sabato 2 febbraio 2019

I libri di Gennaio

Qualche piccolo consiglio di lettura.
Per evitare post lunghissimi a fine anno ho pensato di raggruppare mensilmente le mie letture. 
Ecco i libri che ho letto ae che sto leggendo a gennaio:

1. Canto della pianura di Kent Haruf 
2. Lazarus di Lars Kepler
3. Rien ne va plus di Antonio Manzini
4. I colori dell'incendio di Pierre Lemaitre
5. Crepuscolo di Kent Haruf

Per il nostro 27esimo GDL con il gruppo di lettura ho letto Canto della pianura

Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza. Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un'insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all'allevamento di mucche e giumente. Come in "Benedizione", le vite dei personaggi di Holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d'amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.

Non conoscevo Kent Haruf, ma mi sono bastate poche pagine per capire che questo autore mi piace molto. E' stato pensiero comune, infatti abbiamo aspettato un po', ma poi abbiamo deciso di fare un altro GDL con il secondo ... e credo leggeremo insieme tutta la trilogia.


L'altro libro letto è Lazarus di Lars Kepler. L'ho letto da sola, da vera amante di libri gialli ...

La polizia di Oslo indaga sull'omicidio di un ladro di cadaveri: nel suo appartamento sono stati ritrovati i resti di corpi a diversi stadi di decomposizione, compreso il cranio della moglie del commissario della polizia criminale svedese Joona Linna. La tomba della donna, morta di cancro qualche anno prima e sepolta in Finlandia, è stata profanata. Le cose si complicano quando a Rostock, in Germania, viene scoperto il cadavere di uno stupratore: nel suo telefono compare il numero di Joona Linna. Due giorni prima di essere ucciso l'uomo ha chiamato il commissario, che ora da Stoccolma giunge sulla scena del crimine per partecipare alle indagini. Il tratto che accomuna entrambe le vittime dall'oscuro passato - il profanatore di Oslo, lo stupratore di Rostock - è la presenza di segni di flagellazione sulla schiena: la firma di Jurek Walter, il peggior serial killer della storia europea. Ma non è possibile, perché Jurek Walter è morto da tempo. Saga Bauer, commissario dei Servizi segreti svedesi e grande amica di Joona, gli ha sparato tre colpi al petto al termine di un lungo inseguimento. Il corpo è finito in mare, ma in seguito la perizia medico-legale ha confermato tutto. Il DNA non mente. E un serial killer non può tornare in vita come Lazzaro. Ma il dubbio si è ormai insinuato nella mente di Joona Linna, mentre cresce vertiginosamente il numero delle vittime marchiate con la stessa, identica firma.

Il primo libro di Kepler che ho letto è stato L'ipnotista. Sono rimasta davvero affascinata dalla sua scrittura. Così quando ho visto tra le uscite Lazarus non ho esitato a prenderlo. Ma alla fine sono rimasta un po' delusa. Forse c'era tanta aspettativa, ma il romanzo è un po sottotono. Mi ha lasciato un po' di amaro in bocca ...

Il terzo libro letto a gennaio è  Rien ne va plus di Antonio Manzini. Non potevo perdere la nuova avventura di Rocco Schiavone!

Scompare, letteralmente nel nulla, un furgone portavalori. Era carico di quasi tre milioni, le entrate del casinò di Saint-Vincent. Le dichiarazioni di una delle guardie, lasciata stordita sul terreno, mettono in moto delle indagini abbastanza rutinarie per rapina. Ma nell'intuizione del vicequestore Rocco Schiavone c'è qualcosa - lui la chiama «odore» - che non si incastra, qualcosa che a sorpresa collega tutto a un caso precedente che continua a rodergli dentro. «Doveva ricominciare daccapo, l'omicidio del ragioniere Favre aspettava ancora un mandante e forse c'era un dettaglio, un odore che non aveva percepito». Contro il parere dei capi della questura e della procura che vorrebbero libero il campo per un'inchiesta più altisonante, inizia così a macinare indizi verso una verità che come al solito nella sua esperienza pone interrogativi esistenziali pesanti. Il suo metodo è molto oltre l'ortodossia di un funzionario ben pettinato, e la sua vita è piena di complicazioni e contraddizioni. Forse per un represso desiderio di paternità, il rapporto con il giovane Gabriele, suo vicino di casa solitario, è sempre più vincolante. Lupa «la cucciolona» si è installata stabilmente nella sua giornata. Ma le ombre del passato si addensano sempre più minacciose: la morte del killer Baiocchi, assassino della moglie Marina, e il suo cadavere mai ritrovato; la precisa, verificata sensazione di essere sotto la lente dei servizi, per motivi ignoti. Sembra che in questo romanzo molti nodi vengano al pettine, i segreti e i misteri; ed in effetti, intrecciate al filone principale, varie storie si svolgono. Così come si articolano le vicende personali (amori, vizi, sogni) che sfaccettano tutti gli sgarrupati collaboratori in questura di Rocco. Una complessità e una ricchezza che danno la prova che Antonio Manzini si proietta oltre il romanzo poliziesco, verso una più universale rappresentazione della vita sociale e soprattutto di quella psicologica e morale. Ed è così che il personaggio Rocco Schiavone, con il suo modo contorto di essere appassionato, con il suo modo di soffrire, di chiedere affetto, è destinato a restare impresso nella memoria dei suoi lettori.

Adoro Rocco Schiavone. Ho letto tutti i libri di Manzini e Rocco oramai fa parte di me.. quando finisco una storia di Schiavone mi resta sempre un senso di vuoto.. come se mi mancasse qualcuno a farmi compagnia. La stessa cosa mi succede con il commissario Adamsberg di Vargas.


Qualche giorno fa su Facebook Luca Bianchini consigliava I colori dell'incendio di Pierre Lemaitre.

Febbraio 1927. La Parigi che conta assiste al funerale del banchiere Marcel Péricourt. La figlia Madeleine deve prendere le redini dell'impero finanziario di cui è l'erede, ma il destino decide diversamente: suo figlio Paul, un bimbo di sette anni, compie un gesto inatteso e tragico che la porterà alla rovina. Posta di fronte alle avversità, alla cattiveria degli uomini, alla cupidigia della sua epoca, alla corruzione e all'ambizione del suo ambiente, Madeleine dovrà fare ricorso alla sua intelligenza e a tutte le sue energie, ma anche a soluzioni machiavelliche, per sopravvivere e ricostruire la sua vita. Compito reso ancora più difficile dalle circostanze, in una Francia che osserva, impotente, i primi colori dell'incendio che devasterà l'Europa.

L'ha definito "un romanzo corposo, intenso, che mi ha fatto fare un viaggio in una Francia dove non sarei mai stato, a inizio Novecento, tra le due guerre. Con una capacità d’inventiva unica, colpi di scena, ironia sagace - a volte perfida - Lemaitre racconta i grandi sentimenti e soprattutto la Vendetta. Stupendo. ... Se amate i libri intensi, scritti da un vero talento, questo libro vi conquisterà. Da leggere d’un fiato."
Mi sono fidata, perchè grazie a lui ho scoperto già tanti bei libri e davvero l'ho letto tutto d'un fiato. Davvero bello. Un libro che vi consiglio.

Qualche giorno fa abbiamo iniziato un nuovo libri, per cui ora sto leggendo Crepuscolo di Kent Haruf per il 28esimo GDL!
Gliene affiancherò un altro, ma non ho ancora deciso quale"


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