla forza, alla vita e alla passione. E' utilizzato contro bruciature ed eruzioni cutanee. E' utile contro depressione, asma e tosse.
 
Il blu ha un effetto calmante, tranquillizzante e rinfrescante. E' utilizzato per l'ansia e l'insonnia.

Il giallo raffigura la parte intellettuale del cervello e favorisce la concentrazione. 

Ribadisco e sottolineo che non c'è NESSUNA EVIDENZA SCIENTIFICA!!!!

Tutto questo per dire che ieri abbiamo cambiato il soffione della doccia e ne abbiamo acquistato uno "colorato".
Quindi da ieri ogni volta che faccio la doccia mi dedico alla cromoterapia!!!

Vi farò sapere che benefici mi porterà!



Il libri del Gruppo di lettura



Oggi iniziamo un nuovo libro, che si aggiunge al lungo elenco di libri letti con le amiche del GDL.

Il 52esimo libro è: Il condominio di J. G. Ballard.

Questo l'elenco dei libri letti da quando abbiamo iniziato

1. Il canto della pianura
2. Le solite sospette
3. Le assaggiatrici
4. Chiamate la levatrice
5. Winesburg Ohio
6. Amok
7. La morte della pizia
8. Zeitoun
9. 7 fiori di senape
10. Le ragazze
11. La macchia umana
12. Revolutionary Road
13. Cortesie per gli ospiti
14. Terapia di coppia per amanti
15. Diario di una rondine
16. I testamenti
17. Veleno
18. Piccoli suicidi fra amici
19. La memoria rende liberi
20. Il crogiulo
21. Il racconto dell'ancella
22. Il mistero di Oliver Ryan
23. Aria sottile
24. Una stanza piena di gente
25. La teologia del cinghiale
26. Abbiamo sempre vissuto nel castello
27. L'uomo che mette a ordine nel mondo
28. La casa per bambini speciali di miss peregrine
29. Il pianista
30. Tabù
31. La luce sugli oceani
32. La scoperta del currywurst
33. Crepuscolo
34. Ninfee nere
35. Le cure domestiche
36. Che Dio perdona a tutti
37. Amore cucina e curry
38. Tanti piccoli fuochi
39. Il dottor Zivago
40. I giorni del tuono e del dolore
41. Cronaca di un servo felice
42. Quel che resta del giorno
43. Il mio anno di riposo e oblio
44. Le sette morti di Evelyn
45. Cometa sull'Annapurna
46. L'opera struggente di un formidabile genio
47. Riparare i viventi
48. Un aereo senza di lei
49. Tre tazze di tè
50. Heidi
51. L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello


sabato 18 luglio 2020

La telefonata che non vorresti mai ricevere

6 luglio. Ore 15 e qualche minuto. Squilla il mio cellulare ma non posso rispondere. 
E' l'allenatrice di ginnastica di Sofia nonchè educatrice dei centri estivi che sta frequentando. 
Vorrà disdire l'appuntamento che abbiamo nel pomeriggio?
Due minuti, richiamo. Occupato. 
Richiamo. Occupato. 

Una sensazione strana comincia a prendermi... chiamo mio marito. Occupato. 

Finalmente mi richiama: "non ti preoccupare, Sofia sta bene, ma ho dovuto chiamare l'ambulanza".

Non sono caduta perchè ero seduta. Le mie colleghe si sono preoccupate per il mio pallore improvviso. 

"Aspetta ti passo Sofia"

"Mamma aiutami... mamma per favore non riattaccare!".

Tempo 10 minuti ed ero al Meyer. Sono arrivata prima io dell'ambulanza. 
Si aprono le porte e vedo Sofia in barella completamente bardata: collare, cinta al bacino, braccia bloccate. Sorride. Sorrido anche io. 

Iniziano così 3 giorni in cui non ho dormito o quasi, non ho mangiato o quasi. Solo tornata a casa ho avuto la "tranquillità" di realizzare e di nascosto piangere.

"Mamma, è una brutta frattura scomposta ed esposta del gomito. Per bendarla e fare la radiografia dobbiamo sedarla un pochino

Non una, due volte. 

"Deve operarsi subito. Facciamo il tampone a lei e alla bambina e poi vi mettiamo in reparto".

Passa il tempo, siamo in DEA. Enrico non può entrare. Comunichiamo con Whatsapp.

Finalmente alle 20.00 arriva il risultato del tampone e ci ricoverano in reparto. 

Alle 22 arriva l'anestesista: "scusa ti come ti chiami?" - "Mi chiamo Silvia" - "Silvia io ho paura. Ho detto HO PAURA!!!"

Amore mio, sapessi la tua mamma quanta ne ha ma non può dirtelo!!!

Andiamo in sala operatoria alle 22.30. Enrico può darle un bacio prima di entrare. Io entro con lei e la lascio solo quando è addormentata.

Un'ora. Un'ora e mezza. Quasi due ore. Poi finalmente esce il chirurgo. Tutto bene. Tiro finalmente un sospiro di sollievo.

Ritorniamo in camera. Lei dorme, ma io non ci riesco. Continuo a guardarla respirare.

Martedì potremmo essere in uscita, ma il chirurgo mi spiega che purtroppo in sala operatoria c'è stato qualche piccolo problemino "abbiamo perso il polso radiale, può capitare in questo tipo di fratture, ma preferiamo tenere Sofia un altro giorno in osservazione."

Per questo restiamo tutto il giorno. L'effetto dell'anestesia comincia a finire e si svegliano i dolori. Alterniamo momenti in cui si sta bene ad altri in cui dobbiamo chiamare l'infermiera per avere un antidolorifico.

Mercoledì finalmente il medico ci porta il foglio con le dimissioni. 
Gesso fino al 7 agosto, quando faremo il controllo. 
"Mamma e non è detto che non glielo rimetteremo, dobbiamo vedere la radiografia dopo un mese"

Nell'attesa di uscire contatto il mio amico fisioterapista di fiducia che "ci aspetta appena toglieremo il gesso"!!

Sofia si lamenta tanto. La mano e la spalla sono davvero tanto gonfi. L'infermiera del reparto non è tanto convinta, così sollecita un ulteriore controllo dell'ortopedico. 
Andiamo in ambulatorio. Tagliano e aggiustano il gesso alla spalla e alla mano, tra pianti e dolori.

Finalmente torniamo a casa. 
Non sarà un'estate tranquilla. Ma il peggio è passato. 

Ho perso 10 anni di vita... ma abbracciarla nel lettone mi ha rimesso in pace con me stessa. E finalmente posso dar sfogo alla paura e piangere silenziosamente. 







lunedì 6 luglio 2020

MonoDermà

Grazie al sito The Insiders sono entrata a far parte del progetto MonoDermà e dell’integratore ProEtas.

La gamma MonoDermà di vitamine pure per uso topico presenta un pratico formato in perle MonoDermoDose® studiato per fornire alla pelle tutte le proprietà benefiche della vitamina.

Le tre vitamine Monodermà - A15, C10 ed E5 - sono state progettate per rispondere a bisogni specifici in base alla stagione, all’età ed alla tipologia di pelle.

La formulazione in gel siliconico di facile applicazione combina efficacia e piacevolezza d’uso, grazie alla texture vellutata che lascia un «effetto seta» sulla pelle. Una routine di bellezza quotidiana per potenziare l’efficacia del trattamento abituale o come base per il make-up.

La vitamina E5 è inoltre ideale anche per gli uomini che ricercano, nel post-rasatura, una pelle senza irritazioni e visibilmente più curata e idratata.

MonoDermà® A15 è ideale per combattere l’invecchiamento cutaneo e per chi presenta una pelle a tendenza acneica. Questo prodotto contiene, infatti, Retinolo puro (VITAMINA A) noto per svolgere un ruolo fondamentale nella cute in quanto è responsabile del rinnovamento costante del nostro tessuto epiteliale. Il Retinolo protegge e mantiene in buono stato la pelle riducendo i fenomeni di invecchiamento cutaneo, oltre a migliorare il processo di rigenerazione cellulare, favorisce la produzione di collagene e svolge un’azione esfoliante e levigante naturale, con un evidente effetto di attenuazione delle rughe e delle discromie cutanee.
 
MonoDermà® C10 è indicata nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, delle discromie cutanee, delle macchie da iper-pigmentazione e del foto-danneggiamento. Questo prodotto contiene la Vitamina C, un fattore nutritivo indispensabile che presenta, tra i suoi effetti benefici per la pelle, la stimolazione della sintesi del collagene, la fotoprotezione da UVA e UVB e l’azione schiarente sulle macchie da iperpigmentazione.
 
MonoDermà® E5 è indicata per il trattamento di xerosi, dermatosi con e senza prurito, foto e crono-aging. Questo prodotto contiene la vitamina E, un fattore nutritivo essenziale ed indispensabile per le funzioni della pelle. La VITAMINA E pura di derivazione vegetale migliora l’attività dei sistemi antiossidanti locali contrastando i danni provocati dall’azione dei radicali liberi, svolge un’efficace azione idratante e lenitiva, alleviando il prurito, oltre a proteggere dai danni del fotoinvecchiamento (dovuto ad un’eccessiva esposizione ai raggi solari o a lampade UV).
Questa formula è ideale anche per gli uomini che ricercano, nel post-rasatura, una pelle senza irritazioni e visibilmente più curata e idratata.
 
MonoDermà ProEtas è l’integratore alimentare formulato dalla ricerca dermatologica Giuliani per fornire alla pelle nutrienti fondamentali per il suo trofismo (Biotina e Nicotinamide), promuovendo la sintesi di Acido ialuronico (NAG). La sua formula contiene inoltre Acido ialuronico a basso peso molecolare, aminoacidi del collagene (Glicina e Prolina) ed estratti di Withania somnifera, Moringa oleifera e Goji, utile per proteggere la pelle dallo stress ossidativo.
 


 

venerdì 3 luglio 2020

Le emozioni dei libri

Ieri sera è stato assegnato il Premio Strega 2020.
Senza grandi sorprese ha vinto Sandro Veronesi con "Il colibrì"

Un libro che ho letto senza grande entusiasmo. Non mi è piaciuto. 
Stamattina scorrendo le notizie ho trovato un'ottima recensione che racchiude in pieno le mie sensazioni sul sito "The Book Advisor". La potete leggere qui.


Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di

perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d'arresto della caduta - perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all'improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l'uomo nuovo.

Io leggo tanto, da sempre. E i libri mi trasmettono emozioni. Da sempre
Dopo la vittoria di Veronesi il mio pensiero è andato subito ad un altro libro di questo autore: Caos Calmo
Un libro che mi è nel cuore. Regalo di un amico.
Un libro che mi ha emozionato e che mi ha preso tanto nonostante siano passati 10 anni dalla sua lettura. Un libro che resterà sempre nel mio cuore.


"Nonostante tutto, nonostante il nostro caos calmo"




martedì 30 giugno 2020

La barca di San Pietro. edizione 2020

Anche questo anno Sofia ed io abbiamo voluto seguire la tradizione della barca di San Pietro. 
Gli altri anni le barche sono venute proprio belle, nel 2018 addirittura mi sembrava di vedere due bei velieri con le vele spiegate.
La tradizione vuole che le vele diano indicazioni sull'andamento del raccolto e più in generale sull'andamento dell'anno.

Che il 2020 fosse un anno di .... ce ne eravamo accorti tutti, ma anche San Pietro doveva dire la sua.
Ecco qua la nostra "barca" di San Pietro.
Terribile, come il 2020!!!!


sabato 13 giugno 2020

quando la dieta funziona...

Giovedì alla Lidl era in promozione l'abbigliamento femminile.
Devo dire che non tutto è carino, ma ogni tanto qualcosa di buono e conveniente si trova. 
Per l'appunto questo giovedì c'erano i jeans skinny da donna.


"Amore mi compri un jeans quando vai?“
Certo! Che taglia ti prendo?
Uhm... 44!!!"
Sei sicura guarda che sono piccoli!

... Taglia 44. Indossati. Perfetti.
Evviva la dieta! Sto facendo tanti sacrifici... Ma che soddisfazione! 

domenica 7 giugno 2020

Un regalo inaspettato

Venerdì mattina, nel bel mezzo della mattinata lavorativa mi arriva un messaggio con foto da mio marito.
"È arrivato un pacco per te. Apro? “

Dalla foto non si vedeva la grandezza del pacco. Si leggeva però il mittente: un vivaio. 

La prima risposta è stata:" giuro che non ho comprato nulla!!!!“

Aperto il pacco mi arriva una foto. Un'orchidea! E per l'esattezza un debrondium nobile!

Meravigliosa!!!
Il dubbio però è sapere chi me l'ha mandata? Non c'è biglietto. 
Sicuramente una persona che mi conosce bene!!!
Ma chi?

Mio marito ha giurato di non essere stato lui. L'altra persona capace di questi gesti è mio padre. 
Ma dopo una veloce telefonata a casa... Il dubbio resta. Non è stato lui!

E chi sarà mai stato? 
La mia collega comincia a prendermi in giro: "hai un ammiratore sconosciuto!!!" 
Difficile da credere!!! 

Dopo qualche messaggio scambiato qua e là con le amiche... Ecco svelato l'arcano! 
Un'amica... Un'amica bella!!! 
Grazie Stella ❤️


sabato 6 giugno 2020

I libri di maggio

Il 4 maggio io sono rientrata al lavoro. Ma la scuola è chiusa, la palestra si fa a casa e anche le lezioni di Inglese le facciamo su Skype. Per questo motivo sono riuscita a mantenere alta la media dei libri anche in questo mese: 

1) Il sale della terra di Jeanine Cummins  
2) La ragazza con la gonna in fiamme di Aimee Bender
3) L'amore molesto di Elena Ferrante
4) La prima sorsata di birra di Philippe Delerm
5) Musica sull'abisso di Marilù Oliva
6) Amok di Stefan Zweig
7) Un pianoforte di Chris Cander
8) Lettera per Sara di Maurizio De Giovanni
9) Sete di Amélie Nothomb

Il primo libro di questo mese è Il sale della terra di Jeanine Cummins

Dici Acapulco e pensi a spiagge di sabbia finissima, mare cristallino e palme accarezzate dalla brezza. Ma oggi la perla del Pacifico è molto diversa dall'immagine da cartolina usata per attirare i turisti. Il narcotraffico si è insinuato in città e gli omicidi sono all'ordine del giorno. Ad Acapulco vive Lydia, che si divide tra il lavoro in libreria e la famiglia: il marito Sebastián, giornalista, e il figlioletto Luca, otto anni e un'intelligenza fuori dal comune. Quello che Lydia non si aspetta è che la sua esistenza venga sconvolta improvvisamente, quando un commando di uomini armati irrompe alla festa di compleanno della nipote e stermina i suoi cari. Nascosti in bagno, solo Lydia e Luca si salvano dalla carneficina, e per loro inizia una fuga estenuante. Rimanere in Messico equivale a morte certa, ma per non farsi rintracciare dal boss che ha ordinato il massacro bisogna evitare le strade più battute e i normali mezzi di trasporto. Così, a madre e figlio non resta altro che prendere la via dei migranti. Questo significa anche salire sulla Bestia, il treno merci su cui si salta al volo rischiando di finire stritolati. Affrontano così la difficile traversata del deserto, conoscono altri migranti, alcuni disposti ad aiutarli, altri pronti ad approfittarsi di loro, cercando disperatamente di conservare la propria umanità in un'esperienza che di umano ha ben poco. Ma è davvero possibile raggiungere il confine? I sicari li troveranno? E cosa ha scatenato la furia del boss che li vuole morti?

Un libro che mi ha colpito molto. Avevo seguito in tv le storie disperate di chi cercava di fuggire dal Messico. La storia raccontata in questo libro è dura, forte, ti prende dentro. Un vero e proprio pugno nello stomaco. Una storia terribile che però spinge alla speranza. Un libro che consiglio di leggere, a tutti, davvero!

Anche per questo libro mi sono fatta tentare dal titolo strano:  La ragazza con la gonna in fiamme di Aimee Bender

Il libro di esordio di Aimee Bender, autrice de "L'inconfondibile tristezza della torta al limone", è una
raccolta di racconti che usa la dimensione surreale e fantastica, a volte fiabesca, per rappresentare in maniera originale l'amore, il tradimento, il desiderio sessuale, le dinamiche familiari, l'amicizia. Dietro un uomo che torna dalla guerra senza labbra, una donna che partorisce misteriosamente la propria madre, un folletto che si innamora di una sirena nei corridoi di un liceo americano - dietro l'ereditiera o la bibliotecaria che cercano di esorcizzare il dolore con il sesso, dietro il delinquente ossessionato dalla propria bruttezza - c'è in fondo ognuno di noi, con la sua solitudine, le sue paure e le sue infinite possibilità di redenzione
.

Di questa scrittrice ho già letto "L'inconfondibile tristezza della torta al limone". Questo in realtà ho fatto un po' fatica a leggerlo. Non mi ha convinta del tutto. Mi ha lasciato una sensazione un po' strana. Diciamo che bisogna essere predisposti per leggere questo libro. Forse io non lo ero...


Ho deciso di dare un'altra chance ad Elena Ferrante e ho letto L'amore molesto.
La trama ruota intorno al rapporto tra Delia e la madre Amalia, un rapporto madre-figlia scavato con crudeltà e con passione.
«Mia madre annegò la notte del 23 maggio, giorno del mio compleanno, nel tratto di mare di fronte alla località che chiamano Spaccavento...». Questo è l’incipit del romanzo.
Che cosa è accaduto ad Amalia? Chi c’era con lei la notte in cui è morta? È stata davvero la donna ambigua e incontentabile che sua figlia si è sempre immaginata?
L’indagine di Delia si snoda in una Napoli plumbea che non dà tregua, trasformando una vicenda di quotidiani strazi familiari in un thriller domestico che mozza il respiro.

E niente... io e la Ferrante proprio non ci prendiamo. Davvero non riesco a capire l'enorme successo riscosso da questa scrittrice (o scrittore..chissà???) Un romanzo triste, confuso e poco scorrevole. Ho fatto una terribile fatica a finirlo. Direi che dopo la quadrilogia de L'amica geniale e La vita bugiarda degli adulti posso dire che non leggerò altro! 

Anche per il quarto libro di questo mese mi sono lasciata "ingannare" nel vero senso della parola dal titolo e dalla copertina: La prima sorsata di birra di Philippe Delerm.

La prima sorsata di birra, le more nei boschi d'estate, le conversazioni attorno al tavolo di cucina
sgranando piselli, il profumo delle mele in cantina, la voce di chi si ama che dice più di quanto dicano le parole, il rosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare, il lieve fruscio della dinamo contro la ruota durante una pedalata notturna... Istanti preziosi, che vanno colti nella loro immediatezza e assaporati con tranquillità. forniti, raccoglie commenti, analisi, bilanci della stagione passata che consentono di mettere a fuoco con chiarezza la situazione e l'andamento dell'industria cinematografica nazionale
.

Un libro insulso, noioso e senza senso. Ho letto recensioni belle, ma proprio non sono riuscita a trovare un senso a questa serie di racconti, pieni di sciocchezze e luoghi comuni. Per me è decisamente un NO!

Per riprendermi dalla delusione mi sono buttata su un giallo italiano: Musica sull'abisso di Marilù Oliva

Li ha uccisi nel corso degli anni. Uno dopo l'altro. Tutti allievi della stessa classe, tutti lo stesso giorno.

L'ultima volta che Gwendolina Nanni, giovane imprenditrice bolognese, è stata vista viva era mattina molto presto e come al solito stava correndo lungo gli argini del Bacchiglione prima di andare al lavoro. Il suo corpo è stato ritrovato molti giorni dopo in un’ansa del fi ume, ormai irriconoscibile. Il caso viene chiuso come suicidio dalla polizia locale. Ma i familiari non ci stanno e si rivolgono alla Sezione Omicidi di Bologna, dove è stata da poco trasferita l’ispettore Micol Medici. Le ricerche vertono attorno agli ex-studenti di un liceo storico bolognese, il Cicerone, dove si diploma la migliore gioventù della città. Ma c’è una classe del passato che ha avuto un destino infausto: uno dopo l’altro, anno dopo anno, stanno morendo tutti coloro che quindici anni prima sono stati compagni di classe. Tutti in circostanze sospette e tutti lo stesso giorno, il 21 febbraio. Cosa lega questi delitti? E com’è possibile che una canzone, scritta in latino e cantata da alcuni di loro, abbia previsto con anni di anticipo in che modo sarebbero morte le vittime?
Micol, con la sua abilità speciale legata ai suoi incubi notturni, cerca di scoprire la verità, muovendosi sullo sfondo di una città dove ogni torre e ogni portico sembrano nascondere qualcosa.

Trama intrigante ed originale, bella storia. Mi piace il modo in cui questa scrittrice ti trascina nei suoi intrighi. Questo libri è il secondo che ha come protagonista l'ispettore Micol Medici, ma si può leggere anche senza aver letto il primo. Infatti tra le "letture da recuperare" c'è anche Le spose sepolte.  

Con le amiche del GDL questo mese abbiamo letto Amok di Stefan Zweig.

Amok è una parola malese. Indica «una follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di
monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun’altra intossicazione alcolica». Lo sa bene la voce narrante di questa tesa novella – un medico dai tanti conti in sospeso: con la giustizia, con la professione, con la propria vita ormai annientata. E su una grande e rumorosa città natante che fende l’Oceano Indiano, e ricorda la non meno fatale nave della Novella degli scacchi, una confessione simile a un delirio ricrea davanti ai nostri occhi un mondo coloniale che «divora l’anima e succhia il midollo dalle ossa», scatenando forze capaci di scardinare in un attimo ordinate esistenze. Un mondo febbrile dove si scontrano la protervia di una donna di imperiosa bellezza, convinta che tutto si compri col denaro, e la divorante passione di un uomo cui i tropici e la solitudine hanno sviato la mente e i sensi. La nave va verso un’Europa ormai crepuscolare, verso una conclusione ineluttabile, lontano dalla giungla e dalla città d’acqua in cui i due hanno giocato una partita dall’esito segnato sin dal primo incontro: «Nel giro di un’ora, da che quella donna era entrata nella mia stanza, mi ero buttato la vita alle spalle lanciandomi alla cieca nel furore dell’amok»
.

E' uno dei più celebri racconti di questo scrittore austriaco La storia è intensa e viva, coinvolge fin dall'inizio. Potrebbe anche apparire banale, ma lo stile e il modo di scrivere la rendono avvincente e coinvolgente.

Il sesto libro del mese è stato Un pianoforte di Chris Cander

Unione Sovietica, 1962. Katja ha sette anni quando il suo vicino di casa le regala un pianoforte. Lei ancora non lo sa, ma quel dono inatteso le cambierà la vita. Katja scopre infatti di avere il talento per diventare una grande musicista, e non importa dove la porteranno gli eventi della vita, gli studi e il matrimonio: lei e il suo pianoforte rimarranno inseparabili. Almeno finché il marito non decide di fuggire in America, costringendola a lasciarsi tutto alle spalle... Stati Uniti, oggi. Un'altra relazione fallita, un altro trasloco da fare in pochissimo tempo. Abituata a cambiare spesso città e amori, trascinandosi dietro un'inguaribile insoddisfazione, Clara non ha molto da impacchettare. A parte un vecchio pianoforte. Sebbene lei non sappia suonare, non riesce a disfarsene, perché è stato l'ultimo regalo del padre prima di morire. Questa volta, però, nell'affannato tentativo di spostarlo, Clara si rompe una mano. È l'ultima goccia. Frustrata, si convince finalmente a liberarsi di quel peso, pubblicando un annuncio su Internet. Un gesto impulsivo di cui si pente subito. Purtroppo, però, si è già fatto avanti un acquirente: un uomo che ha viaggiato a lungo per ritrovare proprio quel pianoforte, e che non è disposto a rinunciarci per nulla al mondo...

Nonostante una trama abbastanza scontata, alcuni personaggi sono proprio ben descritti nella loro complessità.
Impossibile dare un giudizio senza spoilerare. Le avventure di Clara e Katja sono intrecciate e speso questi intrecci risultano improbabili e alcuni avvenimenti "senza spiegazione". Non dico altro. Non mi ha entusiasmato molto, ma nel complesso è leggibile.

Anche se non è tra i miei personaggi preferiti di Maurizio De Giovanni ho letto Lettera per Sara.

Mentre una timida primavera si affaccia sulla città, i fantasmi del passato tornano a regolare conti
rimasti in sospeso, come colpi di coda di un inverno ostinato. Che aprile sia il più crudele dei mesi, l'ispettore Davide Pardo, a cui non ne va bene una, lo scopre una mattina al bancone del solito bar, trovandosi davanti il vicecommissario Angelo Fusco. Afflitto e fiaccato nel fisico, il vecchio superiore di Davide assomiglia proprio a uno spettro. È riapparso dall'ombra di giorni lontani perché vuole un favore. Antonino Lombardo, un detenuto che sta morendo, ha chiesto di incontrarlo e lui deve ottenere un colloquio. La procedura non è per niente ortodossa, il rito del caffè delle undici è andato in malora: così ci sono tutti gli estremi per tergiversare. E infatti Pardo esita. Esita, sbaglia, e succede un disastro. Per riparare al danno, il poliziotto si rivolge a Sara Morozzi, la donna invisibile che legge le labbra e interpreta il linguaggio del corpo, ex agente della più segreta unità dei Servizi. Dopo tanta sofferenza, nella vita di Sara è arrivata una stagione serena, ora che Viola, la compagna del figlio morto, le ha regalato un nipotino. Il nome di Lombardo, però, è il soffio di un vento gelido che colpisce a tradimento nel tepore di aprile, e lascia affiorare ricordi che sarebbe meglio dimenticare.In un viaggio a ritroso nel tempo, Maurizio de Giovanni dipana il filo dell'indagine più pericolosa, quella che scivola nei territori insidiosi della memoria collettiva e criminale di un intero Paese, per sciogliere il mistero di chi crediamo d'essere, e scoprire chi siamo davvero
.

Pur essendo un bel romanzo, con una trama anche avvincente, sono troppe le spiegazioni che rimandano ai romanzi precedenti o le ripetizioni che vogliono caratterizzare i personaggi che nel corso della lettura sono già stati delineati più di una volta. In questo modo anche il più bel libro diventa noioso!

Il mese si chiude con un libro che ha creato un po' di scompiglio nel gruppo di lettura Sete di Amélie Nothomb

"Non lo ripeterò mai abbastanza: avere un corpo è quanto di più bello possa mai capitare." Dopo il processo e il giudizio di Pilato, Gesù trascorre la sua ultima notte in cella, profondamente afflitto dalle incredibili testimonianze dei suoi miracolati. Nello spazio-tempo creato dalla penna di Amélie Nothomb prende vita questo romanzo in prima persona in cui la figura più universalmente nota al mondo occidentale, ma anche la più oscura, racconta di sé sulla soglia della propria morte. Ne viene fuori una preghiera urlata come un tributo alla vita, come un inno alla fragilità dell'umano, alla gioia del corpo, all'abbandono dei sensi, alla paura, alla sofferenza, alla compassione, a quella strana cosa che si chiama amore
.

La Nothomb non si limita a riscrivere il Vangelo ma ci mostra la versione più umana di Cristo
Ci presenta un Gesù spaventato dal dolore, triste e amareggiato per le testimonianze contro di lui, contrariato per la presenza di sua madre … 
E' un libro "sconvolgente" che non vuole scandalizzare il lettore, ma vuole avvicinare ognuno di noi al proprio corpo attraverso il quale ci muoviamo, compiamo azioni. E Gesù, con la sua "sete" ce lo ricorda. Un libro che consiglio davvero. Da leggere senza pregiudizi. Ma da leggere sicuramente.

sabato 9 maggio 2020

I libri di aprile

Dopo i nove libri del mese di marzo, in un clima surreale, chiusi in casa senza poter uscire, andare a scuola/lavoro/palestra, anche ad aprile le mie letture hanno mantenuto un buon ritmo. 
Questi sono i libri del mese di aprile:

1) Il collezionista di conchiglie di Anthony Doerr
2) Dodici rose a settembre di Maurizio de Giovanni
3) Il colibrì di Sandro Veronesi
4) La cripta del Cristo velato di Nicola Manzò
5) La logica della lampara di Cristina Cassar Scalia
6) L'uomo di Kiev di Bernard Malamud
7) Il gruppo di Mary McCarthy
8) Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Annie Barrows
9) Ritrovarsi a Parigi di Gajto Gazdanov

La mia amica Lele mi ha consigliato di leggere Il collezionista di conchiglie di Anthony Doerr e io non me lo sono fatto ripetere due volte.

«Raccogliere conchiglie - ciascuna uno stupore - conoscerne i nomi, lasciarle cadere nel secchiello: di questo era piena la sua vita, di questo traboccava. Certe mattine, muovendosi per la laguna, provava l'impulso quasi irresistibile di inchinarsi.» Queste sono otto storie fuori dagli schemi, permeate da un velo di magia e tuttavia profondamente ancorate all'umanità, molto reale, dei personaggi che le abitano. Otto storie che danno forma a una mappatura precisa e avvincente dei diversi paesaggi del mondo e dell'anima, all'interno dei quali le emozioni più intense - il lutto, la perdita, la metamorfosi, l'amore - trovano un'eco nella natura. In queste pagine si allargano fulgide barriere coralline abitate da molluschi velenosi, remote distese africane di erica gigante, selvagge brughiere argentee silenziose, foreste innevate in immobile attesa del disgelo. E lì, adagiate su un implacabile fondale, si dispiegano alcune memorabili vicende umane. Come quella di un cacciatore del Montana costretto a confrontarsi con la «sensibilità acuta e forestiera» della moglie nei confronti degli animali, o quella, luminosa, di Joseph Saleeby, ladruncolo e perdigiorno, in fuga dalle violenze inaudite della guerra civile liberiana, che in terra d'Oregon vorrebbe trovare redenzione e un luogo da poter chiamare casa. Prima dello straordinario successo di Tutta la luce che non vediamo, che lo ha visto trionfare sulla narrativa contemporanea americana degli ultimi anni, Anthony Doerr compose queste eccentriche prove d'autore, in cui ritroviamo il talento di una scrittura lirica e commossa di fronte al mistero dell'esistenza.

E' una raccolta di piccoli racconti. Si leggono velocemente e sono molto carini. Lo consiglio! 

Dopo i Bastardi di Pizzofalcone e il Commissario Ricciardi, il personaggio di una nuova detective, Mina Settembre è uscita dalla geniale penna di Maurizio De Giovanni. Gelsomina, detta Mina è assistente sociale che indaga nei Quartieri Spagnoli di Napoli. In questo libro affronterà il misterioso Assassino delle Rose. Amo molto i libri di De Giovanni perciò non mi sono fatta scappare il suo ultimo Dodici rose a settembre.

«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre».

Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio sottofinanziato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è costretta a occuparsi di casi senza giustizia. La affiancano alcuni tipi caratteristici con cui forma un improvvisato, e un po’ buffo, gruppo di intervento in ambienti dominati da regole diverse dall’ordine ufficiale. Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come Robert Redford, con un fascino del tutto involontario e una buona volontà spesso frustrata; «Rudy» Trapanese, il portiere dello stabile che si sente irresistibile e quando parla sembra rivolgersi con lo sguardo solo alle belle forme di Mina; e, più di lato, il magistrato De Carolis, antipatico presuntuoso ma quello che alla fine prova a conciliare le leggi con la giustizia.
Vengono trascinati in due corse contro il tempo più o meno parallele. Ma di una sola di esse sono consapevoli. Mentre Mina, a cui non mancano i problemi personali, si dedica a una rischiosa avventura per salvare due vite, un vendicatore, che segue uno schema incomprensibile, stringe intorno a lei una spirale di sangue. La causa è qualcosa di sepolto nel passato remoto. Il magistrato De Carolis deve capire tutto prima che arrivi l’ultima delle dodici rose rosse che, un giorno dopo l’altro, uno sconosciuto invia. 
Mina Settembre e gli altri sono figure che Maurizio de Giovanni ha già messo alla prova in un paio di racconti. In Dodici rose a Settembre compaiono per la prima volta in un romanzo. Sono maschere farsesche sullo sfondo chiassoso di una città amara e stanca di tragedie. Un mondo di fatica del vivere che de Giovanni riesce a far immaginare, oltre all’intreccio delle storie, già solo con il linguaggio parlato dai vari personaggi di ogni strato sociale: ironico, idiomatico, paradossale, immaginoso.

Di per sé non è male, ma il confronto che I Bastardi e con Ricciardi è inevitabile. E Mina ne esce nettamente sconfitta. 

Ho letto in giro belle recensioni dell'ultimo libro di Sandro Veronesi: Il Colibrì.
Ho adorato Caos calmo. Un po' meno il seguito, Terre rare

Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d'arresto della caduta - perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all'improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l'uomo nuovo
.

Devo imparare a fidarmi di meno del "giudizio del pubblico". Un libro che non mi è piaciuto. Non capisco davvero tutti questi giudizi positivi. 

Per staccare un po' mi sono buttata su La cripta del Cristo velato di Nicola Manzò.

Sullo sfondo della Napoli del '700 vive il più temuto, il più discusso, il più odiato, il più arcano tra i
personaggi storici partenopei: Raimondo di Sangro VII Principe di San Severo. Scienziato, mago, alchimista, inventore, Gran Maestro della Libera Muratoria (oggi Massoneria), amico del Re e dell'Imperatore Federico II di Prussia. Un personaggio dalle mille facce ma con una indiscussa genialità e le cui scoperte ancora oggi non sono state svelate e rimangono permeate da un alone di magia, di stregoneria, di diabolico. Proprio da un regalo di 200.000 talleri d'argento inviato al Principe di Sansevero dall'imperatore di Prussia e dalla di lui sorella Guglielmina affinchè rimettesse in essere la Libera Muratoria a Napoli di cui era stato Gran Maestro (storico), prende il via questo terzo romanzo dei Delitti del Barbiere. Il commissario Alfredo Renzi, milanese di Corbetta, trasferito a Napoli per lavoro ma anche per problemi privati e personali sarà alle prese con un efferata organizzazione criminale dedita ai furti di grandi opere d'arte. Ma, come da quando è giunto a Napoli circa tre anni prima, potrà fondare sull'aiuto di un gruppo di persone conosciute andando nella sua seconda postazione di lavoro: la Barberia San Biagio. Eh già, quando arrivò a Napoli per la prima volta si sentì molto spaesato in un luogo che aveva sempre immaginato come l'antimateria di Milano e quindi non sapendo dove poter attingere informazioni pensò bene di andare dal barbiere. Barbieri e parrucchiere, storici conoscitori di fatti e misfatti. Qui conobbe Ettore e Pierino i barbieri; Tatillo detto Gùgol, il re di internòs, la rete dei vicoli; Mirella Lauro un'intraprendente ed impavida giornalista de Il Mattino e molti altri che, ciascuno a suo modo, gli avrebbero dato un valido aiuto nel penetrare nella mentalità ma anche nei lati oscuri di Partenope. Sarà sempre con l'aiuto di questa improbabile ma più che efficace rete di informazioni che Alfredo Renzi riuscirà a venire a capo di questa intrigata e sporca faccenda travestita da terrorismo internazionale.

La storia del Principe di San Severo mi ha sempre affascinato. Uomo di grande cultura, genio incompreso in un periodo storico molto particolare. Quando ho frequentato il corso  di fotografia tra le materia da studiare c'era anche scenografia. Il prof., appassionato di teatro, ci raccontò tutta la storia di Raimondo di Sangro, del Cristo Velato e dei segreti nascosti nel Palazzo San Severo. Una meraviglia... 
Questo libro è davvero bello. Innanzitutto una bella trama. E una ricostruzione storica attenta e scrupolosa. Il personaggio del Principe Raimondo fa da sfondo ad una storia moderna di ricatti e spionaggio. Ho scoperto solo a metà della lettura che questo libro fa parte di una trilogia detta "I delitti del barbiere". Dovrò sicuramente recuperare questa lettura

Incuriosita dal titolo ho letto La logica della lampara di Cristina Cassar Scalia.
Sono le quattro e trenta del mattino. Dalla loro barca il dottor Manfredi Monterreale e Sante Tammaro, giornalista di un quotidiano online, intravedono sulla costa un uomo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta fra gli scogli. Poche ore dopo il vicequestore Vanina Guarrasi riceve una chiamata anonima: una voce femminile riferisce di aver assistito all'uccisione di una ragazza avvenuta quella notte in un villino sul mare. Due fatti che si scoprono legati e dànno il via a un'indagine assai più delicata del previsto. La scontrosa Vanina, la cui vita privata si complica di giorno in giorno, dovrà muoversi con cautela fra personaggi potenti del capoluogo etneo. Ma anche grazie all'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè, con il quale fa ormai «coppia fissa», sbroglierà un intrigo che, fino all'ultimo, riserva delle sorprese
. Ho scoperto solo alla fine che questo è il secondo libro di cui è protagonista il vicequestore Guarrasi

E' decisamente un bel libro, ambientato a Catania e si percepisce che la scrittrice conosce bene la città. Anche questa sarà una "lettura da recuperare"!!

Con le amiche del GDL ho letto L'uomo di Kiev di Bernard Malamud

Basato su una vicenda realmente accaduta, L’uomo di Kiev è la storia di uno sconcertante caso
giudiziario. È il 1911 e la Russia zarista è attraversata da frequenti scoppi di violenza antisemita. Yakov Bok è un ebreo che si guadagna da vivere come tuttofare; lasciato dalla moglie, cerca fortuna nella città di Kiev dove, spacciandosi per gentile, riesce a farsi assumere come sorvegliante in una fabbrica di mattoni. Ma quando accanto alla fabbrica viene ritrovato il cadavere di un bambino, si diffonde la voce che si tratti di un delitto perpetrato dagli ebrei a scopi rituali e scatta la ricerca del capro espiatorio: tradito da false testimonianze e incastrato dalla polizia, Yakov viene accusato del crimine. Rinchiuso in carcere senza processo, umiliato, abbandonato da tutti, l’uomo non smetterà di lottare con tutte le sue forze per difendere la propria innocenza. Pubblicato per la prima volta nel 1966 e premiato con il Pulitzer e il National Book Award, L’uomo di Kiev non è soltanto una vigorosa denuncia del razzismo e della violenza del potere, ma un apologo universale sulla condizione umana: sulla nostra solitudine, le nostre paure irrazionali, il nostro incoercibile desiderio di giustizia.

Il romanzo ricostruisce una storia accaduta davvero nel 1913, quando un uomo chiamato Menahem Mendel Beilis venne imprigionato ingiustamente nella Russia zarista con l'accusa di aver ucciso un ragazzo di 13 anni per motivi rituali legati alla Pasqua ebraica
Sono andata a cercare notizie sui fatti, su Wikipedia si trovano in inglese. Una storia assurda davvero. 
 
Sempre la mia personal guru Lele mi ha consigliato di leggere Il gruppo di Mary McCarthy.
Il «gruppo» del titolo è costituito da otto inseparabili amiche, rigorosamente upper class, compagne di studi al Vassar, prestigioso college femminile. Dopo la laurea, nel 1933, iniziano tutte a inseguire qualcosa di diverso da ciò che il destino gli ha assegnato, ma collezionano errori e sconfitte. Il romanzo le segue a turno nelle loro vicende erotiche e familiari, che passano attraverso matrimoni poco felici e tradimenti, ma anche scelte sorprendenti e meno convenzionali. Un'opera affilata, di ampio respiro, in perfetto equilibrio tra satira e tragedia, e un affresco impeccabile dell'America di Roosevelt e del New Deal, sospesa tra i sogni di benessere collettivo e il permanere di un classismo spesso brutale.

Capolavoro di Mary McCarthy, a più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione è ancora più attuale che mai: un ritratto corale al femminile caustico e feroce, che mette alla berlina il sessismo e le illusorie consolazioni del progresso, raccontando, attraverso una serie di storie individuali, un'intera epoca. 
Il romanzo offre un mosaico di personaggi indimenticabili. Un libro da leggere.

Mi sono fatta tentare dal titolo buffo: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Annie Barrows

È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere.
All'improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams - che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto - e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un'intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l'occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita
.

Un libro originale, divertente, toccante e avvincente. La storia è veramente carina e le ambientazioni descritte mi hanno affascinato. Sono andata su Google a cercare le immagini di Guernsey
E' un libro leggero che trasporta in un'isola meravigliosa ma che allo stesso tempo fa riflettere sulla barbarie della guerra.

L'ultimo libro di questo mese di aprile l'ho visto su Facebook, credo pubblicizzato da Luca Bianchini: Ritrovarsi a Parigi di Gajto Gazdanov.
Dopo la morte della madre, Pierre Fauré lascia Parigi per trascorrere il mese d'agosto in Provenza da François, un vecchio amico ritrovato per caso. L'incontro con la foresta, i suoi sentieri, la sua luce, la sua immutabilità e il suo silenzio fa intuire a Pierre - un uomo semplice, contabile di una piccola impresa - l'esistenza di un regno insospettato dove il tempo, lo spazio e le sensazioni sembrano essersi immobilizzati in bilico fra sogno e realtà. Ma c'è un altro incontro ad attenderlo: è Marie, che un giorno appare sulla soglia della stanza che lo ospita, un "povero animale malato" che François ha trovato sul ciglio della strada nell'estate del 1940 e ha salvato dall'internamento in manicomio. È lei a innescare in Pierre un moto di rivolta per l'inutilità della propria vita. Contro il parere di tutti decide di portarla con sé a Parigi, dove per mesi si ostina a cercare di far uscire la giovane donna dal limbo dell'inconsapevolezza e dell'oblio nel quale è sprofondata. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E così accade: grazie alla dedizione e alla pazienza di Pierre, Marie riuscirà a ritrovare la sua umanità, la sua memoria, il suo passato. E a uscire dall'oblio saranno in due: Pierre scoprirà il senso della vita e deciderà di ricominciare, salvato dal suo stesso miracolo.

Romanzo semplice, molto romantico. Una storia delicata, che forse di questi tempi aiuta. Uno scrittore per me sconosciuto che però è riuscito a farmi apprezzare i suoi personaggi e la storia.